24 ottobre 2009 / 15:58 / tra 8 anni

PUNTO 1 - Ricatto con video, Marrazzo si autosospende

(aggiorna con contesto)

ROMA, 24 ottobre (Reuters) - Piero Marrazzo si è autosospeso oggi dalla carica di presidente della Regione Lazio, alla vigilia delle primarie del Partito democratico, ammettendo le sue “debolezze” private dopo l‘inchiesta che lo ha visto vittima di un ricatto a mezzo video.

In una nota, Marrazzo ha spiegato che la strada intrapresa, che porterà alle sue dimissioni, si è resa necessaria per evitare la sovrapposizione tra la sua vicenda personale e quella politica.

“Si tratta di una vicenda personale in cui sono entrate in gioco mie debolezze inerenti alla mia sfera privata, e in cui ho sempre agito da solo”, ha dichiarato il politico.

“Sono consapevole - ha proseguito Marrazzo - che la situazione ha ora assunto un rilievo pubblico di tali dimensioni da rendere oggettivamente e soggettivamente inopportuna la mia permanenza alla guida della Regione, anche al fine di evitare nel giudizio dell‘opinione pubblica la sovrapposizione tra la valutazione delle vicende personali e quella sull‘esperienza politico-amministrativa”.

Il Partito democratico, che domani terrà le primarie per la scelta del suo nuovo leader, ha detto in una dichiarazione concordata tra i tre candidati alla segreteria che “la scelta di Marrazzo di dimettersi, attraverso un breve percorso che garantisca il funzionamento della Regione Lazio, è un atto di responsabilità”.

“HO DETTO LA VERITA’”

Marrazzo, parte lesa nell‘inchiesta su un ricatto a mezzo video che lo ritrarrebbe in atteggiamenti privati e per la quale sono finiti in carcere quattro carabinieri, aveva escluso ieri le sue dimissioni.

Il governatore, in carica dal 2005, lo scorso settembre aveva dato la sua disponibilità a ricandidarsi alle Regionali.

“Ho detto la verità ai magistrati prima che l‘intera vicenda fosse di pubblico dominio. L‘inchiesta sta procedendo speditamente anche grazie a quelle dichiarazioni, che sono state improntate dall‘inizio alla massima trasparenza”, ha detto Marrazzo.

“Ho deciso di autosospendermi immediatamente e a tal fine ho conferito al vicepresidente la delega ad assumere la provvisoria responsabilità di governo e di rappresentanza ai sensi della normativa vigente, rinunciando a ogni indennità e beneficio connessi alla carica”, ha proseguito il governatore.

“In considerazione degli importanti provvedimenti di governo e legislativi che nell‘immediato dovranno essere assunti, in virtù della particolare congiuntura economica e anche in relazione alle funzioni che svolgo in qualità di commissario di Governo, ho deciso di aprire un percorso che porti alle mie dimissioni dalla carica di presidente della Regione”, ha concluso Marrazzo.

INTERROGATI CARABINIERI ARRESTATI

Intanto oggi al carcere romano di Regina Coeli, sono iniziati gli interrogatori dei quattro carabinieri arrestati con l‘accusa di aver ricattato Marrazzo a mezzo video, e uno di loro ha detto di non aver riconosciuto il governatore nel filmato che gli era stato mostrato.

“Forse (era) una persona che poteva somigliargli”, ha detto il maresciallo Antonio Tamburrino secondo quanto riferito dal suo legale, Mario Griffo.

”Io non ne so niente, l‘unico compito a me assegnato era la mediazione per la vendita (del video), ha detto Griffo riferendo le parole del suo assistito.

Per Tamburrino l‘accusa è di ricettazione di omessa denuncia.

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