14 marzo 2011 / 13:35 / tra 7 anni

PUNTO 3 - Giappone lotta per evitare disastro nucleare

* Vasto timore di grossa fuga radioattiva da centrale nucleare danneggiata

* Costi del terremoto e dello tsunami stimati in oltre 121 miliardi di euro

* Dirigente Croce Rossa paragona danni a quelli della Seconda Guerra Mondiale

(aggiorna con situazione reattori)

di Taiga Uranaka e Ki Joon Kwon

FUKUSHIMA, Giappone, 14 marzo (Reuters) - Il Giappone sta cercando di evitare la fusione nucleare nella centrale atomica danneggiata di Fukushima Daiichi, dopo un‘esplosione di idrogeno in un reattore e l‘esposizione delle barre di combustibile in un altro, solo pochi giorni dopo il devastante terremoto e il successivo tsunami che hanno provocato la morte di almeno 10mila persone.

Strade e ferrovie, energia e porti sono stati danneggiati in vaste zone del Giappone nord-orientale e le stime dei costi del disastro assommano ad almeno 12,652 miliardi di euro. Per alcuni analisti l‘economia potrebbe perfino tornare alla recessione.

La Borsa azionaria giapponese ha chiuso perdendo oltre il 7,5%, bruciando 205 miliardi di capitalizzazione in quello che è il maggiore calo dalla crisi finanziaria del 2008.

I soccorritori continuano a battere la zona colpita dallo tsunami a nord di Tokyo in cerca di sopravvissuti e per fornire assistenza a milioni di persone rimaste senza energia elettrica e senza acqua in quella che il premier giapponese Naoto Kan ha definito la più grave crisi dalla Seconda Guerra Mondiale.

Secondo le autorità sono probabilmente almeno 10mila le vittime del sisma di magnitudo 8.9 e dello tsunami che ne è seguito. L‘agenzia di stampa Kyodo scrive che 2.000 cadaveri sono stati rinvenuti oggi in due cittadine costiere soltanto.

“E’ una scena infernale, assolutamente da incubo”, ha detto Patrick Fuller, della Croce Rossa Internazionale, dalla cittadina di Otsuchi.

“La situazione qui è oltre quello che si può pensare, praticamente è stato tutto raso al suolo. Il governo dice che 9.500 persone, oltre metà della popolazione, potrebbero essere morte, e io temo il peggio”.

PAURA NUCLEARE

La grande paura nel complesso nucleare di Fukushima, 240 chilometri a nord di Tokyo, è una vasta fuga radioattiva.

Secondo quanto riferito dall‘operatore della centrale Tokyo Electric Power (9501.T)), a causa della discesa del livello idrico le barre di combustibile oggi sono rimaste totalmente esposte almeno due volte, ma Tepco ha ricominciato a pompare acqua del mare.

Le barre, normalmente circondate da acqua, sono surriscaldate e rischiano la fusione quando sono esposte.

Una fusione potrebbe danneggiare la struttura di contenimento e provocare una massiccia fuoriuscita di radiazioni. Per il momento, però, dice l‘Agenzia internazionale per l‘energia atomica, le strutture di contenimento dei reattori sono intatte e la fuga di radiazioni limitata.

L‘esplosione è avvenuta nel terzo reattore, dopo lo scoppio dei giorni scorsi al reattore numero 1. Ma il “core container” del reattore numero 3 era intatto dopo l‘esplosione, dice il governo, che però ha avvertito le persone che si trovano ancora nel raggio di 20 chilometri dalla centrale di restare al coperto.

Tepco ha detto che 11 persone sono rimaste ferite nell‘esplosione.

Kyodo ha scritto che in 80mila sono stati evacuati dalla zona, aggiungendosi alle oltre 450mila persone già evacuate da zone del nord-est colpite dal sisma e dal maremoto. Secondo l‘Aiea invece gli evacuati dalla zona della centrale erano 180mila, almeno fino a ieri.

Le autorità giapponesi, intanto, hanno ricevuto dalla Aiea circa 230.000 pasticche di iodio, che servono per contrastare gli effetti delle radiazioni.

“Tutto quello che ho visto dice che la struttura di contenimento sta funzionando com’è progettata per fare. Sta mantenendo all‘interno le radiazioni e tutto il resto all‘interno, che è una buona notizia”, ha detto Murray Jennex, dell‘Università di Stato di San Diego.

“Non è per niente come Chernobyl ... A Chernobyl (nel 1986 in Ucraina) non c‘era struttura di contenimento: quando scoppiò, scoppiò tutto direttamente nell‘atmosfera”.

L‘incidente nucleare, il più grave da Chernobyl, ha provocato critiche sulla scarsa preparazione delle autorità e sulla minaccia che potrebbe rappresentare per l‘industria nucleare del paese.

Un rappresentante giapponese ha detto, prima dell‘esplosione di idrogeno, che 22 persone sono state contaminate da radiazioni e che forse 190 sono quelle rimaste esposte. Operatori che indossano tute protettive usano scanner manuali per controllare le persone che arrivano nei centri di evacuazione.

Navi da guerra e aerei Usa che stanno contribuendo alle operazioni di soccorso sono state spostate temporaneamente più lontano dalla costa a causa di radiazioni di basso livello.

NIENTE ENERGIA NE’ ACQUA

Almeno 2 milioni di nuclei familiari sono senza energia elettrica nel nord, ha reso noto il governo, mentre 1,4 milioni mancano di acqua corrente. Decine di migliaia di persone sono disperse.

La cittadina di Otsuchi, nella prefettura di Iwate, è stata cancellata.

“Dopo la mia lunga carriera nella Croce Rossa in cui ho visto molti disastri e molte catastrofi, questa è la peggiore cosa che abbia mai visto. Otsuchi mi ricorda Osaka e Tokyo dopo la seconda Guerra Mondiale, quando tutto era distrutto e raso al suolo”, ha detto a Reuters Tadateru Konoe, presidente della Croce Rossa giapponese, durante una visita nella cittadina costiera.

IntervInterii villaggi e cittadine sono stati cancellati dalla mappa dopo il maremoto di venerdì, scatenando un impegno umanitario internazionale di proporzioni epiche.

“Quando lo tsunami ha colpito, stavo cercando di evacuare persone. Ho guardato indietro, e allora è stata come una scena di grafica al computer che ho visto nel film ‘Armageddon’: pensavo fosse un sogno, fosse realmente la fine del mondo”, ha detto Tsuomo Sata, un 46enne di Rikuzantakata, una cittadina sulla costa nordorientale.

UN ENORME COSTO ECONOMICO

Le stime sull‘impatto economico cominciano solo ora a emergere.

Hiromichi Shirakawa, capo economista di Credit Suisse per il Giappone, ha scritto in una nota ai clienti che la perdita economica sarà probabilmente attorno i 14-15mila miliardi di yen (122-131 miliardi di euro) solo nella regione colpita dal sisma e dallo tsunami. Anche solo quella stima sarebbe superiore al costo comunemente accettato del terremoto che a Kobe nel 1995 fece 6.000 morti.

Il terremoto ha costretto molte aziende a sospendere la produzione e le azioni di alcune delle maggiori società giapponesi hanno subito oggi forti perdite, con Toyota Corp (7203.T) che ha lasciato nelle contrattazioni almeno l‘8% .

Anche i titoli delle società minerarie che estraggono uranio hanno subito grossi cali.

“Quando si parla di disastri naturali, si tende a vedere un iniziale forte calo della produzione... poi si tende ad avere un rimbalzo a V. Ma inizialmente tutti sottostimano il danno”, dice Michala Marcussen, capo dell‘economia globale per Societé Générale.

La società Air Worldwide, che si occupa di modelli di rischio globale, ha detto che le perdite assicurative derivate dal terremoto potrebbero avvicinarsi a 25 miliardi di euro.

Il terremoto è stato il quinto più potente del mondo negli ultimi 100 anni. Ha superato il Grande kanto del settembre 1923, che ha avuto una magnitudo di 7.9 e ha provocati oltre 140mila morti nell‘area di Tokyo.

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