10 aprile 2014 / 11:49 / tra 4 anni

Telecom Italia, con nuovo cda tempo a Telefonica per soluzione Brasile

MILANO (Reuters) - Il nuovo consiglio Telecom Italia appoggerà l‘AD Marco Patuano nell‘esecuzione del piano industriale e consentirà a Telefonica di proseguire le trattative per una possibile offerta su Tim Brasil con gli altri principali operatori brasiliani, da presentare verso fine anno.

Telecom Italia technicals office personnel work in a telephone exchange in Rome, December 20, 2013. Prime Minister Enrico Letta pledged on Friday to protect investment in Italy's telecommunications network but said the government took no side in a dispute over the role of Telecom Italia's main shareholder, Spanish group Telefonica. REUTERS/Alessandro Bianchi (ITALY - Tags: BUSINESS TELECOMS) - RTX16PQI

Lo dicono alcune fonti vicine alla vicenda in vista dell‘assemblea Telecom Italia del 16 aprile, convocata per la nomina del nuovo cda e del presidente.

Sembra delinearsi un “consiglio dello status quo, come conseguenza dell‘assetto azionario”, dice una fonte vicina alla vicenda. “Un organismo di indipendenti (come proposto da Telco) non penso farà grandi passi strategici sul Brasile o su altri temi, a meno che gli eventi non lo portino a doverlo fare”.

Patuano ha già chiarito la sua posizione su Tim Brasil, controllata brasiliana di Telecom Italia: la società non è in vendita, ma se ci fosse una super-offerta verrà valutata.

Telco é il primo azionista del gruppo italiano con il 22,4% del capitale ed è partecipata, in termini di diritti di voto, da Telefonica con il 46,18%, da Intesa Sanpaolo e Mediobanca con l‘11,62% ciascuna e da Generali con il 30,58%.

Telefonica ha lavorato per un‘offerta su Tim Brasil e intende proseguire, dice una seconda fonte vicina alla vicenda.

Era “coinvolta in negoziati con gli altri operatori (Grupo Oi e America Movil), poi tutto si è fermato per le questioni che sta affrontando Grupo Oi per la fusione con Portugal Telecom”, dice la fonte.

“E’ interessata ad acquistare Tim Brasil con gli altri operatori”, aggiunge. “Quindi, se vuole andare avanti con l‘operazione dovrà presentare qualcosa di concreto al nuovo governo brasiliano a ottobre”, dopo le elezioni.

Telefonica, in seguito a una sentenza dell‘autorità antitrust, Cade, deve decidere, entro metà 2015, se alleggerire la sua posizione in Vivo, ipotesi che non intende prendere in considerazione, o in Telecom Italia.

La cessione di Tim Brasil e la successiva divisione tra i tre principali operatori brasiliani, le dovrebbe consentire di mantenere la quota nel gruppo italiano senza cedere partecipazioni azionarie in Vivo.

Nel caso non arrivasse a una soluzione gradita dall‘autorità antitrust locale Telefonica dovrebbe a vendere la sua quota in Telecom Italia, lasciando il gruppo esposto a offerte ostili.

Non è stato possibile avere commenti dai soci italiani di Telco, da Telecom e da un portavoce di Telefonica in Italia.

INCOGNITA GVT E PATTO TELCO

L‘azionista dissenziente Marco Fossati, critico sulla possibile cessione del Brasile, ha proposto un‘integrazione tra Tim Brasil e Gvt, gruppo Vivendi. L‘operazione sarebbe vista di buon occhio dal Cade, dice la seconda fonte.

Vivendi ha già provato nel 2012 a cedere Gvt, ma ha rinunciato perché non ha trovato candidati disposti a pagare la cifra richiesta. Si ritiene quindi che un‘operazione su Gvt oggi potrebbe incontrare gli stessi ostacoli.

In ogni caso sembra difficile che si faccia qualcosa prima dell‘insediamento del nuovo governo in Brasile, dopo le elezioni generali a inizio ottobre.

A complicare la situazione potrebbe arrivare lo scioglimento di Telco a giugno 2014, come ventilato dal suo secondo azionista Generali. Anche se un addio formale a Telco, senza vendita delle partecipazioni, potrebbe non essere decisivo sullo sviluppo degli eventi.

SULLA STRATEGIA CONSIGLIO IN LINEA CON PIANO PATUANO

E’ stato Giuseppe Recchi, candidato di Telco, favorito alla presidenza del gruppo, a dire in un‘intervista a Reuters, che intende supportare l‘AD in maniera forte.

Il piano Patuano, in parte già realizzato, prevede cessioni e un bond convertendo per quattro miliardi di euro.

E’ sensato inoltre immaginare che sia questa la posizione dei candidati di Telco, che occuperanno probabilmente i quattro quinti del consiglio.

I due principali proxy adviser hanno di fatto preso le distanze dai contendenti - Telco e Fossati - suggerendo di votare Recchi alla presidenza, ma con alcune riserve, e la lista Assogestioni per la nomina del cda.

I fondi esteri, che votano secondo le indicazioni dei proxy e confluiranno quindi su Assogestioni, saranno decisivi, considerato che nelle ultime assemblee la loro partecipazione è stata pari a circa la metà del capitale.

Non c‘è dubbio che il nuovo presidente sarà Recchi, che, grazie ai voti di Telco e dei fondi, supererà largamente il candidato di Fossati, Vito Gamberale.

E’ molto probabile inoltre che il cda sarà a stragrande maggioranza Telco, considerato che Assogestioni ha presentato una lista di minoranza e che alcuni fondi potrebbero scegliere Telco, disconstandosi dalle indicazioni dei proxy.

Fossati potrebbe invece rimanere schiacciato e non portare nessun rappresentante in cda, neanche Gamberale, per il sistema dei quozienti per la nomina dei consiglieri di minoranza.

In termini di governance, Fossati ha ottenuto poco, ma intende continuare a essere uno stimolo per il gruppo.

Il numero uno di Findim, azionista Telecom al 5%, chiedeva che la rappresentanza in cda fosse proporzionale ai voti e che il presidente venisse nominato dalle minoranze.

Il cda Telecom ha preferito non prendere posizione sulla riforma della governance, perchè la considera materia di competenza dei soci e si è limitata a suggerire a Telco di nominare un consiglio di indipendenti e ha deciso un voto disgiunto su lista e presidente.

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