28 maggio 2008 / 06:22 / tra 10 anni

Francia chiede a Ue nuove regole per aiuti di Stato a pescatori

di Jeremy Smith

BRDO PRI KRANJU, Slovenia (Reuters) - La Francia proporrà di modificare la normativa dell‘Unione europea sugli aiuti di stato al settore della pesca per attutire le difficoltà finanziarie dei pescatori provocate dalla spirale dei prezzi dei carburanti. Lo ha detto oggi il ministro francese della Pesca.

I pescatori francesi, in lotta per ottenere riduzioni sui prezzi del carburante, da diversi giorni stanno bloccando i porti e ostacolando sia il traffico di mare che quello di terra, e hanno già bloccato il deposito di carburante della più grande raffineria petrolifera francese.

Col sostegno dell‘Italia, e forse anche della Spagna, la Francia sta dunque elaborando una bozza che punta ad l‘importo degli aiuti finanziari di governo al settore della pesca senza far scattare i controlli dell‘autorità antitrust europea.

“L‘alto prezzo del diesel è una preoccupazione per tutti, nel settore ittico”, ha detto il ministro della Pesca Michel Barnier nel corso di una conferenza stampa in Slovenia. “Faremo una proposta... sento che è necessaria una risposta europea”.

“L‘attuale tetto agli aiuti nazionali deve essere aumentato”, ha detto ancora il ministro, che parlava dopo un vertice informale dei ministri Ue dell‘Agricoltura. “Stiamo discutendo su varie opzioni, compreso un intervento diretto europeo”.

I pescatori francesi avvertono che finiranno sul lastrico, a meno che non ottengano il diesel a 40 centesimi al litro rispetto al prezzo di mercato di 80 centesimi. Il prezzo del diesel per le imbarcazioni è cresciuto del 30%, negli ultimi quattro mesi.

L‘impegno del governo francese a garantire 110 milioni di euro d‘aiuti quest‘anno ha spinto alcuni pescatori ad abbandonare la protesta, ma altri hanno liquidato la proposta ritenendola insignificante.

“Dobbiamo mantenere in Europa l‘industria ittica piuutosto che affidarci alle importazioni da altre parti del mondo dove non possiamo mai fare affidamento sui tipi di standard che usiamo noi”, ha detto Barnier, che è anche ministro dell‘Agricoltura.

Il ministro francese ha ottenuto il sostegno dell‘Italia, un altro “peso massimo” Ue nel settore della pesca. Secondo i diplomatici anche la Spagna potrebbe dare il proprio accordo.

“(I prezzi del petrolio) sono ora ora un problema da 100 milioni di euro per l‘Italia. Pensiamo, con Barnier, che questa sia un problema della Commissione”, ha detto il ministro italiano dell‘Agricoltura Luca Zaia.

La Ue ha una normativa rigida in materia di aiuti di stato a certi settori e imprese, destinate ad assicurare che i governi non assistano un settore in un particolare paese a detrimento della concorrenza.

Nel 2006, la Ue ha già elevato la soglia di esenzione per gli aiuti in modo da consentire ai pescatori di ricevere fino a 30.000 euro in tre anni senza notifica a Bruxelles. Prima, il limite era di 3.000 euro.

Una volta che la proposta di Barnier sarà messa a punto, ipotizzando che venga approvata dal Commissario europeo responsabile del settore, potrebbe essere probabilmente presentata al vertice ministeriale sulla pesca di giugno.

Ma non tutti i paesi sono d‘accordo, a quanto pare.

“Questa realtà (quella degli alti prezzi del petrolio) non può essere evitata da nuove misure che non risolvono il problema. Gli alti prezzi petroliferi colpiscono tutti: agricoltori, pescatori, l‘industria e la gente comune”, ha detto il ministro portoghese Jaime Silva.

“La gente deve adattarsi e migliorare la propria competitività. Questo potrebbe modernizzare le navi e diversificare (le attività). Non solo acchiappare i pesci, ma anche trasformare il pesce per vederlo in vari modi. Questa è la strada per migliorare la competitività del settore, non i sussidi”.

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