1 dicembre 2010 / 16:55 / 7 anni fa

PUNTO 2 - Federalismo, Regioni minacciano parere contrario

(Aggiunge altre dichiarazioni Errani a paragrafo 11)

ROMA, 1 dicembre (Reuters) - Le Regioni minacciano di dare parere negativo il 9 dicembre sul Federalismo fiscale se il governo non cancellerà i tagli da oltre 4 miliardi contenuti nella manovra di luglio.

Lo ha detto il presidente della conferenza delle Regioni Vasco Errani al termine dell‘incontro con il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti, il ministro delle Riforme Umberto Bossi e il ministro per la Semplificazione legislativa Roberto Calderoli, tenutosi oggi al Tesoro.

“È impossibile andare avanti con il Federalismo senza il parere delle Regioni. A questo punto serve una risposta del Governo”, ha detto Errani annunciando per il 9 dicembre la Conferenza unificata Stato-Regioni sul decreto legislativo che aumenta l‘autonomia impositiva dei governatori.

“Tremonti si è riservato di darci una risposta. Vederemo cosa succederà da qui al 9 dicembre”, ha aggiunto Errani.

La manovra prevede riduzioni ai trasferimenti per 4 miliardi nel 2011 e 4,5 a partire dal 2012. Le Regioni sostengono però che i tagli siano pari al doppio se si tiene conto della stretta sui saldi introdotta con il Patto di stabilità interno.

Errani ha chiesto a nome di tutte le Regioni anche la “fiscalizzazione” delle risorse per finanziare il trasporto pubblico locale, ovvero la copertura del servizio tramite il ricorso alle accise sui carburanti.

“Per noi questi sono punti irrinunciabili”, ha detto il presidente delle regioni. E ai cronisti che chiedevano se i governatori siano disposti anche a dare un giudizio negativo sull‘intero decreto legislativo applicativo del federalismo fiscale, Errani ha risposto: “Certo”.

REGIONI VOGLIONO INTERVENTO IN “MILLEPROROGHE”. FLI APRE

L‘azione di lobby delle Regioni si è spostata nel pomeriggio in Senato, dove i governatori hanno incontrato i rappresentanti di Pd, Fli, Pdl e Lega.

“Ho trovato i governatori gravemente preoccupati. C’è il timore che tra fine anno e l‘inizio dell‘anno prossimo ci siano disservizi molto seri sul trasporto pubblico locale”, ha detto la presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro.

Passato il treno della legge di Stabilità, che il Senato dovrebbe approvare in via definitiva e soprattutto senza modifiche il 7 o l‘8 dicembre, Errani ha spiegato che le Regioni puntano a far passare le loro richieste nel decreto di fine anno, comunemente detto Milleproroghe.

“Il Milleproroghe è il primo passaggio utile, ma sarà il Governo a dover stabilire qual è lo strumento più adatto”, ha detto Errani.

Qualche timida apertura arriva da Futuro e libertà, il gruppo di parlamentari guidato da Gianfranco Fini.

“È difficile modificare la legge di Stabilità. Potranno esserci iniziative come ordini del giorno o quant‘altro, poi verificheremo come queste iniziative si tradurranno in temi concreti nel Milleproroghe”, ha detto il capogruppo del Fli in Senato, Pasquale Viespoli.

Altra spina nel fianco del governo deriva dall‘ulteriore decreto legislativo approvato ieri in Consiglio dei ministri, che pone le basi per dichiarare incandidabili gli amministratori i cui enti registrino eccessivi deficit di bilancio: “Abbiamo espresso un giudizio molto negativo. Il decreto è incostituzionale”, ha detto Errani.

“A quando l‘incandidabilità anche per il presidente del Consiglio?”, ha aggiunto il presidente della Conferenza delle Regioni.

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