31 marzo 2011 / 09:30 / 7 anni fa

PUNTO 1 -Giappone sotto pressione per estendere zona evacuazione

(aggiorna con Sarkozy, dettagli)

di Chizu Nomiyama e Chisa Fujioka

TOKYO, 31 marzo (Reuters) - Cresce la pressione sul governo giapponese oggi perché venga estesa la zona evacuata intorno alla centrale nucleare danneggiata dal terremoto e lo tsunami, mentre esperti dicono che probabilmente le radiazioni continuano a riversarsi nel vicino mare, dove la contaminazione al momento è 4.000 volte il limite di legge.

Il sisma e lo tsunami che hanno colpito la centrale di Fukushima Daiichi hanno provocato 27.500 tra morti e dispersi oltre a pesanti danni alla terza economia mondiale.

I primi dati sulle conseguenze della tragedia dell‘11 marzo mostrano che il settore industriale ha registrato questo mese un calo record dopo che le aziende hanno chiuso i battenti e il sistema di forniture non lavora più a pieno regime, soprattutto nel settore automobilistico e tecnologico.

I danni sono stati quantificati in circa 300 miliardi di dollari e una banca di Wall Street ha spiegato che le richieste di risarcimento legate al disastro nucleare potrebbero superare i 130 miliardi.

Nel frattempo il Giappone sta ricevendo aiuti anche dall‘estero in quello che per il Paese è il momento più buio dopo la Seconda guerra mondiale: il presidente francese Nicolas Sarkozy è arrivato a Tokyo nella prima visita di un leader straniero dall‘inizio della crisi.

Al suo arrivo, ha sollecitato per maggio un vertice delle agenzie per il nucleare dei Paesi membri del G20 per fissare nuovi standard mondiali.

Sia l‘agenzia Onu per il nucleare che l‘agenzia giapponese per la sicurezza nucleare dicono che il governo dovrebbe considerare la possibilità di estendere la fascia di 20 chilometri dopo che un alto livello di radioattività è stato trovato a 40 chilometri dall‘impianto di Fukushima Daiichi.

Politici dell‘opposizione criticano il primo ministro Naoto Kan per non aver modificato la zona di evacuazione, quasi tre settimane dopo l‘incidente alla centrale nucleare, il più grave da quello di Chernobyl del 1986.

Oltre 70.000 persone sono state evacuate da un raggio di 20 chilometri dalla centrale. Altre 136.000 che vivono nella fascia compresa tra i 20 e i 30 chilometri sono state invitate ad allontanarsi o comunque a restare in casa.

L‘Agenzia internazionale per l‘energia atomica (Aiea) ha detto che le radiazioni nel villaggio di Iitate, 40 chilometri dalla centrale, sono superiori a quelle che fanno scattare l‘evacuazione.

“Abbiamo consigliato (al Giappone) di valutare attentamente la situazione e ci hanno risposto che viene già valutata”, ha detto Denis Flory, vicedirettore generale dell‘Aiea.

Yukio Edano, segretario di gabinetto giapponese, non ha detto nulla riguardo alla possibilità che il governo estenda la zona di evacuazione.

“Al momento non abbiamo ragione di pensare che le radiazioni avranno un effetto sulla salute della gente”, ha detto Edano incontrando la stampa.

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