April 23, 2020 / 9:45 AM / a month ago

Leader Ue faranno passo verso finanziamento congiunto ripresa post-pandemia

BRUXELLES, 23 aprile (Reuters) - I leader dell’Unione europea si muoveranno verso il finanziamento congiunto di una ripresa post-pandemia da coronavirus chiedendo alla Commissione europea di proporre un fondo sufficientemente grande da destinare ai settori e alle aree più colpite.

Molti leader vedono l’ingente finanziamento congiunto per la ripresa come uno strumento cruciale della solidarietà della Ue, in quanto alcuni paesi del blocco dei 27 saranno molto più in difficoltà rispetto ad altri nel riguadagnare la loro posizione economica in seguito alla recessione Ue di quest’anno, la più pesante della storia.

“L’idea di disporre di uno strumento speciale per affrontare la crisi sta iniziando a raccogliere il consenso di molti”, ha affermato un funzionario Ue coinvolto nella preparazione del vertice odierno.

Una ripresa più uniforme, grazie al finanziamento congiunto, contribuirebbe a preservare il prezioso mercato unico europeo di 450 milioni di persone e a tenere a bada i partiti euroscettici che cercano di fare leva sul risentimento popolare per le diseguaglianze economiche interne al blocco.

“Propongo di incaricare la Commissione di analizzare le esigenze esatte e di presentare una proposta commisurata alla sfida che stiamo affrontando”, ha scritto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel in una lettera di invito.

È probabile che i leader daranno tempo all’esecutivo Ue fino alla fine di aprile o poco oltre per decidere l’entità del “Recovery fund” e le modalità di finanziamento, hanno dichiarato alcuni funzionari.

Le somme ipotizzate nelle proposte in vista del vertice sono enormi, dai 1.000 miliardi fino a diverse migliaia di miliardi di euro. Ma le questioni più controverse sono il metodo di raccolta di questi fondi e la decisione se erogarli come prestiti o come sussidi.

Francia e Spagna hanno presentato proposte che implicano l’emissione congiunta di debito, un’opzione fermamente respinta da Germania, Paesi Bassi e diversi altri paesi.

LIMITI INVALICABILI

La Commissione ha suggerito un compromesso: potrebbe raccogliere risorse sul mercato con la garanzia del prossimo bilancio Ue a lungo termine, usare un effetto leva su questo denaro utilizzando metodi testati negli ultimi cinque anni e prestare poi a basso costo ai governi.

Ma alcuni paesi sostengono che la giusta soluzione siano i sussidi e non i prestiti, poiché permetterebbe di evitare un forte accumulo di debito nei paesi già fortemente indebitati, un’altra idea difficile da digerire per i paesi più frugali.

Un possibile compromesso potrebbe prevedere l’utilizzo sia del prossimo bilancio Ue a lungo termine per il periodo 2021-2027, che erogherebbe sussidi, sia del “Recovery fund”, che opererebbe sulla base di prestiti.

“I leader indicheranno le loro preferenze e i limiti che non sono disposti a superare alla Commissione in occasione del vertice e (la presidente della Commissione) Von der Leyen dovrà quindi rispondere con una proposta che soddisferà tutti”, ha dichiarato un diplomatico Ue.

Una volta che la Commissione presenterà la sua proposta, i leader ne discuteranno nuovamente con l’orientamento di adottarla entro giugno. Ma una decisione finale potrebbe richiedere più tempo, hanno messo in guardia i funzionari, a causa della complessità dei colloqui sul bilancio Ue, chiamato Multi-annual Financial Framework, o Mff.

“La proposta della Commissione dovrebbe chiarire il legame con l’Mff, che sarà comunque al centro del contributo della Ue alla ripresa e dovrà essere adeguato per far fronte all’attuale crisi e alle sue conseguenze”, ha affermato Michel.

Il ministro dell’Economia tedesco Olaf Scholz ha dichiarato all’emittente Ard di essere convinto che i leader sfrutteranno il vertice per discutere quali fondi sono necessari e che il passo successivo sarà quello di pensare a come finanziare nel modo migliore un pacchetto per la ripresa.

“Per noi, è chiaro che debba essere qualcosa che rientri nelle discussioni sui bilanci Ue dei prossimi anni, all’interno del quadro finanziario pluriennale che sarà presto stabilito”, ha aggiunto Scholz. ( )

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