July 29, 2020 / 10:44 AM / in 11 days

RPT-GRAFICO-Come il coronavirus sta schiacciando i rating sul credito

(Aggiunge grafici)

LONDRA, 29 luglio (Reuters) - Gli effetti devastanti della crisi dovuta al coronavirus hanno schiacciato le finanze del settore pubblico e delle imprese e fatto salire vertiginosamente il debito. Come mostrano le tabelle sottostanti, le ripercussioni economiche della pandemia stanno mettendo sotto pressione anche il rating del credito e causando un picco nei default. 1 / INFRANTI I RECORD S&P Global ha già effettuato 1.190 declassamenti quest’anno. Solo 136 declassamenti in meno rispetto al record di 1.326 stabilito nel 2009 durante la crisi finanziaria globale e mancano ancora più di quattro mesi alla fine dell’anno. Quasi 975 di questi declassamenti sono stati direttamente influenzati dal Covid o dal crollo parzialmente correlato dei prezzi del petrolio. Se si aggiungono anche i tagli alle prospettive di rating, il numero sale a 1.939. Fitch non è lontana da queste cifre. L’agenzia internazionale di rating ha registrato complessivamente quasi 1.500 azioni di rating negativo, sebbene il totale dei downgrade sia meno della metà, 441, di quelli effettuati da S&P.

2 / NESSUN SETTORE RISPARMIATO Ogni settore è stato colpito dal coronavirus, ma le società energetiche e petrolifere, i venditori al dettaglio, i media e le società di intrattenimento, le compagnie aeree, i viaggi e il tempo libero, le banche e i produttori di beni strumentali sono state le più colpite. Gli effetti economici della pandemia, inoltre, sono stati a livello globale. S&P ha declassato o ridotto le prospettive su 1.015 aziende del Nord America. I 180 downgrade per l’America Latina sono stati pari a quasi il 60% del rating della regione. Questo si confronta con il 35-40% del resto del mondo. Anche i titoli governativi sono stati duramente colpiti. Fitch ha registrato un numero record di declassamenti di debito sovrano - 32 azioni di rating che hanno interessato 26 Paesi - inclusa la spinta di due dei maggiori emittenti, Italia e Messico, nella zona rossa. Oltre un terzo dei suoi 118 rating sovrani sono ancora in allerta per un downgrade. S&P ha effettuato 19 downgrade sovrani e 31 tagli agli outlook, mentre Moody’s stima che il virus aumenterà il debito nelle nazioni più ricche del mondo di circa 20 punti percentuali in media, quasi il doppio dei danni causati dalla precedente crisi finanziaria.

3 / FALLEN ANGELS Il numero di ‘fallen angels’ di S&P o di enti declassati a ‘junk’ (“BB +” o inferiore) da investment grade (“BBB-“ o superiore) ha riguardato 34 società con oltre 320 miliardi di dollari di debito nominale tra cui Ford, Rolls-Royce , Kraft Heinz, Renault, Delta Air Lines , Lufthansa, British Airways e Macy’s. Finora si tratta solo di aziende, anche se Moody’s ha declassato il Sud Africa a ‘junk’ e Italia, India, Colombia, Marocco, Romania, Uruguay e Messico sono tutti al limite per almeno una delle principali agenzie. I ‘fallen angels’ sono significativi perché la prospettiva di perdere il rating investment grade può indurre gli investitori a vendere bond e a privilegiare società più affidabili, aumentando i loro costi di prestito. S&P ha anche un record di 126 potenziali ‘fallen angels’ a cui ha dato un warning, che hanno altri 576 miliardi di dollari di obbligazioni, il che significa che è probabile che l’ammontare del debito interessato aumenti.

4 / FALLEN AAAngels Il Canada è stato finora l’unico paese a essere stato privato del prezioso rating di credito “tripla A”, da Fitch il mese scorso. Fitch ora ha il minor numero di “AAA” dal 1998, per un totale di 10 Paesi. Si tratta di meno del 10% dei Paesi a cui assegna il rating, che è la più piccola quota del portafoglio sovrano mai detenuta. Gli analisti di ING stimano che la quota collettiva del debito pubblico con rating tripla A sia inferiore al 25%. S&P, che non classifica più come tripla A gli Stati Uniti - il più grande emittente sovrano del mondo - l’anno scorso ha calcolato che si aggirava intorno al 7%.

5 / DEFAULT S&P ha previsto che circa 290 delle società statunitensi con rating junk, ovvero il 15,5%, potrebbero fallire entro il prossimo marzo in uno scenario pessimistico, mentre in Europa questa percentuale potrebbe raggiungere l’11,5%. Nel frattempo, Moody’s ha visto la tedesca Wirecard, colpita da uno scandalo finanziario, diventare la prima società ‘investment grade’ a crollare dopo il gruppo Saad dell’Arabia Saudita nel 2009. Quattro Paesi sono stati dichiarati insolventi, registrando un record di default sovrani: Argentina, Ecuador, Libano e Suriname. Tutti e quattro erano in difficoltà già prima della pandemia, ma Fitch avverte che altri default sono probabili, con Gabon, Mozambico, Repubblica del Congo e Zambia tutti potenzialmente insolventi.

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