June 18, 2014 / 12:12 PM / 4 years ago

Pmi, governo riduce costi energia di 800 milioni

ROMA (Reuters) - Il governo riduce i costi dell’energia per le piccole e medie imprese di 800 milioni di euro.

Il ministro dello Sviluppo Federica Guidi. REUTERS/Remo Casilli

Lo ha detto oggi il ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, presentando assieme al titolare dell’Economia, Pier Carlo Padoan, il decreto sulle semplificazioni e sulla competitività d’impresa approvato venerdì 13 giugno in Consiglio dei ministri.

“Il decreto vale 800 milioni”, ha detto il ministro.

I risparmi sono quindi inferiori agli 1,5 miliardi su base annua annunciati da Matteo Renzi in conferenza stampa.

Federica Guidi assicura comunque che “a regime nel 2015”, con nuovi “atti normativi e di indirizzo”, il governo rispetterà la promessa fatta alle aziende di minori dimensioni.

La manovra va a beneficio di circa 710.000 Pmi che pagano l’energia “un terzo in più della media europea”.

Il decreto finanzia la riduzione delle tariffe con minori sussidi a produttori e utilizzatori di energia, minori oneri di sistema e modifiche alle tariffe del gas.

Un esempio sono gli sconti sul prezzo dell’energia riconosciuti a Rete ferroviaria italiana (Rfi), che non si applicheranno più ai servizi resi a condizioni di mercato, come l’alta velocità e il trasporto merci.

Nel mirino finiscono soprattutto gli oltre 6 miliardi l’anno erogati ai grandi operatori del fotovoltaico. I titolari di impianti che producono più di 200 kw saranno chiamati a scegliere tra un incentivo spalmato su 24 anni anziché 20 (si riceve meno ma per più anni) e un taglio secco del sussidio.

La logica è “togliere a chi ha avuto troppo per restituire a chi ha pagato di più”. I produttori colpiti sono 8.600 su 200.000, “il 4% del fotovoltaico italiano che percepisce però il 60% degli incentivi”, dice il ministro dello Sviluppo.

GLI INCENTIVI ALLA QUOTAZIONE IN BORSA

Il decreto prevede inoltre un pacchetto di misure “per aiutare le imprese a fare investimenti”, ha spiegato Padoan. “Ci sarà un’accelerazione della crescita nei prossimi trimestri e l’innalzamento del livello di crescita potenziale”.

Tra minori tariffe e nuovi incentivi, Guidi dice che “le misure varate dal governo ammontano a non meno di 3 miliardi”, senza chiarire in che arco di tempo.

Il governo introduce un credito di imposta pari al 15% dell’investimento in nuovi macchinari e nuove apparecchiature fatto fino al 30 giugno 2015. Le imprese possono però sfruttare il beneficio solo dal 2016.

Altre misure incentivano le imprese a fare aumenti di capitale e ricorrere al mercato dei capitali. Il decreto rafforza l’Ace, l’Aiuto alla crescita economica. Per le imprese che si quotano, il nuovo capitale da portare in deduzione dall’imponibile Ires è incrementato del 40% per tre anni.

Le Pmi quotate potranno prevedere per statuto una soglia d’Opa diversa dal 30% e compresa tra il 20 e il 40%. La soglia per le comunicazioni a Consob delle partecipazioni rilevanti e per l’ammissibilità delle partecipazioni incrociate sale dal 2 al 5%..

Il capitale sociale minimo delle società per azioni scende a 50.000 da 120.000 euro e il governo apre alla possibilità di emettere azioni a voto plurimo.

Il governo cerca poi di rafforzare i canali di finanziamento alternativi al prestito bancario.

“Il complesso di queste misure dovrebbe far crescere di almeno 20 miliardi il volume di finanziamenti disponibili per le Pmi”, dice la Guidi.

Compagnie di assicurazione e società di cartolarizzazione potranno concedere credito diretto.

Eliminata la ritenuta d’acconto sulle obbligazioni non quotate collocate in privat placement e sui finanziamenti a medio e lungo termine di banche, fondi di credito e assicurazioni situate all’estero.

L’operatività del Fondo di garanzia è estesa ai minibond.

(Giuseppe Fonte)

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