26 agosto 2009 / 16:14 / 8 anni fa

Corporate bond, fame rendimenti spinge emissioni dopo estate

MILANO, 26 agosto (Reuters) - L‘appetito di rendimenti degli investitori alimenterà le emissioni di bond corporate anche nell‘ultima parte dell‘anno. Ne sono convinti i dealer che Reuters ha interpellato al ritorno dalle vacanze estive. C’è chi paventa il rischio di una bolla, conseguenza di un eccesso di emissioni, ma i banker dei desk del primario sono di tutt‘altro avviso. Anzi, la previsione è che l‘ultima parte del 2009 e l‘inizio dell‘anno prossimo vedano affacciarsi sul mercato società medio-piccole e, per quanto riguarda i big, le emissioni riservate al retail.

AMBIENTE ANCORA FAVOREVOLE AD EMISSIONI

“L‘ambiente è favorevole per nuove emissioni”, spiega un dealer. “Sebbene gli spread si siano ristretti di molto” aggiunge, “l‘eccesso di liquidità, i bassi rendimenti dei titoli di Stato e la probabile uscita dalla crisi giocano a favore”.

Gli fa eco la collega del desk primario di un‘altra banca: “Riteniamo che l‘ambiente sia ancora favorevole alle emissioni corporate, perché i rendimenti dei titoli governativi e i tassi sono ai minimi storici”.

Giusto oggi, Bot e Ctz hanno toccato i minimi storici dei rendimenti, rispettivamente allo 0,55% e all‘1,505%.

In questo contesto, “i bond corporate costituiscono un investimento a rendimenti attraenti per gli investitori”, ricorda un altro dealer.

“Non c’è un eccesso di offerta. Anzi, se escludiamo i bancari, direi che c’è poca carta in emissione”, si spinge a dire un banker.

In effetti, la fame di bond è tanta. In settimana, ”in un contesto di flussi limitati per via delle vacanze estive, Daimler (DAIGn.DE) ha prezzato un bond 2014 da 2 miliardi di euro, che “ha raccolto un book da oltre 8 miliardi”. Lo spread è stato di 185 punti base, “quando a marzo la stessa Daimler emetteva con spread di 450-500 punti base”, prosegue un dealer.

Il restringimento degli spread è il barometro dell‘appetito di corporate bond. Standard & Poor’s ha diffuso un comunicato per dire che ieri gli spread dei titoli investment-grade si sono stretti a una media di 244 punti base, mentre gli speculative-grade sono scesi a 830 punti base.

“La ricerca di rendimenti apre possibilità anche per chi ha rating bassi”, dice un dealer. Le porte potrebbe riaprirsi persino per gli high-yield, con emittenti i cui problemi finanziari sono però giudicati temporanei (in gergo “recent fallen angels”). E’ il caso, citato da un‘operatrice, di Pernod Ricard (PERP.PA), che nel maggio scorso ha collocato un bond da 800 milioni di euro.

ATTESA PER ENEL, IN PISTA TELECOM ITALIA

In Italia, gli operatori vedono affacciarsi sul mercato, a partire da settembre, nuove tipologie di emittenti, oltre ai big che sono alla ricerca di funding.

E’ il caso di Enel (ENEI.MI). Intervistato da un quotidiano, l‘Ad Fulvio Conti ha spiegato che c’è “spazio per un‘emissione rivolta al mercato istituzionale entro il 2009 e successivamente anche retail. Dimensioni e timing saranno definiti nel dettaglio a inizio settembre”.

“Faranno un istituzionale in euro come emissione inaugurale del programma di funding”, prevede un dealer, che si attende un bond di diversi miliardi e “multitranche”. L‘emissione in euro sarò probabilmente seguita da bond “in valute diverse, per esigenze di diversificazione”.

E poi “ci sarà il bond retail (di Enel), magari nel 2010”, aggiunge un‘operatrice.

Le emissioni riservate ai risparmiatori, secondo i dealer, potrebbero caratterizzare i prossimi mesi, soprattutto l‘inizio del 2010. Una fonte vicina alla vicenda ha detto a Reuters che Telecom Italia (TLIT.MI) sta valutando l‘ipotesi di un bond nell‘ordine di un miliardo di euro.

“I bond retail necessitano di un lavoro di preparazione di parecchi mesi, per via dell‘iter autorizzativo”, sottolinea un banker. “E’ preferibile evitare di fare un‘offerta con settlement a fine anno, quando le famiglie hanno altre esigenze di spesa”. Per questo il timing delle emissioni retail potrebbe slittare al 2010.

Da qui a fine anno il campo vedrà in gioco i bond riservati agli istituzionali. Gli operatori attendono al varco soggetti vecchi e nuovi. “A settembre penso che i principali player bancari usciranno con nuove emissioni, in particolare quelli con rating da A- ad AA”, pronostica un dealer. Obiettivo degli istituti, “rafforzare i capital ratios”.

Porte aperte anche per i quasi neofiti del mercato obbligazionario. “I big hanno già raccolto”, argomenta un‘operatrice. “Cominceremo a vedere nomi meno frequenti, che, con la strada già spianata, proveranno ad affacciarsi sul mercato”.

A livello settoriale, “se nei primi mesi dell‘anno un bond di una società dell‘automotive o delle costruzioni era impensabile, ora c’è spazio”. Del resto, ricorda un banker, “l‘emissione di Fiat FIA.MI a luglio è stata un successo”.

E sul secondario, racconta un trader, “le emissioni effettuate nella prima parte dell‘anno vanno bene, tutte hanno stretto”.

Insomma, il mercato ha fame di carta. “Basta un minimo rumour che i sales vengono tempestati di telefonate dagli investitori”, racconta un‘operatrice: fra le società che le voci candidano a ricorrere al funding tramite bond anche la romana Acea (ACE.MI).

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