4 marzo 2009 / 20:50 / tra 9 anni

PUNTO 1 - Enel, si lavora ad aumento da 7 mld, Tesoro verso 27%

(aggiunge dettagli su adviser a paragrafo 12)

di Alberto Sisto

ROMA, 4 marzo (Reuters) - Gli adviser di Enel (ENEI.MI) e i vertici del gruppo elettrico stanno lavorando ad un aumento di capitale da 7 miliardi, il margine superiore della forchetta indicata dalle indiscrezioni di stampa la settimana scorsa.

L‘operazione prevede anche che il Tesoro, che oggi ha il 20%, torni a detenere direttamente il 27% della società riportando nel portafoglio il 7% in mano alla Cassa depositi e prestiti (Cdp). Il restante 3% che la Cdp detiene ora verrebbe girato dopo l‘aumento alle Fondazioni bancarie (azioniste al 30% della Cassa).

Lo riferisce una fonte vicina all‘operazione, precisando che si è ancora in attesa “del via libera del Tesoro” che metterebbe nell‘operazione di aumento di capitale circa 1,4 miliardi.

Non è stato al momento possibile avere commenti da Enel e dal Tesoro.

“Enel sta lavorando a un aumento di capitale da 7 miliardi. Il Tesoro farà la sua parte facendosi finanziare da Sace e Fintecna attraverso la distribuzione di un dividendo straordinario. Dopo l‘aumento di capitale allo studio il Tesoro pensa di riportare a casa la quota del gruppo elettrico in mano a Cdp. La Cassa suddividerà fra i soci la quota: il 7% tornerà al Tesoro e il 3% andrà alle Fondazioni bancarie sue azioniste”, aggiunge la fonte.

La fonte non ha dato dettagli sulle modalità dell‘aumento di capitale e sull‘esistenza di un eventuale consorzio di garanzia.

Per quello che riguarda la politica dei dividendi, Enel “confermerà il dividendo del 2008 in pagamento quest‘anno, pagando la differenza ancora dovuta sull‘anticipo fino a 0,49 euro. Poi per gli anni a seguire rimarrà inalterato il monte dividendi che tuttavia sarà distribuito su di un maggior numero di azioni”.

L‘alleggerimento del portafoglio della Cdp, dovrebbe favorire la conclusione di un‘altra operazione: ovvero la conversione delle azioni Cdp privilegiate detenute dalle Fondazioni in ordinarie, dice ancora la fonte. “La cassa senza la partecipazione nel gruppo elettrico varrebbe meno, rendendo perciò più a buon mercato la conversione dei titoli”.

L‘operazione permetterebbe anche alla Cdp di risolvere il problema con l‘Antitrust che contesta il possesso congiunto della quota del 10% in Enel e quella del 29,9% in Terna (TRN.MI).

Enel, la settimana scorsa, a sorpresa ha confermato le indiscrezioni di stampa, che annunciavano un aumento di capitale, con una nota che parlava di “ipotesi allo studio”.

L‘annuncio dell‘operazione è giunto del tutto inatteso anche per gli analisti e il mercato che ha reagito spingendo al ribasso il titolo del gruppo elettrico.

Adviser dell‘operazione, secondo quanto risulta Reuters, sono Mediobanca e J.P. Morgan.

Secondo le indiscrezioni, all‘origine della decisione ci sarebbe stato il braccio di ferro fra Fulvio Conti, l‘Ad di Enel, e le agenzie di rating. Queste avrebbero richiesto alla società di portare a termine le vendite già annunciate per fronteggiare l‘aumento del debito dovuto all‘acquisto della partecipazione del gruppo spagnolo in Acciona in Endesa (ELE.MC) entro la fine di marzo. In caso contrario, avrebbero abbassato il giudizio sul debito della società portandolo sotto la A.

L‘indebitamento del gruppo è infatti aumentato a seguito dell‘acquisto dell‘ulteriore quota in Endesa EDN.MI.

Di qui la decisione di Enel, anche per non svendere gli asset come Enel Greenpower, la società delle rinnovabili, che sarebbero dovute andare sul mercato entro l‘anno.

Tanti i tentativi alternativi di spiegazione dell‘operazione che tuttavia non hanno trovato riscontro.

C’è chi ha messo in relazione l‘aumento di capitale con il recente accordo sul nucleare firmato con i francesi di Edf (EDF.PA) che obbligherà ad investimenti per 20 miliardi fino al 2020, la cui quota principale ricadrà sulle spalle di Conti. Investimenti che non sono previsti dall‘attuale piano industriale.

Con il 27% delle azioni in mano, il Tesoro avrebbe comunque un robusto strumento per ostacolare tentativi di scalata. Con la normativa che ha recepito nel novembre 2007 la direttiva europea sull‘opa, infatti, un eventuale scalatore dovrebbe raggiungere il 75% delle azioni in una assemblea straordinaria per far decadere i limiti statutari all‘esercizio dei diritti di voto oggi pari al 3%.

Per il 2008, con completamento del pagamento nel 2009, Enel ha annunciato un dividendo invariato a 0,49 euro per azione.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below