21 febbraio 2009 / 13:03 / 9 anni fa

PUNTO 1-Timore tassi zero non può essere motivo inazione- Draghi

(aggiunge commenti su liquidità)

MILANO, 21 febbraio (Reuters) - La preoccupazione che i tassi nominali si avvicinino troppo allo zero non è un valido motivo per inibire l‘azione delle banche centrali. E’ infatti cruciale evitare che la disinflazione si trasformi in deflazione.

Ad affermarlo è il governatore di Banca d‘Italia, Mario Draghi, nel corso del proprio intervento al congresso Atic-Forex, Aiaf, Assicom.

“Nell‘ambito del Consiglio direttivo resta elevata l‘attenzione per il costo reale del denaro”, spiega il membro del board della Banca centrale europea.

Draghi rinvia all‘esperienza degli Stati Uniti negli anni ‘30 e del Giappone negli anni ‘90, esperienza che “suggerisce che è necessario contrastare, nelle fasi iniziali della crisi, la tendenza all‘aumento dei tassi d‘interesse reali”.

“La rapida disinflazione non deve trasformarsi in deflazione”, afferma Draghi. “La preoccupazione di avvicinarsi troppo al limite inferiore dei tassi di interesse nominali non può essere motivo di inazione”, aggiunge.

I tassi ufficiali, ricorda Draghi, sono prossimi al limite dello zero in molti paesi.

“Nell‘area dell‘euro il tasso reale a breve termine si colloca oggi al di sotto dell‘1%; se i tassi ufficiali non fossero stati abbassati, sarebbe salito considerevolmente, a causa della caduta dell‘inflazione”, dice il governatore.

Dopo una riduzione di 225 punti base da ottobre, nell‘area euro il tasso di riferimento Bce è attualmente al 2%. Una nuova riduzione di mezzo punto percentuale è attesa dal mercato a inizio marzo quando il direttivo Bce si riunirà con in mano le nuove stime economiche dei tecnici di Francoforte.

PREDISPORRE STRATEGIA RIENTRO LIQUIDITÀ

Per quanto riguarda invece gli interventi senza precedenti di iniezione di liquidità da parte delle banche centrali o, in alcuni casi, di acquisto diretto di passività delle imprese, “la valutazione dell‘efficacia di queste misure è fino a questo momento favorevole”.

Tuttavia, “quando le condizioni economiche torneranno alla normalità, la liquidità iniettata nell‘economia dovrà essere prontamente riassorbita”.

Per Draghi adottare una strategia di rientro è prematuro fino a quando produzione e occupazione continueranno a calare, ma predisporla fin da adesso è opportuno “per ancorare saldamente aspettative di inflazione di lungo periodo, contrastando possibili bolle speculative nei prezzi delle attività finanziarie e reali”.

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