26 giugno 2014 / 10:59 / tra 3 anni

Btp e spread poco mossi ma tasso a nuovo minimo in asta Bot 6 mesi

MILANO (Reuters) - Seduta di movimenti piuttosto contenuti per il mercato obbligazionario italiano in una mattinata che ha visto il rendimento nell‘asta di Bot semestrali scendere al nuovo minimo dall‘introduzione dell‘euro.

Il Buono a 6 mesi è stato collocato per i previsti 7,5 miliardi di euro, al tasso dello 0,309% (quasi 18 punti base in meno rispetto allo 0,492% di fine maggio), aggiornando la serie dei minimi rispetto allo 0,455% di febbraio. Il bid-to-cover è risultato pari a 1,73.

A fine mattinata sul mercato grigio di Tradeweb il nuovo Bot scambia allo 0,32%.

“L‘asta è andata benissimo, la domanda è stata forte” commenta il trader di una grande banca milanese. “Anche a questi livelli i tassi italiani piacciono: tenere i soldi in Bce costa, sulla carta core non si guadagna niente e allora anche uno 0,3% va bene”.

L‘appetito per i rendimenti - a maggior ragione dopo il recente pacchetto di misure espansive della Bce che in prospettiva terrà ancora i tassi di mercato schiacciati - consente di guardare con tranquillità alle aste a medio lungo di domani: in agenda c‘è il lancio del nuovo quinquennale agosto 2019, cedola 1,50%, cui si aggiungono le riaperture del decennale settembre 2024 e del Ccteu novembre 2019, per un‘offerta complessiva compresa tra 6 e 8 miliardi.

Inoltre l‘offerta netta è negativa, ulteriore fattore che gioca a favore del buon andamento dei collocamenti: contestualmente al regolamento delle aste di domani giungono infatti a scadenza Btp per poco meno di 14 miliardi.

BTP 5 ANNI E 10 ANNI VERSO NUOVI MINIMI IN ASTA

Sul mercato grigio di Mts il nuovo quinquennale scambia in area 1,415% contro l‘1,62% dell‘ultimo collocamento, indicando potenzialmente un nuovo minino dall‘introduzione dell‘euro per il rendimento di domani in asta.

Sul mercato il ‘vecchio’ quinquennale maggio 2019, cedola 2,5%, scambia all‘1,38%: la differenza di rendimento tra vecchio è nuovo benchmark risulta quindi di circa 4 pb, in linea con lo spread mostrato a suo tempo dal maggio 2019 al momento del lancio rispetto al precedente quinquennale, come sottolinea una nota di UniCredit.

“Riteniamo che le recenti pressioni subite dai Btp siano temporanee, dovute ai flussi legati alla fine del trimestre e del semestre, riteniamo gli attuali livelli come una buona opportunità per tornare lunghi. In particolare ci piace l‘area 5 anni, per via della sua sottoperformance” scrive Unicredit, secondo cui il nuovo titolo potrebbe beneficiare anche dell‘appetito che c‘è per i titoli vicini alla pari.

Il decennale scambia invece sul mercato in area 2,74%: anche in questo caso si guarda ad un possibile nuovo minimo in asta dopo il 3,01% di fine maggio.

TORNA INTERESSE SU LUNGO

Dopo aver oscillato entro una manciata di punti lungo tutta la mattinata, a metà seduta lo spread di rendimento tra Btp e Bund decennali tratta in area 148 pb, invariato rispetto alla chiusura di ieri.

“La tendenza è ad un generale ritorno di interesse per la parte lunga della curva, che si nota anche per l‘Italia” spiega ancora il trader milanese, che indica per oggi volumi “discreti”. “Chi sta facendo switch dall‘azionario in questa fase di mercato si sposta soprattutto sul lungo, specie dal 15 anni in poi”.

La scadenza trentennale italiana è scesa oggi nuovamente sotto quota 4%, con un minimo intraday al 3,97%, non lontano dal minimo dall‘introduzione dell‘euro del 3,94% visto ad inizio giugno.

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