20 giugno 2011 / 11:38 / tra 6 anni

PUNTO 2 - Dl sviluppo, fiducia alla Camera, critiche a Quirinale

(Aggiunge maxiemendamento e contesto)

ROMA, 20 giugno 1(Reuters) - Il governo pone alla Camera la questione di fiducia sul decreto sviluppo, già oggetto di un vivace confronto con le opposizioni durante l‘esame nelle commissioni Finanze e Bilancio, e non risparmia critiche di ingerenza al Quirinale.

Intervenendo in aula il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, motiva la scelta del governo di porre la fiducia con “l‘alto numero di emendamenti presentati” e la scadenza dei termini per la conversione in legge.

A fine seduta la presidente di turno Rosy Bindi illustra il calendario dei lavori e spiega che la fiducia sarà votata domani mattina alle 12,00. Alle 18,30 inizieranno le dichiarazioni di voto sul decreto nel suo complesso, che sarà licenziato da Montecitorio intorno alle 20,00. Poi il provvedimento andrà in Senato per una rapida conversione in legge senza nuove modifiche.

Poco prima che il governo formalizzasse la richiesta, in Transatlantico il presidente della commissione Finanze, Gianfranco Conte, ha rivolto parole critiche verso il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ha fatto pressioni per stralciare alcune misure che erano confluite nel decreto.

“Il Parlamento esiste o non esiste, non può essere lui a decidere cosa entra in un provvedimento”, ha detto Conte spiegando di voler scrivere una “lettera di proteste” al Quirinale.

NIENTE FONDI FAS PER BONUS SUD, SALTA CONTRIBUTO TAV

Il maxiemendamento conferma buona parte del testo uscito dalle commissioni, con l‘eccezione di 14 commi che vengono soppressi.

Il decreto accoglie l‘estensione a 180 giorni dai precedenti 120 per la richiesta di sospensiva sull‘accertamento esecutivo: l‘obbligo che i contribuenti sotto procedimento fiscale avranno dal mese di luglio di pagare il 50% della maggiore imposta accertata. Salta però dal maxiemendamento la dispozione sulla responsabilità civile dei giudici tributari, che avrebbe prodotto sanzioni nel caso non si fossero espressi entro i 180 giorni.

Il governo conferma nel maxiemendamento lo stralcio del nuovo regime concessorio per chi ha strutture ricettive a ridosso delle spiagge (il diritto di superficie), ma aggiunge un vincolo alla nascita dei distretti turistici, le zone a burocrazia zero che si vedranno riconoscere tutta una serie di agevolazioni burocratiche e fiscali. La delimitazione dei distretti sarà fatta sempre d‘intesa con le regioni ma con il parere del ministero dell‘Economia.

Novità anche sul credito di imposta per le assunzioni al Sud: salta l‘emendamento a firma Sergio D‘Antoni, deputato del Pd, che destinava parte dei Fondi per le aree sottoutilizzate (Fas) a copertura della norma. Si sarebbe trattato in ogni caso di un anticipo, in attesa del via libera da parte dell‘Ue all‘utilizzo dei fondi strutturali.

Resta nella versione definitiva il bonus per chi fa investimenti nel Mezzogiorno, che sarà finanziato con il Fondo europeo di sviluppo regionale. Il maxiemendamento introduce però una clausola di salvaguardia: il credito d‘imposta potrà partire solo quando saranno state individuate le risorse necessarie.

La tagliola colpisce anche un emendamento molto voluto dalla Lega, che interveniva sui criteri per le graduatorie dei docenti precari nella scuola.

Sparisce infine il contributo che avrebbero dovuto versare, al servizio universale di trasporto ferroviario, le imprese che fanno alta velocità come la Ntv di Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle.

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