26 agosto 2008 / 12:22 / tra 9 anni

Ue, stime Eurostat:nel 2060, due lavoratori per ogni pensionato

BRUXELLES (Reuters) - L‘Unione Europea raggiungerà i 506 milioni di abitanti nel 2060, quando le persone in età lavorativa saranno due per ogni cittadino over 65, contro l‘attuale rapporto di quattro a uno, e l‘Italia sarà il quarto paese più popoloso dell‘Unione con 59 milioni di abitanti.

Sono questi alcuni dei dati che emergono dalle stime Eurostat pubblicate oggi.

Secondo le stime dell‘istituto di statistica europeo, la popolazione complessiva dei 27 paesi del blocco raggiungerà il picco nel 2035 con 521 milioni di persone, contro i 495 milioni del gennaio di quest‘anno, con il tasso di mortalità che supererà quello delle nascite a partire dal 2015. E dal 2035, ha riferito Eurostat, il tasso positivo di immigrazione regolare non controbilancerà più l‘impatto negativo delle diminuite nascite.

La popolazione del blocco dei 27 continuerà invecchiare, con la percentuale di ultra 65enni in crescita dal 17,1% del 2008 al 30% nel 2060, e gli ultra 80enni che aumenteranno da 4,4% a 12,1% nello stesso periodo.

Tra il 2008 e il 2060, la popolazione dovrebbe crescere in 13 stati membri e diminuire nei restanti 14. Tra i paesi con il maggior tasso di crescita nell‘arco di questo periodo, Eurostat ha identificato Cipro, con un incremento del 66%, Irlanda (+53%), Lussemburgo (+52%), e Gran Bretagna (+25%), che diventerà la nazione più popolosa dell‘Ue con 76,6 milioni di abitanti - - contro i 61 milioni di oggi --, spodestando la Germania dall‘attuale primato. La popolazione tedesca dovrebbe infatti scendere, secondo Eurostat, dagli 82 milioni del gennaio di quest‘anno a 70,7 milioni nel 2060.

Seguiranno, nel 2060, la Francia con 72 milioni di abitanti, l‘Italia con 59 milioni e la Spagna, con 52 milioni.

Il 30% della popolazione complessiva dell‘Ue avrà, nello stesso anno, più di 65 anni. Tra i paesi con le più alte percentuali di popolazione over 65 nel 2060, secondo l‘istituto, Bulgaria, Repubblica Ceca, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovenia e Slovacchia.

La classe politica si sta preparando al grande incremento di pensionati mettendo a dura prova le finanza pubbliche, man mano che la vita media si allunga e proporzionalmente diminuisce la popolazione attiva, nonostante il contributo degli immigrati regolari.

“L‘invecchiamento della popolazione è una delle maggiori sfide che l‘Europa deve affrontare insieme ai cambiamenti climatici e la globalizzazione”, ha detto Amelia Torres, portavoce della Commissione europea, durante una conferenza stampa, aggiungendo che l‘Ue dovrà assicurare solide finanze pubbliche e che la gente dovrebbe lavorare più a lungo.

“Vogliamo procedere con le riforme strutturali, in particolare le riforme sul sistema pensionistico e le spese sulla sanità con l‘obiettivo di garantire la sostenibilità di questi sistemi nel lungo periodo”, ha aggiunto Torres.

L‘economa soffrirà del calo di popolazione attiva e i ministri delle Finanze europei, ha detto Torres, stanno studiando la questione.

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