6 gennaio 2011 / 13:13 / 7 anni fa

PUNTO 1- Sostegno crescente per bond congiunti zona euro -Grecia

(aggiunge dettagli e backgroud dal quarto paragrafo)

PARIGI, 6 gennaio (Reuters) - L‘idea di emissioni obbligazionarie congiunte della zona euro, per permettere agli stati in difficoltà come la Grecia di prendere a prestito denaro a un costo minore, sta prendendo piede.

Lo ha detto oggi il premier greco George Papandreou partecipando a una conferenza a Parigi, anche se, finora, Francia e Germania si sono mostrate contrarie alla proposta.

“C’è sostegno crescente per l‘emissione di bond della zona euro come strumento finanziario che possa aiutare l‘Europa a raggiungere i suoi obiettivi... bond [congiunti] per l‘euro aiuterebbero a ridurre le tensioni crescenti sul mercato dei debiti sovrani... non sono il sostituto per l‘aggiustamento necessario che stiamo facendo nei singoli paesi, inclusa la mia nazione”, ha detto il premier greco.

L‘idea di emissioni in euro congiunte, denominati anche E-bond, è stata rilanciata dal ministro dell‘Economia italiano Giulio Tremonti e dal premier lussemburghese e presidente dell‘Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, a inizio dicembre in un intervento sul Financial Times.

Berlino e Parigi ritengono però che l‘emissione di E-bond con un un‘unico tasso d‘interesse per tutti i paesi euro aumenterebbe il loro costo del denaro ed eliminerebbe un incentivo fondamentale alla disciplina fiscale per i paesi con alti livelli di deficit e debito.

SPAZIO PER UNO STIMOLO EUROPEO?

Dopo i salvataggi di Grecia e Irlanda, ora il centro della crisi del debito europeo si è spostato verso Spagna e Portogallo.

Sotto osservazione anche paesi con un alto debito come Italia e Belgio, mentre alcuni investitori temono che la Grecia e altri paesi più deboli della zona euro debbano ristrutturare il proprio debito sovrano nonostante i salvataggi.

Papandreou ha spiegato che non c’è possibilità di stimolare l‘economia a livello nazionale, “ma c’è spazio di manovra a livello di Unione europea. L‘Ue ha ampie possibilità se la compariamo agli Stati Uniti, che hanno un enorme debito a livello federale... non c’è un tale debito a livello Ue”.

Il primo ministro greco ha inoltre aggiunto che i mercati si calmeranno solo se si convinceranno che l‘Unione europea è in grado di tornare a una crescita sostenibile.

La Germania si oppone a prestiti a livello europeo e sostiene che i diversi paesi debbano trovare la propria strada per il ritorno alla competitività riducendo i deficit e facendo riforme economiche strutturali.

Il primo ministro francese Francois Fillon, partecipando alla stessa conferenza a Parigi, ha detto che la crisi non riguarda l‘euro, che rimane una moneta forte e la seconda valuta delle riserve globali.

“L‘Europa a volte dà l‘impressione di restare indietro rispetto ai mercati, di reagire con efficienza a minacce immediate ma senza avere un piano di lungo termine”, ha detto Fillon.

La disciplina di bilancio è molto importante, ma l‘Ue ha bisogno anche di “un minimo di convergenza in materia fiscale, e magari anche sui temi sociali” ha aggiunto il primo ministro francese.

La Francia ha annunciato un piano di convergenza nella politica di tassazione con la Germania.

SOSTEGNO ALLA SPAGNA

Il primo ministro britannico George Osborne, partecipando alla conferenza, a detto che “nei prossimi mesi, la zona euro deve dimostrare... al mondo che i paesi membri stanno al passo della loro valuta”.

La Spagna ha ricevuto sostegno questa settimana dalla visita del vice premier cinese che ha detto che Pechino è pronta a comprare titoli di stato spagnoli, come si è impegnata a fare con il debito portoghese e greco.

Oggi El Pais ha scritto che il vice premier Li Keqiang ha detto che il suo paese ha intenzione di comprare 6 miliardi di euro di debito spagnolo. Nel 2011 la Spagna ha in programma aste per 47,2 miliardi di titoli con scadenze a medio e lungo termine.

I governi spagnolo e cinese non hanno voluto commentare la cifra, ma il vice ministro al commercio Gao Hucheng ha ribadito in una nota che Pechino vuole sostenere le misure volte alla stabilità finanziaria intraprese da Spagna e altre nazioni europee.

Il quotidiano finanziario francese La Tribune ieri ha stimato che la Cina lo scorso giugno possedeva il 7,3% dei complessivi 8.861 miliardi di euro di debito della zona euro, sulla base di dati estrapolati dai numeri delle riserve valutarie cinesi.

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