22 marzo 2011 / 11:04 / tra 7 anni

PUNTO1-Bce, quadro inflazione non cambiato dopo Giappone-Stark

(Aggiunge dettagli intervista)

FRANCOFORTE, 22 marzo (Reuters) - Le prospettive di inflazione nella zona euro non sono cambiate dopo il disastro in Giappone, così come resta invariato l‘obbiettivo di stabilità dei prezzi nel breve termine per la Bce.

Lo ha detto Juergen Stark, membro del board della bce, in un‘intervista al quotidiano giappponese Nikkei.

“Per me, la situazione nella zona euro, con la crescita economica in atto e la costante minaccia per la stabilità dei prezzi, nel breve periodo non è cambiato” ha detto Stark nell‘intervista effettuata venerdì, aggiungendo che “ci sono rischi di effetti di second round sull‘inflazione”.

“Tuttavia, l‘incertezza è aumentata, in particolare a causa degli eventi in Giappone e a causa della situazione geopolitica in altre regioni”.

I paesi del G7, ha aggiunto Stark, interverranno di nuovo sul mercato forex se il Giappone deciderà che è necessario.

“Saranno le autorità giapponesi a prendere in considerazione questa possibilità” ha aggiunto. “I ministri delle Finanze e le banche centrali del G7 hanno espresso la loro disponibilità a fornire ogni collaborazione necessaria”.

Tuttavia Stark ha rafforzato l‘opinione che la Bce continuerà il mese prossimo con il suo progetto di aumento dei tassi di interesse, fermi al minimo storico dell‘1% dal maggio 2009.

“C’è un rischio di effetti di second round. Ed è compito di una banca centrale evitare che questi effetti si realizzino” ha detto Stark. “La politica monetaria in tutto il mondo nelle economie avanzate e nelle economie emergenti è molto accomodante. Quindi, ciò che sta considerando il Consiglio direttivo della BCE è di andare verso una normalizzare della politica monetaria”.

Stark ha aggiunto nell‘intervista che la BCE porrà fine quanto prima al programma di acquisto di titoli di stato, una misura che ha utilizzato a partire dal maggio dello scorso anno.

“Il programma di acquisto (SMP) è una misura temporanea, ma ancora in vigore al fine di garantire il funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria in alcune regioni dell‘area dell‘euro”, ha detto. “E’ una misura temporanea e sarà eliminato il più velocemente possibile”.

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