3 febbraio 2011 / 09:50 / 7 anni fa

SCHEDA - Il Federalismo comunale tra tasse e compartecipazioni

3 febbraio (Reuters) - La commissione bicamerale sul federalismo voterà oggi in tarda mattinata il parere al decreto legislativo che disciplina il fisco comunale.

Tra compartecipazioni a imposte erariali e nuove tasse in sostituzione dei trasferimenti dallo Stato centrale, il decreto promette ai comuni risorse per oltre 11 miliardi già nel 2011.

Provvedimento bandiera della Lega, che non a caso vincola la durata della legislatura alla sua approvazione, il decreto dovrà tornare in Consiglio dei ministri per il via libera definitivo.

Ecco una sintesi degli elementi principali:

ADDIZIONALI COMUNALI IRPEF SALIRANNO

Il federalismo municipale fissa la cornice per l‘aumento delle tasse in molti comuni già da quest‘anno. Entro sessanta giorni il governo dovrà emanare un decreto per disciplinare “la graduale cessazione, anche parziale”, del blocco delle addizionali comunali.

Nel caso in cui il governo non dovesse approvare il decreto, i comuni che non hanno l‘addizionale o ce l‘hanno in misura inferiore allo 0,4% potranno aumentarla nei “primi due anni” di 0,2 punti percentuali. Lo sblocco può scattare anche retroattivamente per il 2010, se i sindaci emanano le relative delibere “entro il 31 marzo 2011”.

I comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti potranno anche stabilire addizionali Irpef differenziate “in relazione agli scaglioni di reddito corrispondenti a quelli stabiliti dalla legge statale”.

CEDOLARE SECCA AL 21 E AL 19%

Il decreto prevede la possibilità per il proprietario di casa di scegliere sin da quest‘anno il regime di tassazione al 21% per i redditi da locazione (19% nel caso di canone concordato). La nuova imposta sostituisce quote Irpef, addizionali comunali e imposta di bollo che gravano sugli affitti. Chi sceglie l‘opzione non potrà modificare il canone nemmeno per l‘adeguamento all‘inflazione.

I partiti di opposizione contestano la misura perché sarebbe priva di copertura. Il governo ritiene infatti che la cedolare secca possa finanziarsi grazie all‘emersione dei contratti in nero, assicurata anche da un inasprimento delle sanzioni fiscali.

TASSA DI SOGGIORNO E DI SCOPO

I comuni capoluogo di provincia ma anche le unioni di comuni e i comuni che rientrano negli elenchi regionali delle località turistiche o delle città d‘arte potranno istituire la nuova tassa di soggiorno.

Calcolata “in proporzione al prezzo” delle camere di hotel, la tassa avrà un limite massimo di 5 euro per notte.

Per finanziare opere pubbliche, i comuni potranno istituire anche apposite imposte di scopo.

LE COMPARTECIPAZIONI E LA PEREQUAZIONE

I comuni si vedono garantita già da quest‘anno la compartecipazione a numerose imposte erariali, a cominciare dall‘Iva (la quota esatta sarà definita però con un successivo decreto della presidenza del Consiglio). Avranno diritto anche a una quota del gettito raccolto con la cedolare secca, pari al 21,7% nel 2011 e al 21,6% dal 2012. Andrà poi loro il 30% dell‘imposta di registro e di bollo sulle compravendite immobiliari, dei tributi speciali catastali e delle tasse ipotecarie.

Per garantire i servizi minimi che tutti i comuni devono erogare ai cittadini, il decreto prevede per la durata di tre anni un Fondo sperimentale di riequilibrio il cui riparto è stabilito dalla Conferenza Stato-città.

Dal 2014, quando il federalismo municipale entrerà a pieno regime, partirà il Fondo di perequazione, che avrà le stesse funzioni.

L‘IMU PARTE DALLO 0,76% MA PUÒ SALIRE

Dal 2014 i comuni possono istituire l‘Imposta municipale propria (Imu), che si avvia a sostituire per la componente immobiliare Ici, Irpef su redditi fondiari e addizionali locali.

L‘Imu, che sarà indeducibile dal reddito, avrà un‘aliquota di partenza pari allo 0,76% ma il governo la potrà modificare con un decreto della presidenza del Consiglio, ”tenendo conto delle analisi effettuate dalla Commissione paritetica sul federalismo fiscale.

I comuni potranno alzare o ridurre l‘aliquota di 0,3 punti percentuali. Nel caso di immobili in affitto, l‘aliquota è ridotta della metà e i comuni la potranno modificare di 0,2 punti verso l‘alto o verso il basso.

L‘Imu si porta dietro il lungo elenco di esenzioni dall‘Ici, a cominciare dagli immobili della Chiesa, degli enti e delle associazioni cattoliche che gestiscono ospedali e cliniche, scuole private e alberghi.

Sempre dal 2014, i comuni potranno istituire l‘Imposta municipale secondaria, che sostituirà questi prelievi: tassa per l‘occupazione di spazi ed aree pubbliche, canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche, imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni, canone per l‘installazione di mezzi pubblicitari.

LA PARTECIPAZIONE ALLA LOTTA CONTRO L‘EVASIONE

I comuni avranno diritto da subito ad una quota di partecipazione all‘accertamento fiscale pari al 50% delle somme riscosse, anche a titolo non definitivo.

Il decreto quadruplica poi le sanzioni per chi non regolarizza in catasto le cosiddette “case fantasma” entro il nuovo termine del 31 marzo 2011 stabilito dal decreto legge Milleproroghe. Una quota del gettito, pari al 75%, sarà devoluto al comune dove è ubicato l‘immobile.

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