22 giugno 2009 / 10:46 / 8 anni fa

PUNTO 2 - Crisi, venerdì governo esamina decreto su imprese

(Aggiunge dettagli a paragrafo dodici)

ROMA, 22 giugno (Reuters) - Andrà all‘esame del Consiglio dei ministri di venerdì prossimo 26 giugno il decreto legge con il nuovo pacchetto fiscale di sostegno alle imprese, compreso il premio per chi non licenzia.

Lo riferisce una fonte governativa precisando che non è ancora stato deciso se inserire nel provvedimento lo scudo fiscale sulla riemersione dei capitali portati all‘estero illecitamente.

La manovra potrebbe contenere anche la cosiddetta Tremonti ter sulla detassazione degli utili reinvestiti, chiesta a gran voce dagli industriali ma sulla quale il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti non si è ancora pronunciato.

Con tutta probabilità, il decreto farà poi slittare per la terza volta l‘entrata in vigore della Class action versione Finanziaria 2008, prevista a partire dal mese di luglio.

A differenza di quanto avvenuto solitamente in passato, la manovra di metà anno che accompagna il Dpef non dovrebbe prevedere forti interventi restrittivi per il bilancio pubblico.

Correzioni in corsa sull‘andamento tendenziale dei conti ci dovrebbero essere ma saranno comunque di lieve entità. Al Tesoro, infatti, continua a prevalere la linea che in tempi di crisi non bisogna drenare ulteriori risorse all‘economia.

LE MISURE PER LE IMPRESE E IL BONUS OCCUPAZIONE

Il decreto punta soprattutto a fornire nuovi stimoli alle piccole e medie imprese colpite dalla crisi economica e conterrà, come annunciato dal ministro dello Sviluppo Claudio Scajola, un aumento della soglia di compensazione fra crediti e debiti verso la pubblica amministrazione.

Altre misure per velocizzare il pagamento dei crediti alle imprese, che Bankitalia ha quantificato in 2,5 punti di Pil, sono allo studio del ministero per la Funzione pubblica.

La fonte spiega che nel decreto finirà anche il “premio di occupazione” alle aziende che decidono di non licenzare.

Secondo lo schema illustrato dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, l‘intervento non dovrebbe essere oneroso per le casse dello Stato.

L‘idea è quella di erogare direttamente alle imprese l‘assegno della Cig che il lavoratore otterrebbe in caso di messa in mobilità. Un‘altra ipotesi prevede di trasformare i sussidi in capitale a disposizione di chi voglia aprire una partita Iva e avviare un‘impresa.

TERZO STOP ALLA CLASS ACTION

“La vecchia class action sarà sospesa fino all‘entrata in vigore del ddl Sviluppo”, riferisce una fonte governativa.

La nuova sospensione è un passo obbligato per evitare che la class action nella forma voluta dal precedente governo di centro-sinistra entri in vigore da luglio.

Il governo Berlusconi ha riscritto la disciplina delle azioni collettive con il ddl Sviluppo, all‘esame della Camera in terza lettura. Tuttavia, il provvedimento subirà modifiche a Montecitorio per poi tornare in Senato. Impossibile quindi che venga approvato in via definitiva entro giugno. Tra le misure oggetto di indiscrezioni negli ultimi giorni si parla anche di un aumento dei rimborsi ai risparmiatori che hanno in portafoglio bond della vecchia Alitalia. Il governo ha finora previsto un riborso pari a circa il 30-35% dei bond tramite un‘offerta pubblica di scambio con titoli di Stato che termina il 10 luglio.

L‘INCOGNITA SCUDO FISCALE

Per capire se il decreto possa contenere anche il nuovo scudo fiscale bisognerà attendere ancora qualche giorno.

“Se ne discuterà anche alla riunione ministeriale dell‘Ocse di giovedì a Parigi”, dice la fonte. All‘incontro parteciperà Tremonti.

Lo scudo fiscale fa gola alle banche che vedono nella regolarizzazione dei capitali illecitamente esportati all‘estero un canale alternativo per rifornirsi di liquidità.

Secondo elaborazioni delle banche d‘affari, con la riedizione dello scudo potrebbero riemergere fino a 50 miliardi di euro. Il gettito straordinario per lo Stato, tenendo conto di un‘aliquota compresa in una forchetta del 5-7%, dovrebbe ammontare a 2,5-3,5 miliardi circa.

Finora però il governo ha detto che per procedere con lo scudo occorre un‘intesa a livello internazionale, anche per evitare l‘accusa di aver varato un nuovo condono. Possibile quindi che Tremonti rimandi l‘intervento a dopo il G8 che si terrà a L‘Aquila nella prima decade di luglio.

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