16 novembre 2010 / 13:03 / tra 7 anni

PUNTO 1 - Irlanda, zona euro cerca vie d'uscita per crisi debito

(accorpa pezzi, cambia titolo, dateline)

di Timothy Heritage

BRUXELLES, 16 novembre (Reuters) - I ministri delle Finanze della zona euro cercheranno oggi di individuare una via d‘uscita per la crisi del debito irlandese, mentre Dublino resiste a chi la sollecita a chiedere un salvataggio di Stato, sostenendo che solo le sue banche hanno bisogno di aiuto.

I partner europei hanno messo in chiaro, a poche ore dal vertice di stasera, che i prestiti del fondo di emergenza Ue possono essere assicurati solo a quei Paesi che aderiscono a un programma formale di aggiustamento fiscale implementato dalla Banca centrale europea e dal Fondo monetario internazionale.

L‘Irlanda è sotto pressione da parte della Bce e degli altri Paesi della zona euro affinché prenda una decisione rapida sulla richiesta di aiuti, mentre emergono segnali che il contagio dei mercati si sta diffondendo al Portogallo e si potrebbe estendere ad altri Stati di peso.

Il governo irlandese, nel tentativo di salvaguardare un‘esigua maggioranza parlamentare, ha fatto sapere che sta discutendo con i partner europei su come dare stabilità alle proprie banche. Al tempo stesso ha negato che sia necessario un salvataggio delle finanze pubbliche.

“Non c’è alcuna ragione per cui dovremmo attivare un piano di salvataggio al Fondo monetario internazionale o alla Ue”, ha detto oggi Dick Roche, il ministro irlandese agli Affari europei, parlando a radio Bbc.

Il premier del Lussemburgo, Jean Claude-Juncker, che guiderà i colloqui di oggi a Bruxelles, ha detto che l‘Irlanda non è sul punto di chiedere un salvataggio finanziario sul modello di quello greco.

Tuttavia l‘opposizione irlandese ha detto ieri di credere che la Ue abbia già dato il via alla manovra di aiuto.

Parlando del tipo di condizioni che Bruxelles potrebbe fissare, un importante parlamentare tedesco oggi ha detto che l‘Irlanda dovrebbe alzare le tasse sulle imprese -- il cui livello molto basso ha attratto finora gli investitori stranieri.

“I livelli irlandesi sono al di sotto della media Ue”, ha detto Michael Meister, esperto di finanza del partito della Cancelliere Angela Merkel.

I Paesi con tasse più alte da tempo considerano il livello irlandese come una forma di concorrenza sleale.

Diversi governi, tra cui Finlandia e Francia, sostengono che Dublino non possa ricevere prestiti per rafforzare la situazione delle proprie banche da parte dello European Financial Stability Facility (Efsf) o dello European Financial Stability Mechanism (Efsm), senza prima aderire a un organico programma di aggiustamento dell‘Ue/Fmi, come riferito da fonti della zona euro.

“Le regole su questi due sistemi di aiuti ... sono inequivocabili, il Paese deve aderire a un rigido programma di aggiustamento, che eliminerà la causa iniziale”, ha detto Martti Salmi, consigliere del ministero delle Finanze finlandese.

Il segretario del Tesoro spagnolo, Carlos Ocana, ha fatto pressioni oggi sull‘Irlanda perché giunga rapidamente a una soluzione sulla crisi del debito, in modo tale da porre fine alle incertezze dei mercati.

“La cosa importante è che l‘Irlanda prenda una decisione il prima possibile”, ha spiegato Ocana ai cronisti a Madrid.

Il governo irlandese non è parso propenso a chiedere gli aiuti per due ragioni. Primo, deve affrontare le elezioni del 25 novembre e non vuole compromettere le chance di vittoria; secondo, ha detto di voler conservare la propria sovranità.

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