22 settembre 2008 / 11:53 / tra 9 anni

Banche Usa, analisti: asta potrebbe essere unica opzione Tesoro

NEW YORK (Reuters) - Le autorità Usa potrebbero avere poche alternative al sistema delle aste per collocare fino a 700 miliardi di dollari di ‘debito tossico’, le obbligazioni garantite da mutui che il Tesoro intende riacquistare dalle istituzioni finanziarie, anche se si tratta di una formula non priva di ostacoli.

<p>George W. Bush insieme al Segretario al Tesoro Henry Paulson. REUTERS/Jim Young (UNITED STATES)</p>

Durante il fine settimana l‘amministrazione Bush ha sottoposto al Congresso un piano di salvataggio senza precedenti per far fronte alla più grave crisi finanziaria della prima economia mondiale dai tempi della Grande Depressione.

Il governo cammina sul filo del rasoio: intende acquistare asset a un prezzo non troppo elevato per le tasche dei contribuenti e possibilmente guadagnarci anche qualcosa una volta i mercati si siano stabilizzati, il prezzo non può nemmeno però essere più del necessario.

Secondo Peter Cramton, docente di economia alla University of Maryland ed esperto di collocamenti di debito pubblico, avrebbe quindi senso pensare a una procedura d‘asta, dal momento che metterebbe a disposizione degli istituti di credito il maggior numero di informazioni possibili per determinare un prezzo congruo per le obbligazioni.

La concorrenza tra i venditori, avverte, impedirebbe però alle banche di determinare un prezzo troppo elevato.

Cramton è del parere che in una simile situazione formula ideale possa essere quella di un‘asta del tipo noto come ‘reverse descending clock’.

Secondo tale procedura di collocamento il governo annuncia l‘importo obiettivo espresso in dollari di ciascuna categoria di asset che intende acquistare fissando un prezzo iniziale.

I venditori - le banche - indicano allora quanto sono disposti a vendere a tale prezzo. Se le offerte sono in eccesso il governo abbassa quindi il prezzo finché l‘ammontare di titoli che le banche intendono vendere raggiunge l‘obiettivo prefissato.

“Ho condotto dozzine di collocamenti di questo genere per asset vautati miliardi di dollari: si tratta di uno strumento estremamente efficiente nel determinare prezzi competitivi sul mercato” spiega il professore.

SVANTAGGI DELL‘ASTA DISCENDENTE

Esiste tuttavia un rovescio della medaglia.

Sempre secondo Cramton, una simile procedura d‘asta funziona meglio in caso di titoli in portafoglio a numerose banche, non soltanto a una o a un paio di istituti di credito.

Una distribuzione disomogenea avrebbe infatti l‘effetto di minare la concorrenza nella vendita e i prezzi potrebbero così rivelarsi eccessivi rispetto al concreto valore delle obbligazioni, rappresentando così un costo per il governo.

Le banche non valutano infatti tutte nello stesso modo i titoli in portafoglio.

Per citare un esempio, nel mese di luglio Merrill Lynch ha siglato un‘intesa per vendere a 22 centesimi contro dollaro 30,6 miliardi di debito ristrutturato della categoria ‘collateralized debt obligation’.

Si tratta di un prezzo ben inferiore a quello cui Citigroup ha iscritto a bilancio simili obbligazioni nel secondo trimestre. Se Citi si adeguasse al livello di prezzo di Merrill, ha osservato l‘analista di Deutsche Bank, Mike Mayo, farebbe fronte a costi aggiuntivi pari ad altri 7 miliardi nel terzo trimestre.

Se invece le aste attraessero un gran numero di venditori la concorrenza potrebbe far scendere i prezzi a livelli molto bassi, portando le banche a svalutare le obbligazioni garantite da mutui a tali prezzi.

Una simile svalutazione obbligherebbe gli istituti di credito a raccogliere nuovo capitale, impresa al momento davvero difficile. Se poi gli aumenti di capitale si rivelassero irrealizzabili, un maggior numero di grandi banche potrebbe fallire o trovarsi costrette a nozze di fortuna, in tal modo potenzialmente peggiorando la crisi finanziaria.

“Il riconoscimento [delle perdite] porta allo scoperto le carenze di capitali” si legge in una nota dell‘economista Goldman Sachs Jan Hatzius.

SENZA PRECEDENTI

Preoccupante sarebbe inoltre la tempistica nel mettere a punto un simile sistema d‘asta di fronte alla complessità dei titoli in vendita.

“Per importo non si è mai visto nulla di simile in passato” osserva Eric Maskin, Nobel 2007 e professore alla School of Social Science presso l‘Institute for Advanced Study, nonché ricercatore nel settore delle aste.

Pur a fronte di simili rischi una procedura del genere sarebbe tuttavia concretizzabile e potrebbe essere per il Tesoro l‘unica opzione, sempre secondo Maskin.

Le banche devono liberarsi degli asset problematici prima di essere in grado di raccogliere il nuovo capitale che necessitano o trovare altre istituzioni disposte a comprarli.

Dopo il fallimento Lehman Brothers della scorsa settimana tra gli investitori è continuato a crescere il sospetto sulla solidità delle istituzioni finanziarie Usa.

“Potrebbero non piacere le conseguenze di un‘asta ma sembra il minore dei mali” conclude Lawrence Ausubel, docente di economia all‘Università del Maryland.

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