16 maggio 2008 / 18:54 / tra 10 anni

Bush chiede aiuto a re saudita per frenare prezzi petrolio

RIYADH (Reuters) - L‘Arabia Saudita ha annunciato di aver incrementato lievemente la produzione di petrolio, dopo l‘appello del presidente degli Stati Uniti George W. Bush che ha chiesto oggi al re saudita Abdullah di contribuire ai tentativi di frenare il prezzo del greggio, che ha raggiunto oggi una nuova tariffa record.

Durante la sua seconda visita quest‘anno al più grande esportatore di petrolio al mondo, Bush ha rinnovato l‘appello per una distribuzione maggiore di greggio da parte dell‘Opec, rispondendo alle pressioni dei suoi connazionali che gli chiedono di intervenire sull‘innalzamento dei prezzi dei carburanti che grava sull‘economia statunitense.

L‘Arabia Saudita ha detto di aver aumentato la produzione di circa il 3,3% la scorsa settimana e che intende aumentarla ancora, ma ha aggiunto che non ha visto una crescita della domanda da parte dei suoi acquirenti.

“Il governo saudita ha reiterato la sua politica di immettere sul mercato il petrolio necessario a soddisfare la domanda dei suoi acquirenti”, ha detto ai giornalisti il consigliere di Bush sulla sicurezza nazionale Stephen Hadley, aggiungendo che il ministro saudita per il Petrolio Ali al-Naimi ha riferito a Bush e a funzionari statunitensi che “questa politica, o anche un incremento della produzione, non avrà l‘effetto di ridurre drasticamente il prezzo (della benzina) negli Stati Uniti”.

Dall‘ultima visita di Bush in Arabia Saudita in gennaio, i prezzi del petrolio sono saliti di circa 30 dollari, raggiungendo la cifra record di oggi di 128 dollari al barile e alimentando la paura della recessione negli Stati Uniti.

La portavoce della Casa Bianca Dana Perino ha detto, prima dell‘incontro tra i due leader, che Bush avrebbe chiesto un incremento dei rifornimenti di petrolio da parte dell‘Opec, di cui l‘Arabia Saudita è uno dei membri più influenti.

“E’ chiaro che il prezzo (della benzina) è troppo alto per gli americani... Non abbiamo abbastanza scorte e abbiamo una domanda troppo elevata. Cercare di ottenere maggiori rifornimenti è una cosa che giova a tutti”, ha detto Perino. “Abbiamo avuto una crescita lenta, con un più basso prezzo del petrolio potremmo sicuramente avere una crescita maggiore”.

Secondo alcuni membri dell‘Opec, l‘elevato prezzo del petrolio sarebbe dovuto agli speculatori e non alla carenza di forniture.

TERRENO COMUNE SULL‘IRAN

Nonostante le difficoltà degli Stati Uniti legate ai prezzi del petrolio, i due leader sono sulla stessa lunghezza d‘onda sulla questione Iran, e cercano ora di migliorare le relazioni tra i due paesi deterioratesi negli ultimi anni a causa degli attacchi dell‘11 Settembre negli Stati Uniti e dell‘invasione dell‘Iraq da parte della potenza nordamericana nel 2003.

Come parte di un nuovo piano sulla sicurezza annunciato oggi, la Casa Bianca ha detto che il ministro dell‘Interno saudita e il governo statunitense concluderanno un accordo sulla cooperazione su molteplici questioni.

Appena Bush è partito per Riyadh, la Casa Bianca ha comunicato che gli Stati Uniti hanno accettato di aiutare l‘Arabia Saudita a proteggere le proprie riserve di petrolio e a sviluppare un piano per l‘energia nucleare a scopi pacifici.

“Questo accordo spianerà la strada per l‘accesso dell‘Arabia Saudita a sorgenti sicure e affidabili di carburante per i propri reattori e dimostra la leadership del paese arabo come modello positivo di non-proliferazione per la regione”, ha affermato la Casa Bianca in un comunicato.

L‘annuncio arriva alla fine della visita di Bush in Israele, dove il presidente Usa ha promesso di cercare di contrastare le ambizioni nucleari dell‘Iran.

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