25 aprile 2014 / 06:54 / tra 4 anni

Italia, Fitch alza outlook a 'stabile', conferma rating a BBB+

MILANO (Reuters) - Fitch ha migliorato l‘outlook sul rating sovrano dell‘Italia a ‘stabile’ da ‘negativo’, confermando la valutazione BBB+.

Operai al lavoro in una fabbrica. REUTERS/Stefano Rellandini

Alla base della decisione, l‘agenzia cita una serie di fattori, ovvero la fine del prolungato periodo di recessione, la riduzione dei rischi derivanti dal settore finanziario e le aspettative di un rafforzamento del surplus di parte corrente del Paese. Fitch spiega inoltre che un‘azione positiva sul rating italiano potrebbe in futuro essere innescata da una stabilizzazione del rapporto debito/Pil e da una sostenuta e ampia ripresa dell‘economia [L6N0NG1XK].

Attorno alle ore 11,30 il mercato obbligazionario italiano conferma il marginale calo visto in apertura di seduta, con uno spread tra Btp e Bund decennali in risalita sopra quota 160 punti base.

In ribasso anche Piazza Affari: l‘indice Ftse Mib arretra dello 0,8%, dopo un‘apertura in flessione di circa mezzo punto.

Di seguito i commenti di alcuni analisti e operatori: FABRIZIO BERNARDI, Fidentis “Non vedo grossi cambiamenti che possano giustificare la decisione anche se è comunque positiva. Il più rilevante, a mio avviso, è quello relativo all‘abbassamento del costo del nuovo debito, visto che i principali indicatori macro dell‘Italia restano ancora molto deboli, ma onestamente mi sembre un po’ poco. Vedremo l‘andamento del Pil, se sarà +0,8% o probabilmente sotto come molti pensano. Speriamo che non ci siano impatti dalle vicende di Russia-Ucrania visto che la Russia è un nostro importante partner economico. Positiva, anche se in secondo ordine, è anche la riduzione dei rischi derivanti dal settore finanziario grazie ad un allentamento dei legami tra Italia e banche. Basta pensare al rimborso di 4 miliardi di Monti bond da parte di Mps o al rientro dei finanziamenti Ltro della Bce coperto da garanzie statali. In questo senso bisognerebbe che le banche cominciassero a ridurre i loro portafogli di titoli di Stato” MATTEO REGESTA, Citi

“Non è stata una decisione inattesa. In generale è un fatto che la politica della Bce sia stata fondamentale nel ridurre il rischio di credito sulla periferia e migliorare l‘accesso al credito. E questo è avvenuto in un contesto politico dove ora le incertezze sono molto inferiori rispetto agli anni passati, come mostra la discesa dei rendimenti italiani. Per gli investitori è un buon risultato, evidenziato anche dal fatto che molti soggetti esteri sono tornati sull‘Italia. Una qualche incognita potrebbe arrivare dalle elezioni europee: un‘affermazione di partiti con ideologie antieuropee potrebbe dare il pretesto per prese di profitto nel breve; di fondo, il mercato periferico rimarrà comunuque sostenuto dall‘aspettativa di un quantitative easing da parte della Bce, che però dovrebbe arrivare solo verso la fine dell‘anno, una volta noti i risultati sui test bancari”.

ALBERTO GALLO, Rbs “Era un esito che tutto sommato mi aspettavo. Ad ogni modo, generalmente, e a maggior ragione per l‘Italia, il processo di ‘re-rating’ verso l‘alto è molto lento, e riflette la presenza di rischi che non possono essere ignorati. Per l‘Italia in particolare, se il deficit è sotto controllo, il rapporto debito/Pil è in salita anche quest‘anno. Sul piano di riforme di Renzi rimangono degli interrogativi, anche se i provvedimenti annunciati, e in parte già avviati, vanno nella direzione auspicata. Il punto è che l‘Italia nei prossimi anni deve crescere di più e deve farlo senza un vero e proprio programma di stimolo, ma riallocando la spesa, che è quello che il governo sta tentando di fare. Ovviamente ci si aspetta di più per quanto riguarda la riforma del mercato del lavoro. Il mercato sta concedendo a Renzi il beneficio del dubio, e noi continuiamo a rimanere positivi sull‘Italia”.

ALESSANDRO GIANSANTI, Ing

“L‘innalzamento dell‘outlook era atteso, quindi grosse reazioni non ne vedo. Il rally del mercato italiano d‘altra parte c‘è stato e da tempo si è posizionato sulla prospettiva non solo di un innalzamento dell‘outlook, ma anche del rating stesso. Ma le agenzia di rating, si sa, sono restie a fare passi lunghi. Comunque l‘annuncio di Fitch di oggi va nella giusta direzione, anche di un riconoscimento del miglioramento delle prospettive di crescita e della situazione fiscale dell‘Italia, insieme anche alla percezione di una maggiore stabilità politica. E non dimentichiamo che anche il funding sta andando molto bene per diversi paesi, in primis proprio l‘Italia. Tutto ciò sta portando ad un ritorno della fiducia sul paese, che era mancata durante la crisi”.

(Giulio Piovaccari, Elvira Pollina)

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