17 dicembre 2008 / 11:45 / 9 anni fa

Crisi, in decreto maggiori fondi solo per ammortizzatori- Casero

ROMA, 17 dicembre (Reuters) - Risorse aggiuntive da stanziare al decreto legge anti crisi sono possibili solo per gli ammortizzatori sociali poiché il governo punta a mantenere i saldi invariati nel corso dell‘esame in Parlamento.

Lo ha detto il sottosegretario all‘Economia Luigi Casero, che ha riferito ai cronisti l‘esito dell‘incontro avuto questa mattina con alcuni rappresentanti del Pdl sulle correzioni da apportare al decreto.

“Risorse aggiuntive sono possibili per gli ammortizzatori sociali”, ha detto Casero.

Ieri il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti ha confermato che le nuove risorse, quantificabili in “alcuni miliardi”, saranno stanziate ricorrendo ai fondi di coesione europei.

La linea del governo non viene del tutto condivisa all‘interno della maggioranza. Per Gaspare Giudice, relatore alla Finanziaria, “si sta continuando a utilizzare i fondi del Sud come se la crisi investirà soltanto il Nord e non il Mezzogiorno”.

“Una decisione di questo genere è follia pura perché la maggior parte delle aziende che rischia la cassa integrazione sono al Nord”, aggiunge Giudice.

Sulle correzioni da inserire al decreto, oltre agli ammortizzatori, Casero ha confermato che per il credito di imposta al 55% il governo valuta l‘ipotesi di ridurre lo sconto per ripristinare i meccanismi automatici eliminando, a parità di costo, la retroattività introdotta con il nuovo regime.

Modifiche in vista anche per il bonus a famiglie e pensionati, che dovrebbe essere rimodulato per meglio favorire i nuclei con figli.

Sul fronte studi di settore il governo apre alla richiesta di alcuni parlamentari -- in primis l‘esperto di materie fiscali Maurizio Leo -- di invertire l‘onere della prova per imprese e professionisti più colpiti dalla crisi. In sostanza, per i soggetti non in linea con i coefficienti degli studi di settore, spetterebbe all‘amministrazione fiscale dimostrare l‘esistenza di irregolarità. Oggi invece spetta ai contribuenti dimostrare la regolarità delle dichiarazioni fiscali nel caso non siano coerenti con gli studi.

Si complica intanto il percorso parlamentare del decreto. Ascoltando rappresentanti della maggioranza sembra sia improbabile che il testo possa essere licenziato in commissione entro il 23 dicembre.

Causa l‘ingolfamento dei lavori parlamentari (oltre alla Finanziaria la Camera ha all‘esame 3 decreti legge), si fa sempre più verosimile l‘ipotesi che il governo ricorra alla fiducia alla ripresa dei lavori dopo Natale.

“Quale che sia la forma del passaggio aula, il governo si è impegnato a recepire tutto il lavoro fatto in commissione”, dice in proposito il relatore Massimo Corsaro, relatore al provvedimento.

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