21 gennaio 2009 / 11:37 / 9 anni fa

PUNTO 1 - Federalismo,difficile stimare costi riforma - Tremonti

(Aggiunge altre dichiarazioni Tremonti)

ROMA, 21 gennaio (Reuters) - Le variabili che determinano i costi del Federalismo fiscale sono numerose e complesse e non è possibile ora stimarne l‘impatto economico.

Lo ha detto il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti, nel suo intervento di replica al dibattito generale sul federalismo fiscale nell‘aula del Senato, impegnandosi a valutare con l‘opposizione i costi dei decreti attuativi della riforma prima che siano emanati.

“È difficile anche discutendo di altri testi formulare un esercizio di impatto politico”, ha detto Tremonti intervenendo in aula al Senato dove è in corso l‘esame del ddl delega sul Federalismo fiscale.

“L‘impegno politico è di cominciare a lavorare insieme sull‘impatto dei decreti attuativi prima dell‘emanazione dei decreti attuativi”, ha detto Tremonti, assicurando che la delega “rispetta la Costituzione della Repubblica per unitarietà e solidarietà”.

Il ministro non ha però nascosto le difficoltà, poiché le variabili che determinano i costi del Federalismo fiscale “non sono stilizzabili in formule meccaniche come nei sistemi semplici. Compongono un sistema olistico come il corpo umano essendo interdipendenti e coniugate”.

Tremonti ha posto l‘accento sul fatto che in Italia ci sono “12 tipi di tributi, 5 soggetti politici titolari dei principali cespiti tributari, 11 tra criteri e principi istitutivi”. E la delega del governo sul Federalismo prevede “2 fondi di sussidarietà, 8 tipi di procedure attuative, un numero non specificato di decreti attuativi, che saranno tra di loro anche interattivi e quindi avranno effetti compensativi”.

IN ATTUAZIONE RIFORMA GOVERNO TERRÀ CONTO DELLA CRISI

Secondo Tremonti il Federalismo non deteriorerà i saldi di finanza pubblica: “La tenuta è garantita, è data dalla Costituzione, dalla norma di equilibrio sociale e territoriale e dalla norma che impone l‘equilibrio di bilancio in conformità con gli impegni europei”. Nell‘attuare la riforma il governo terrà conto anche della congiuntura economica: “Sappiamo bene che c’è la crisi e facciamo davvero tutto il possibile. Terremo fortemente conto del vincolo esterno, della differenza che c’è tra fare una riforma in tempo di crisi e fare una riforma non in tempo di crisi. Il nostro impegno è evitare che l‘attuazione della riforma costituisca un fattore di Intensificazione o prolungamento della crisi”, ha detto il ministro.

Tremonti ha poi sottolineato che per attuare il Federalismo fiscale il punto di partenza deve essere una banca dati condivisa.

“Abbiamo già attivato una data room. Per fare i decreti attuativi servono dati omogenei e condivisi. Avere dati non omogenei e non condivisi è come non avere dati”, ha sottolineato Tremonti.

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