11 giugno 2014 / 14:54 / tra 4 anni

Da Ministero sviluppo economico in arrivo misure da 300 mln per rafforzare imprese

ROMA (Reuters) - Il governo approverà in uno dei prossimi Consigli dei ministri un insieme di misure dal costo complessivo di circa 300 milioni di euro destinate al rafforzamento patrimoniale delle imprese e alla liberalizzazione del credito, secondo Stefano Firpo, capo della segreteria tecnica del ministero dello Sviluppo economico.

Un tecnico Maserati nell'impianto di Grugliasco, vicino a Torino, nel maggio scorso. REUTERS/Giorgio Perottino

Si va dal rafforzamento degli sgravi fiscali sugli aumenti di capitale e sugli utili reinvestiti alla eliminazione della ritenuta di acconto per i private placement, alla possibilità di fare credito per fondi e assicurazioni.

“Si tratta di una gigantesca opera di manutenzione volta ad aiutare le imprese che si vogliono consolidare patrimonialmente”, ha detto Firpo, approdato al Mise con l‘ex amministratore delegato di Intesa SanPaolo ed ex ministro dell‘Industria, Corrado Passera.

“Si cercherà di liberalizzare ulteriormente il credito inteso come lending tradizionale e come strumento obbligazionario” e “ci saranno poi piccole modifiche sulle cartolarizzazioni e la riforma delle società immobiliari quotate” ha aggiunto, confermando le indiscrezioni pubblicate nei giorni scorsi da Reuters.

Uno degli obiettivi del governo è quello di canalizzare il risparmio previdenziale e assicurativo verso il finanziamento dell‘economia italiana e rendere le imprese meno dipendenti dal credito bancario.

“Il rapporto tra le banche, le imprese e una certa politica ha determinato un assetto per cui c‘era troppo credito e credito troppo facile. La ‘misallocazione’ del capitale ha reso il sistema industriale indebolito e fragile”, ha spiegato Firpo intervenendo al convegno di Equita Sim dedicato alla rivitalizzazione dei mercati azionari.

“Non possiamo uscire dalla crisi con maggiore credito ma solo con una spinta poderosa verso la patrimonializzazione”.

MISE PUNTA ANCHE A SUPER ACE PER QUOTAZIONI IN BORSA

“In uno dei prossimi Consigli dei ministri ci sarà un decreto che potenzierà l‘Aiuto alla crescita economica (Ace)”, la deducibilità dall‘imponibile Ires di una quota degli aumenti di capitale e degli utili reinvestiti (quest‘anno al 4%).

L‘idea è riconoscere alle imprese un credito d‘imposta per ridurre l‘Irap nel caso la quota del nuovo capitale da portare in deduzione non abbia capienza nell‘imponibile Ires.

“L‘Ace oggi aiuta le imprese che stanno bene, stiamo provando a trovare forme di deducibilità tramite compensazione. Si tratta di norme costose, quindi occorre stare attenti”, ha detto ancora Firpo precisando che “solo l‘Ace vale oltre 100 milioni e tutto il pacchetto altri 200 milioni”.

“Spero ci sia una super Ace per le quotazioni in Borsa”, ha aggiunto.

Il decreto conterrà “un‘ulteriore liberalizzazione per il private debt e l‘eliminazione della ritenuta d‘acconto per i private placement”, oltre che una deducibilità più spinta per gli interessi passivi sulle emissioni obbligazionarie.

Per quanto riguarda il credito, il ministero è al lavoro per dare la possibilità di concederlo anche a fondi e assicurazioni, ha confermato Firpo, aggiungendo che presso l‘Istituto di vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) c‘è un documento di consultazione che cerca di allargare la possibilità di utilizzare il risparmio assicurativo verso private debt e private equity.

In tema immobiliare “ci sarà un‘importante riforma della disciplina” delle società di investimento immobiliare quotate (Siiq), strumento che in Italia non ha sinora preso consistenza.

Firpo ha anche spiegato che, in tema di cartolarizzazioni, si intende intervenire sui conti segregati della banca depositaria, “per proteggerli maggiormente dall‘aggressione delle procedure concorsuali”.

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