10 giugno 2014 / 15:28 / tra 4 anni

Mps, anche oggi titolo in stallo in borsa, trader disorientati

MILANO (Reuters) - Anche oggi l‘aumento di capitale di Mps registra una giornata difficile a Piazza Affari con il titolo che, sullo stesso copione di ieri, non riesce a fare prezzo, bloccato dagli effetti distorsivi tipici delle ricapitalizzazioni iperdiluitive.

Rispetto al prezzo dell‘asta di chiusura di ieri di 1,848 euro al termine di una giornata che ha visto il titolo congelato per l‘intera seduta, Mps mostra nel pomeriggio un prezzo indicativo di 2,216 euro con un rialzo teorico del 19,9%.

Ancora sotto pressione i diritti in calo del 4,5% a 20,53 euro.

Mentre non sono ancora giunte altre indicazioni da parte di Consob e Borsa, gli operatori sottolineano il caos tecnico e l‘anomalia della situazione anche se già verificata in passato, ma con minore evidenza, in occasione di altri aumenti di capitale a forte effetto diluitivo. Un gran numero di titoli viene reso disponibile circa un mese dopo l‘avvio dell‘aumento; nel frattempo il mercato deve fare le sue operazioni su un numero nettamente inferiore di azioni.

RIALZO MASSIMO 20% PER ORDINI

Caso e anomalia che potrebbero evitare però problemi ancora maggiori. E’ proprio guardando al passato, fa notare un osservatore di mercato, che nel caso di Monte dei Paschi sono state adottate dai regolatori alcune misure preventive: è stato stabilito il divieto di immettere ordini senza limiti di prezzo e gli ordini possono avere un rialzo massimo del 20% rispetto al riferimento.

“Tanto più gli aumenti sono diluitivi tanto più si sono registrati in passato andamenti anomali” con rialzi a tripla cifra e rovinosi scivoloni a operazione chiusa, spiega l‘osservatore ricordando le operazioni Tiscali, Fonsai, Seat.

Se il prezzo corretto del titolo ex aumento è, in base al puro calcolo matematico e al prezzo di venerdì, attorno a 1,5 euro, perchè il prezzo scappa al rialzo? L‘effetto rarità gioca una parte, cui si aggiungono in questo caso le aspettative del mercato che si replichi il copione dei precedenti aumenti iperdiluitivi e la difficoltà a capire un‘operazione in cui il prezzo del titolo passa da 25 a 1,5 euro, secondo la fonte.

“Si è creato un falso mercato dove il titolo sale ma non può essere scambiato, mentre se compri i diritti puoi acquistare le azioni a sconto. Poi il prezzo delle azioni crollerà quando i titoli saranno disponibili”, dice un analista.

Può anche darsi che qualche venditore di opzioni, strumento per cui l‘effetto leva amplifica tutti i movimenti, anticipi il possibile rialzo correndo a coprirsi. Anche se questa volta, grazie al blocco del mercato causato dalle maglie individuate da Borsa, il rialzo non è stato verticale come nei precedenti aumenti. “Le opzioni potrebbero entrare in campo in un secondo momento, al momento non mi sembra siano già in the money”, spiega l‘osservatore di mercato che su questo punto esprime parere diverso rispetto ad alcuni operatori.

“L‘esercizio anticipato delle opzioni call può costringere i venditori delle opzioni stesse a raccogliere il titolo sul mercato, prima della materiale consegna dei titoli sottoscritti con l‘aumento di capitale”, spiega Icbpi in una nota.

“Si dice che ci sia un numero di opzioni call pari a un terzo dei titoli pre-stacco, quindi potrebbe andare avanti così per dieci giorni”, fino al termine della trattazione dei diritti in borsa.

NEUTRALIZZATO EFFETTO GESTIONI PASSIVE

E’ invece risolto - o così almeno sembra - l‘effetto distorsivo legato al fatto che Mps fa parte dell‘indice Ftse Mib, che viene replicato da parecchi Etf e gestioni passive. In condizioni normali, essendo passato il valore del titolo da 25 a 1,5 euro, i fondi avrebbero dovuto correre a comprare titoli per mantenere inalterato il controvalore investito o assumersi il rischio di restare indietro rispetto a un titolo che raddoppia o triplica.

Con il comunicato di oggi Ftse ha annunciato che per replicare l‘indice sono utilizzabili anche i diritti, neutralizzando di fatto gli effetti dell‘aumento sulle gestioni passive. L‘impatto dei rialzi è dunque limitato, considerando che Mps pesa attualmente per 1% circa sull‘indice e anche un suo aumento del 20% porterebbe il fondo a dover investire un limitato 0,2% in più.

Resta il fatto che il titolo anche oggi sembra destinato a scambiare solo in fase di asta di chiusura, lasciando insoddisfatti gli operatori.

“Non si capisce ancora come si possa risolvere”, commenta un trader. “Non è giustificabile il fatto che un titolo sotto aumento non possa scambiare e faccia un solo prezzo al giorno anche se ci sono dei fattori tecnici”, aggiunge un secondo operatore.

“Era una situazione prevedibile. Che sul titolo ci fosse un grosso scoperto era noto. Forse serviva un più attento monitoraggio prima che l‘aumento partisse”, aggiunge.

Un broker fa notare inoltre che “è abbastanza imprevedibile capire il movimento del prezzo delle azioni nelle prossime settimane e sarà completamente non correlato al prezzo dei diritti”.

Ai prezzi attuali dei diritti il titolo Mps dovrebbe valere circa 1,48 euro: ciò significa che attraverso i diritti si possono ottenere azioni Mps con uno sconto del 50% circa rispetto al prezzo indicativo del titolo nella seduta di oggi.

Sui mercati secondari il titolo quotato in Germania scambia regolarmente a 2,47 in calo dell‘23% circa con volumi scarsi pari a poco più di 50.000 pezzi.

Gli operatori ricordano, come già ieri, il forte sbilanciamento tra titoli attualmente in circolazione e il numero totale delle azioni (5,116 miliardi) che si avrà a operazione conclusa.

Prima dell‘emissione dei diritti i titoli in circolazione di Mps erano 116,8 milioni con un prezzo unitario intorno ai 25 euro dopo un accorpamento 100 a 1. La capitalizzazione complessiva era pertanto pari a 2,9 miliardi di euro.

Dopo l‘avvio dell‘aumento, la quantità di titoli in circolazione non è cambiata ma il prezzo, che scorpora il valore dei diritti, è sceso a circa 1,85 euro e dunque la capitalizzazione reale prima dell‘emissione delle nuove azioni, ai prezzi di chiusura di ieri, è di 216 milioni di euro.

(Paola Arosio, Andrea Mandalà)

-- ha collaborato Silvia Aloisi

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