18 aprile 2011 / 11:34 / 7 anni fa

PUNTO 1 - Grecia, ristrutturazione debito sarebbe catastrofica

(aggiunge dettagli, background)

ATENE, 18 aprile (Reuters) - Una ristrutturazione del debito greco penalizzerebbe banche e fondi pensioni, colpirebbe l‘accesso ai mercati dei capitali e avrebbe un effetto catastrofico, ha detto il governatore della banca centrale del paese agli azionisti.

“La Banca di Grecia ha spiegato con chiarezza dallo scorso ottobre che un‘opzione di questo tipo non è necessaria e non è auspicabile”, ha detto George Provopoulos.

Il governatore ha poi previsto che la recessione proseguirà quest‘anno con una contrazione del Pil del 3% o leggermente maggiore.

Sotto la pressione crescente della speculazione dei mercati che una ristrutturazione è tra le possibilità, Atene ha ripetutamente smentito che stia per siglare un accordo con i suoi creditori internazionali. Anche stamane un portavoce del governo lo ha smentito categoricamente, così come lo hanno fatto anche funzionari dell‘Ue e del Fmi.

Stamane inoltre un funzionario del ministero delle Finanze ha inoltre smentito un articolo apparso sulla stampa greca secondo cui il paese avrebbe già avviato colloqui per la ristrutturazione con Ue e Fmi [ID: nLDE73H0M1].

Tuttavia i differenziali di rendimento dei titoli di Stato greco rispetto ai bund tedeschi hanno continuato a oscillare intorno a livelli record.

Provopoulos, che è anche membro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea, prevede un prodotto interno lordo in contrazione del 3% o poco più quest‘anno poichè l‘economia del paese è in recessione per un terzo anno consecutivo.

Il rallentamento economico dovrebbe portare la disoccupazione sopra al 15%, mentre l‘espansione del credito al settore privato rimane negativa quest‘anno, ha detto.

I minori costi unitari del mercato del lavoro - continua Provopoulos - dovrebbero aiutare la competitività, con un disavanzo delle partite correnti del paese in contrazione sotto il 9% del Pil, aiutato da una ripresa delle esportazioni e da un calo delle importazioni.

L‘inflazione dovrebbe rallentare rispetto all‘anno precedente, con una media del 3,25%.

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