22 luglio 2009 / 14:48 / 8 anni fa

PUNTO 2- Con decreto anticrisi a rischio erogazione credito -Abi

(aggiunge background su emendamenti decreto da paragrafo 6)

URAGO D‘OGLIO, Brescia, 22 luglio (Reuters) - Con la prossima conversione in legge del decreto anticrisi, alla luce degli emendamenti approvati dalla Camera, l‘erogazione del credito alle imprese è a rischio. Lo ha detto il presidente dell‘Abi, Corrado Faissola, parlando a margine dell‘inaugurazionne del cantiere BreBeMi.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso dell‘intervento si è detto “orgoglioso del sistema bancario italiano”, ma ha invitato le banche a essere “meno prudenti e a mostrare maggiore coraggio”.

Rispondendo a questa dichiarazione, Faissola ha affermato: “Sono molto soddisfatto da quanto detto da Berlusconi e sono molto preoccupato dall‘andamento dei lavori parlamentari per la conversione in legge del decreto anticrisi. Ci sono cose che se diventassero legge bloccherebbero sotanzialmente l‘erogazione del credito alle imprese”. Ai giornalisti che chiedevano chiarimenti, Faissola si è limitato a consigliare la lettura degli emendamenti al decreto.

Poiché Faissola non ha spiegato non resta che guardare dunque alle norme riguardanti le banche nel testo del decreto fiscale licenziato ieri sera dalla commissione della Camera ed attualmente all‘esame dell‘aula di Montecitorio.

Le variazioni introdotte all‘ultimo momento ieri sera in commissione riguardano la commissione sul massimo scoperto e la variazione delle condizioni contrattuali, sulle quali già interveniva l‘articolo 2 del decreto, articolo che ha per titolo: “Contenimento del costo delle commissioni bancarie”.

Sul massimo scoperto il corrispettivo massimo dello 0,50% per trimestre sullo scoperto viene esteso anche “a quanto eventualmente richiesto a titolo di corrispettivo per lo sconfinamento oltre l‘affidamento richiesto”.

In secondo luogo, al comma 4 bis viene aggiunto che “la modifica delle condizioni contrattuali non può comunque avere per effetto l‘innalzamento del tasso di interesse in misura superiore al 5% di quanto originariamente convenuto”.

Questa norma parrebbe riferirsi dunque anche alla rinegoziazione dei crediti all‘impresa.

Tornando all‘intervento di Berlusconi, il premier è tornato a sottolineare che le banche italiane hanno utilizzato “soltanto una piccola parte dei 12 miliardi di euro” messi a disposizione per fronteggiare il credit crunch.

Berlusconi, dopo aver ricordato di essere figlio di un funzionario di banca, ha invitato gli istituti italiani a fare “buon credito”, ovvero chiedersi se chi chiede un prestito “potrà restituirlo, perché sono soldi dei risparmiatori. La banca ha una responsabilità”.

Ma, secondo il Cavaliere, ora è giusto chiedere alle banche italiane “minore prudenza e maggiore coraggio”, perché “la ripresa dipende da noi, dobbiamo avere paura soltanto della paura”.

La ripresa, ha concluso il premier, “ci sarà di sicuro”, perché “chi doveva fallire è fallito, la crisi si è sfogata” e le borse non scenderano ulteriormente.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below