8 agosto 2008 / 06:17 / 9 anni fa

Italia, produzione giugno conferma debolezza di fondo

di Irene Chiappisi MILANO (Reuters) - Il dato della produzione industriale relativo a giugno, risultato oggi leggermente inferiore alle attese, non fa che confermare una debolezza di fondo del settore che spinge gli economisti a stimare un Pil piatto o leggermente negativo per quello del secondo trimestre (in arrivo domani) e per i prossimi periodi dell‘anno.

<p>Un negozio di elettronica di largo consumo a Civitavecchia, in provincia di Roma. REUTERS/Giampiero Sposito</p>

La produzione industriale ha registrato a giugno una variazione congiunturale positiva dello 0,1% poco inferiore alle stime per un rialzo allo 0,2%. Su anno si è invece vista una contrazione dell‘1,8% contro attese per un più marcato calo del 2,4%. Nei primi sei mesi dell‘anno la produzione ha registrato una diminuzione dell‘1,5% rispetto allo stesso periodo del 2007 (-1,2% corretto per i giorni lavorativi).

“Il dato di oggi conferma la debolezza di fondo dell‘attività industriale italiana, coerente con le nostre stime sul Pil di una lieve contrazione per l‘anno” dice Luigi Speranza di Bnp Paribas. “Si tratta di un dato abbastanza debole, inferiore alle attese, che non lascia sperare in alcun segno di recupero nei prossimi mesi. Per il secondo trimestre la stima di crescita del Pil è pari a zero ed è verosimile che non ci sia alcun recupero nella seconda parte dell‘anno” dice Annalisa Piazza di Cube Financial.

EFFETTO CALENDARIO MAGGIO DI POCO INFERIORE A STIME

L‘atteso rimbalzo tecnico dopo il crollo congiunturale di maggio, -1,4%, è stato leggermente inferiore alle stime, indicando che la debolezza del settore è strutturale e che le cifre di maggio erano dovute a sfavorevoli effetti di calendario in misura minore di quanto stimato da alcuni economisti. “Ci aspettavamo un rimbalzo tecnico dopo il crollo di maggio, rimbalzo che non c’è stato. Questo evidenzia una debolezza genuina, dovuta ad effetti di calendario meno di quanto credessimo” conferma Chiara Corsa, economista di UniCredit Mib. Le stime di Unicredit per il Pil sono approssimativamente di uno zero congiunturale per il secondo trimestre dell‘anno e uno 0,3% per il 2008.

“Nessuno si aspettava un fortissimo recupero, ma la correzione degli effetti di calendario a maggio poteva lasciare ben sperare. Qualcuno si era spinto su previsioni più alte, ma le speranze di un miglior risultato sono state disattese e la situazione resta estremamente debole” dice Piazza. Secondo l‘economista di Cube, ci si trova all‘inizio di una flessione del ciclo economico che vedrà il suo fondo soltanto all‘inizio del 2009. In una nota a commento dei dati, Isae ha comunicato che secondo le sue stime la produzione industriale dovrebbe scendere dello 0,7% a luglio per poi segnare un rialzo del 2,3% in agosto, seguito da una nuova decelerazione in settembre (-1,5%). “Nella media del terzo trimestre, l‘attività industriale risulterebbe sostanzialmente stagnante, con una variazione del +0,2% rispetto al secondo trimestre”, spiega Isae. DEBOLEZZA ITALIA IN CONTESTO EUROPEO, EXPORT NON TIRA

I dati confermano la debolezza italiana nel quadro europeo, anche se il contesto indica una fragilità generalizzata delle economie mondiali. “L‘Italia resta insieme alla Spagna il fanalino di coda dei paesi della zona euro per quanto riguarda le attività industriali ed economiche in generale. Soffre per mancanza di competitività e per una domanda dall‘estero più debole rispetto alla Germania. I dati confermano il nostro pessimismo sull‘anno” secondo Piazza. La produzione industriale tedesca ha mostrato una tenue ripresa in giugno, inferiore alle attese, con un aumento dello 0,2% su mese, a fronte di attese per un rialzo dello 0,8%. Il ministero dell‘Economia tedesco ritiene che la debolezza della domanda non lasci prevedere un recupero della produzione nei prossimi mesi. Le stime sono pessimistiche anche per quanto riguarda l‘export dell‘Italia, maggiormente penalizzato dalla forza dell‘euro per via della natura delle sue esportazioni rispetto a quelle di altri paesi dell‘Uem. Sul dato di oggi, secondo Corsa, “ha pesato una debolezza generalizzata, con consumi che restano fiacchi e c’è da aspettarsi numeri negativi sugli investimenti e un saldo commerciale in negativo”.

Per quanto riguarda l‘industria italiana, gli economisti concordano sul fatto che le indagini non inducono all‘ottimismo.

“Le indicazioni che vengono dalla serie di ordinativi e dalle indagini congiunturali Pmi non fanno inoltre sperare in nulla di buono per il manifatturiero italiano neanche nella seconda parte dell‘anno” dice Lavinia Santovetti di Lehman. “La debolezza strutturale del settore manifatturiero è confermata dalle indagini sul comparto, per l‘Italia ci aspettiamo quindi una stagnazione e l‘outlook resta debole e non vediamo motivi per un‘inversione di tendenza” dice Corsa. Per i dati del Pil del secondo trimestre che l‘Istat renderà noti domani le attese sono per uno zero congiunturale e per un +0,3% tendenziale.

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