22 novembre 2010 / 14:03 / 7 anni fa

Attesa per regolamento legge rimpatrio servizi finanziari- Abi

ROMA, 22 novembre (Reuters) - Banche e assicurazioni italiane stanno aspettando che il Tesoro emani il regolamento che permetterà loro di rimpatriare società di servizi finanziari che hanno all‘estero mantenendo per tre anni un vantaggio fiscale.

A parlare di questa norma che, per esempio, permetterà di riportare in Italia le attività che gruppi italiani hanno in Irlanda, dove il vantaggio fiscale aveva attratto molte società di servizi finanziari, è stato il presidente dell‘Abi Giuseppe Mussari nel corso di un seminario a Gubbio nel fine settimana.

La manovra finanziaria di luglio scorso contiene infatti una norma, all‘articolo 41, che permette alle imprese, alle banche e alle assicurazioni italiane di riportare in patria loro società negoziando con il fisco la possibilità di mantenere la legislazione fiscale più favorevole di un altro stato membro per i successivi tre anni.

La legge, nella cui relazione tecnica si stima un mancato gettito per la sola Ires di 24 milioni dal terzo anno, non prevede una scadenza per l‘emanazione dei decreti attuati ma quesi sarebbero in via di definizione, secondo il presidente Abi.

“Nella manovra di luglio si consente il reimpatrio di aziende che si occupano di servizi finanziari, come le società di gestione, concordando con il ministro dell‘Economia il regime fiscale per i prossimi 3 anni”, ha detto Mussari.

“Mi sembra una norma particolarmente indovinata che consente al paese di reimpatriare aziende e cervelli, si stanno definendo i decreti attuativi”, ha aggiunto.

La norma in questione è all‘articolo 41 “Regime fiscale di attrazione europea” della legge 122 del 30 luglio, che ha convertito con modificazioni il decreto cosiddetto “manovra”.

Al comma 1 recita: “Alle imprese residenti in uno Stato membro dell‘Unione Europea diverso dall‘Italia che intraprendono in Italia nuove attività economiche, nonche’ ai loro dipendenti e collaboratori, per un periodo di tre anni, si puo’ applicare, in alternativa alla normativa tributaria statale italiana, la normativa tributaria vigente in uno degli Stati membri dell‘Unione Europea. A tal fine, i citati soggetti interpellano l‘Amministrazione finanziaria secondo la procedura” di ruling internazionale.

Il ruling fiscale è una pratica che permette di negoziare e concludere con l‘Amministrazione fiscale degli accordi preliminari che fissano il regime impositivo o il metodo di calcolo della base imponibile da applicare in una data situazione.

Il comma successivo delega a “un decreto regolamentare del ministero dell‘Economia e delle finanze l‘attuazione delle disposizioni”, anche se non viene indicato alcun termine entro il quale deve essere emanato.

In fase di regolamento potrebbero essere anche chiariti alcuni dubbi di natura interpretativa emersi nel corso del dibattito parlamentare.

Per esempio se si applichi alla normativa tributaria della sola imposizione diretta o anche a quella indiretta. E se l‘estensione a dipendenti e collaboratori dell‘applicazione della normativa fiscale prescelta dalla società sia subordinato alla residenza fuori dall‘Italia di questi soggetti.

La relazione tecnica relativa a questa norma stima il minore gettito Ires connesso alla misura, che in termini di competenza ammonta a circa 8 milioni di euro nel primo anno, 16 nel secondo e 24 dal terzo anno di applicazione, ipotizzando che l‘applicazione di una normativa tributaria estera comporti una riduzione del 50% dell‘IRES dovuta annualmente.

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