20 ottobre 2009 / 15:28 / tra 8 anni

PUNTO 1 - Acea, Gdf-Suez lamenta alto debito, calo utili

* Lettera francesi a management lamenta rientro non adeguato

debito 2,2 mld

* Francesi preoccupati per calo reddittività rispetto a

target 2009, sollecitano vendita asset

* Acea definisce contenuti notizia Reuters ”privi di

fondamento”

(Aggiunge nota Acea in settimo paragrafo)

di Stefano Bernabei

ROMA, 20 ottobre (Reuters) - In vista del cda di domani Gdf-Suez GSZ.PA ha ribadito per iscritto al management di Acea (ACE.MI) le preoccupazioni per il deterioramento della redditività rispetto ai target di quest‘anno e per un non adeguato piano di rientro dal debito, questione che secondo i transalpini il nuovo business plan non affronta.

Lo ha detto a Reuters una fonte vicina al dossier che è a conoscenza delle osservazioni inviate per lettera ad Acea dal gruppo francese, socio al 10% dell‘utility controllata al 51% dal comune di Roma.

“Suez dice che Acea ha oggi un calo di redditività rispetto agli obbiettivi 2009”, secondo la fonte.

Giovedì scorso il consiglio di amministrazione riunito per l‘esame del piano industriale è slittato a domani alle 15 a causa delle perplessità di Gdf-Suez sul livello di indebitamento della ex municipalizzata romana.

“Il piano non parla del negoziato con Suez che invece i francesi sollecitano e per il quale auspicano una posizione chiara il prima possibile”, dice ancora la fonte.

“C’è un deterioramento dei conti che il piano non affronta e anzi punta a ottenere nuovi sviluppi nell‘energia da rifiuti con risultati nel 2012”, aggiunge la fonte riportando le osservazioni dei transalpini.

In chiusura le azioni Acea erano scambiate in rialzo dello 0,51% a 8,7850 euro.

ACEA SMENTISCE

Interpellata, Acea dapprima non ha commentato le osservazioni di Gdf-Suez. Successivamente ha emesso un comunicato in cui “prende atto della nota rilasciata dall‘agenzia giornalistica Reuters, i cui contenuti sono da ritenersi privi di fondamento”.

Dopo aver annunciato per domani il comunicato relativo al consiglio di amministrazione sull‘aggiornamento del piano industriale, Acea ricorda che “ad oggi vengono attribuiti alla società i rating più elevati del settore”. Secondo i francesi, dice ancora la fonte, “prima di allargare il perimetro si deve stabilizzare la società”.

In particolare Gdf è preoccupata del fatto che la posizione finanziaria netta è salita a 2,2 miliardi di euro da 1,6 miliardi di fine 2008. In questo modo sembra al socio francese che si stia usando il debito per coprire il calo di efficienza industriale, ma il nuovo piano non punta a ridurre questa posizione finanziaria netta nel 2010-2011, prevede al contrario più investimenti per 140 milioni di euro in ciascuno dei prossimi due anni.

Con questa situazione “Suez vede elevato il rischio che i conti si deteriorino ulteriormente. La loro ricetta sarebbe invece tagliare la posizione finanziaria di 200 milioni sia nel 2010 sia nel 2011 in modo da riportare il debito a 1,8 miliardi. Questo, dicono, bisognerebbe farlo tagliando investimenti e costi e anche tramite la cessione di asset”.

Nella loro dettagliata lettera i francesi contestano anche i piani di sviluppo e ”suggeriscono di fare operazioni di cessione di crediti in sofferenza“. Secondo i francesci, piuttosto che guardare al settore dell‘energia da rifiuti, potrebbe essere interessante guardare allo sviluppo del settore acqua in relazione alle opportunità che sono emerse dopo il decreto Ronchi che ha avviato la liberalizzazione”.

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