21 agosto 2008 / 13:51 / tra 9 anni

Alitalia, azionisti minoranza vogliono compensazioni

di Deepa Babington

<p>REUTERS/Jason Reed</p>

ROMA (Reuters) - Gli azionisti di minoranza di Alitalia avvieranno un‘azione legale se il piano di salvataggio non prevederà una qualche forma di compensazione come la distribuzione di warrant o altro.

Lo dice Domenico Bacci responsabile del Siti, un‘associazione no-profit che si occupa di trasparenza nella finanza e cerca d organizzare gli azionisti minori della compagnia aerea.

Le azioni Alitalia sono state sospese dopo che in giugno il governo, che controlla il 49,9% della compagnia aerea, ha avviato il terzo tentativo di vendere la disastrata compagnia aerea.

L‘atteso piano di salvataggio firmato da Intesa San Paolo, che potrebbe essere svelato la prossima settimana, dovrebbe proporre una procedura di fallimento con la divisione della parte sana della società, da destinare a nuovi azionisti, dal resto che dovrebbe essere fatto confluire in una bad company.

Gli azionisti di minoranza di Alitalia e gli obbligazionisti temono di rimanere senza nulla in mano a causa del piano di Intesa, e chiedono dei warrant per poter comprare azioni della società ristrutturata ad un prezzo predeterminato o di poter prendere parte all‘aumento di capitale riservato ai nuovi investitori, ha detto Bacci a Reuters: “La nostra principale preoccupazione è che non si può avere un piano di salvataggio senza salvaguardare gli italiani che hanno continuato a credere nel futuro della compagnia per tutti questi mesi”.

“Gli azionisti di minoranza hanno gli stessi diritti di chiunque altro ad entrare nella nuova compagnia, la forma si può anche discutere - attraverso un warrant o con un aumento di capitale dedicato a loro”, spiega Bacci.

Al Siti dicono che è difficile stimare quanti potranno essere gli azionisti interessati all‘azione avviata a fine luglio per raccogliere le adesioni in vista del ricorso al tribunale, e interrotta per le ferie estive.

Secondo gli ultimi dati Reuters, Air France-KLM è il secondo maggior azionista di Alitalia con una partecipazione del 2%. Seguono 31 investitori istituzionali che raccolgono ciascuno meno dello 0,01%. Il resto del capitale è distribuito fra singoli azionisti o piccoli risparmiatori.

“Ci riserviamo il diritto di avviare un‘azione legale sei non saremo garantiti e compensati. Per ora, aspettiamo di vedere il piano di salvataggio e se le nostre proposte non si materializzeranno, ci muoveremo su quella strada”, dice Bacci.

Il responsabile del Siti aggiunge che i piccoli investitori non sono da biasimare per non aver deciso di vendere le azioni quando la situazione della società ha incominciato a precipitare: “Per i piccoli risparmiatori è sempre difficile stabilire quando uscire e poi c’è il governo che ha rassicurato gli azionisti concedendo un prestitto all‘azienda da 300 milioni. Quando un azionista vede il governo intervenire per sostenere la compagnia continua a sperare che il piano di salvataggio sarà portato a termine”.

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