25 novembre 2010 / 17:18 / 7 anni fa

SCHEDA - Sud, il piano di rilancio del governo

ROMA, 25 novembre (Reuters) - Dal trasporto ferroviario e stradale ai fondi per la ricerca, fino alla Banca per il Sud che gestirà un nuovo fondo per ottimizzare gli stanziamenti europei.

Sono questi i tratti salienti del Piano per il Sud che oggi il governo ha presentato alle parti sociali.

Al termine dell‘incontro il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha riferito che il governo vuole mettere sul piatto 75-80 miliardi ma cifre ufficiali finora non sono ancora disponibili.

La quasi totalità delle risorse deriva in ogni caso dalla riprogrammazione di fondi già iscritti a bilancio, soprattutto fondi strutturali europei e fondi per le aree sottoutilizzate. L‘impatto sui conti pubblici sarà dunque limitato se non nullo.

Domani il Consiglio dei ministri darà maggiore corpo al Piano per il Sud approvando due provvedimenti: un decreto legislativo di attuazione della delega sul Federalismo fiscale ”per la rimozione degli squilibri“ tra Nord e Sud e un decreto interministeriale ”in materia di perequazione infrstrutturale. Sempre domani il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) approverà una delibera per la riprogrammazione dei fondi Fas relativi al periodo 2007-2013.

Ecco una sintesi dei principali elementi di cui si compone il piano:

TRASPORTO FERROVIARIO E STRADALE

Il governo vuole concentrare le risorse su tre autostrade ad alta capacità: Napoli- Bari-Lecce-Taranto; Salerno-Reggio Calabria; Catania-Palermo.

Per quanto riguarda il trasporto stradale, il Piano prevede l‘individuazione delle opere prioritarie scelte in base alla loro effettiva cantierabilità e rilevanza per il Mezzogiorno.

SCUOLA: IN ARRIVO SPA IN HOUSE PER NUOVI EDIFICI

Il piano prevede la realizzazione di nuovi edifici scolastici tramite il ricorso a società “in house” alla pubblica amministrazione centrale.

“Le nuove strutture scolastiche sono date in uso dalla società agli enti locali mediante la sottoscrizione di contratti a canone di mercato, necessari alla remunerazione degli investimenti”, continua il documento che sintetizza il Piano.

Le risorse per i nuovi interventi “potranno essere assicurate dagli investimenti coordinati degli enti di previdenza e assistenza sociale che individueranno nell‘ambito dei propri programmi di investimenti le risorse necessarie allo scopo”.

Le società “in house” avranno un ruolo anche per la manutenzione degli edifici esistenti, tramite accordi con i provveditorati alle opere pubbliche.

ALLA RICERCA 12,5 MILIARDI

I fondi destinati alla ricerca, allo sviluppo tecnologico e all‘innovazione nell‘ambito della politica di coesione 2007-2013 per le sole regioni dell‘Obiettivo Convergenza ammontano a 12,5 miliardi di euro per una quota pari al 28,8%”.

Il documento pone le basi per concentrare le risorse disponibili su un selezionato numero di programmi pilota che consentiranno di individuare i progetti efficaci o quelli su cui è possibile attivare anche la collaborazione con il settore privato.

SERVIZI PUBBLICI LOCALI

Il piano prevede programmi operativi per aumentare il livello di sicurezza delle infrastrutture, un insieme di misure contro il lavoro sommerso e procedure conciliatorie per ridurre le pendenze legali.

Il governo punta anche sulla creazione di un‘infrastruttura tecnologica per “l‘attuazione del processo civile telematico”.

POTENZIAMENTO DEL FONDO CENTRALE DI GARANZIA

Altro capitolo è il potenziamento del Fondo centrale di garanzia, che ha una dotazione di 2 miliardi e secondo il governo è in grado “di attivare finanziamenti per circa 25 miliardi”.

Per renderlo più efficace il governo punta a far sì che il Fondo garantisca non solo i singoli crediti ma “portafogli di crediti”.

Le garanzie saranno estese anche ai fondi di private equity a fronte della partecipazione al capitale delle piccole e medie imprese.

BANCA SUD: MARTEDÌ L‘OFFERTA PER IL MEDIOCREDITO

Martedì Poste italiane e le banche del credito cooperativo faranno a Unicredit (CRDI.MI) l‘offerta di acquisto per il Mediocredito centrale, che diventerà l‘embrione della Banca per il Sud.

Il nuovo istituto gestirà anche un fondo rotativo per ottimizzare l‘utilizzo dei fondi strutturali europei a favore delle piccole e medie imprese.

Il fondo si chiamerà Jeremie Mezzogiorno (Joint european resources for micro to medium enterprise) e servirà a sostenere il credito agevolato, il capitale di rischio e le garanzie verso le imprese.

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