15 aprile 2014 / 13:07 / tra 4 anni

Banche, Abi: ancora alte sofferenze ma segni inversione calo trend impieghi

ROMA (Reuters) - Le banche italiane continuano ad evidenziare un trend negativo nella qualità del credito, con il rapporto tra sofferenze lorde e impieghi che a febbraio è al massimo da fine 1998, ma con qualche positivo segnale di inversione del ciclo recessivo sul fronte degli impieghi, soprattutto su base mensile.

E’ la fotografia del rapporto Abi di aprile che ha dati su raccolta e impieghi aggiornati a marzo e delle sofferenze di febbraio.

In evidenza, a sostegno di uno scenario di recupero, anche l‘andamento favorevole per i tassi sui prestiti a famiglie e imprese “su livelli storicamente molto bassi”, grazie anche al calo dello spread.

“Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è posizionato al 3,31% - minimo da giugno 2011 - in sensibile diminuzione rispetto al 3,48% di febbraio 2014 (5,48% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è posizionato al 3,43% (lo stesso valore del mese precedente e segnando il valore più basso da settembre 2011; 5,72% a fine 2007)”, si legge nella sintesi del rapporto dell‘Abi, alla vigilia dell‘esecutivo di mercoledì a Roma.

In sintesi il rapporto evidenzia che permane il funding gap con l‘ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle

banche operanti in Italia che a marzo ha raggiunto, 1.850 miliardi di euro (-3,21% su anno) che resta sopra l‘ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.724 miliardi di euro (-1,93%).

Il trend negativo sugli impieghi rallenta ancora dal picco di novembre e “su base mensile l’ammontare del complesso dei finanziamenti aumenta di oltre 2 miliardi di euro. A questi primi segnali di recupero contribuiscono sia i finanziamenti per l’acquisto di abitazione sia i finanziamenti erogati alle piccole imprese”, dice il rapporto.

Secondo Gianfranco Torriero, chief economist dell‘associazione, “ormai da due o tre mesi si inizia a cogliere qualche positivo segnale di inversione di trend”.

Il rapporto evidenzia la crescita dei nuovi prestiti di importo inferiore a un milione di euro - una proxy del credito alle Pmi - che copre il 43% del totale a febbrAio 2014 ed era 32% a fine 2011.

Poche novità sulla raccolta, con quella a medio lungo che continua a calare sensibilmente, con una diminuzione annua a marzo di 46 miliardi di euro ”che penalizza l‘erogazione dei prestiti a medio e lungo termine. Tiene invece e cresce la raccolta da depositi e il saldo complessivo “(depositi da clientela residente + obbligazioni) registra a marzo 2014 un aumento di 6,5 mld rispetto al mese precedente e una diminuzione di circa 34 mld di euro rispetto ad un anno prima”.

(Stefano Bernabei)

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