May 30, 2014 / 8:44 AM / 4 years ago

Banche, Visco: presto nuove misure per sbloccare credito a Pmi

ROMA (Reuters) - Il credito, in una economia italiana che stenta a ripartire, è in calo soprattutto per le piccole e medie imprese e Bankitalia consentirà nelle prossime settimane alle banche di ampliare la gamma di prestiti da dare a garanzia del rifinanziamento in Bce per contrastare il credit crunch.

Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco. REUTERS/Stringer

Nelle sue Considerazioni finali all’assemblea dei partecipanti al capitale di Banca d’Italia, il governatore Ignazio Visco ha fotografato un quadro di faticosa transizione verso la ripresa “non solo economica” che, dice, “non sarà breve, ne’ facile”.

RESTRIZIONI OFFERTA COLPISCONO PMI

La misura annunciata oggi da Visco, anticipata da Reuters il 12 maggio, servirà a migliorare “ulteriormente la situazione di liquidità delle banche e agevolare per tale via la concessione di credito alle piccole e medie imprese”.

Nello specifico, spiega il governatore, “sarà ampliata la gamma dei prestiti utilizzabili a garanzia del finanziamento presso l’Eurosistema”.

Grazie a innovazioni nelle caratteristiche dei contratti, le banche potranno “stanziare ..linee di credito in conto corrente, diffuse tra le aziende minori. Sarà permesso utilizzare portafogli di crediti, con una gestione più flessibile del collaterale e con minori scarti di garanzia; sarà possibile includere i mutui ipotecari concessi alle famiglie”.

Per riattivare il credito è utile anche rilanciare le cartolarizzazioni ma, dice il governatore “occorrono regole che ne rafforzino la trasparenza e la standardizzazione” per facilitare la valutazione delle operazioni da parte degli investitori, privilegiando la diffusione di prodotti più semplici.

Le imprese italiane vengono esortate ad alleggerire la dipendenza dal canale bancario, ma dovrebbero aumentare il capitale di 200 miliardi e ridurre parimenti i debiti per allineare, dice Visco, la leva finanziaria - oggi al 44% - al 39% della media europea. “Obiettivo ambizioso ma a medio termine alla portata delle nostre imprese”, oggi favorito anche dalla normativa sull’Aiuto alla crescita economica (ACE), sottolinea il governatore, plaudendo a una misura che il governo si appresta a potenziare il prossimo 20 giugno.

INTERESSE INVESTITORI PER CESSIONI CREDITI DETERIORATI

I primi segnali di inversione del ciclo si vedono dagli ultimi mesi dello scorso anno con “il flusso di nuove sofferenze che ha iniziato a ridursi”. Ma, avverte Visco, la qualità del credito migliorerà con ritardo e gradualmente, quindi “per far fronte agli accantonamenti che saranno necessari occorre un ulteriore aumento dell’efficienza del sistema bancario”.

Qui il governatore, accanto alle azioni di riorganizzazione delle reti, sottolinea che “aggregazioni fondate su solidi presupposti economici e su logiche di mercato potranno facilitare i processi di recupero di efficienza. La Banca d’Italia valuta la rispondenza delle operazioni proposte ai requisiti regolamentari e ai criteri di sana e prudente gestione”.

Poi occorre che le banche si liberino di parte della zavorra dei crediti deteriorati: “Dal 2008 le perdite su crediti accumulate ammontano a 130 miliardi, quelle dell’ultimo biennio hanno assorbito pressoché per intero i profitti operativi”.

L’azione della Vigilanza per esortare le banche a continuare a rafforzare il capitale - qui Visco non manca di puntualizzare che quegli interventi “sono stati talora accolti da critiche aspre” - ha consentito in un 2013 di sofferenze in crescita di alzare il presidio con rettifiche a copertura salite per il sistema al 42% dal 39%.

“Le banche dovranno ridurre la consistenza delle partite deteriorate, al fine di liberare le risorse necessarie per finanziare l’economia”, dice Visco che registra “un crescente interesse per questi attivi da parte degli investitori specializzati”.

Alcune operazioni sono state già avviate e “altre possono trovare favorevole accogliemento”, incita il governatore, pur osservando che questo tipo di soluzione “si pone anche per le banche di dimensioni medio-piccole, che potrebbero avere difficoltà ad adottare autonome strategie di intervento”.

(Stefano Bernabei)

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