5 novembre 2010 / 16:07 / tra 7 anni

SINTESI - Legge Stabilità, Tremonti cede: può essere modificata

(Accorpa pezzi, aggiunge dichiarazioni Tremonti e contesto)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 5 novembre (Reuters) - La legge di Stabilità può essere modificata inserendo nuove misure ma sempre a saldi pubblici invariati, perché alla politica di rigore dei conti pubblici “non ci sono alternative”.

Lo ha detto il ministro dell‘Economia, Giulio Tremonti, cercando di smorzare le tensioni dentro la maggioranza dopo che ieri i “finiani” di Futuro e libertà, con il parere contrario del governo, hanno fatto passare in commissione Bilancio alla Camera un emendamento votando assieme a Mpa e opposizioni.

“Se la commissione manifesterà la fattibilità [a modificare la legge] perché no? Non è uno strumento permanente ma in evoluzione”, ha detto Tremonti alla fine del Consiglio dei ministri odierno.

L‘esigenza di nuovi equilibri nella maggioranza fa dunque cadere l‘idea di una legge di Stabilità snella, fatta di sole tabelle e destinata a una rapida approvazione del Parlamento senza modifiche.

Tremonti cerca di minimizzare parlando di “clima positivo” con i colleghi deputati ma ribadisce che il governo è pronto a chiedere la fiducia in aula per evitare l‘assalto alla diligenza.

Un concetto che il ministro rimarca nella nota aggiuntiva al Piano Europa 2020: “La politica di rigore fiscale non è temporanea, non è la conseguenza imposta da una congiuntura economica negativa, ma è invece la politica necessaria e senza alternative per gli anni a venire”.

PER EMENDAMENTI RISORSE ANCHE DA ASTA FREQUENZE TV

Tremonti presenterà la prossima settimana il pacchetto di emendamenti concordato con Futuro e libertà oltre che Pdl e Lega Nord per far confluire nella legge il decreto che in origine il governo avrebbe voluto varare il 16 novembre.

Ci sarà un miliardo di euro di risorse per l‘università, fondi per il cinque per mille e per lo sviluppo del Meridione.

Confermata nel 2011 la proroga della cassa integrazione in deroga, anche se non è ancora stato definito il fabbisogno finanziario. Tremonti si limita a dire che “è in corso una verifica perché ci sono ancora degli stanziamenti non spesi”.

Altro piatto forte degli emendamenti sarà il rifinanziamento per il 2011 dell‘aliquota al 10% sulla parte del salario legata a incrementi di produttività. La misura varrà per redditi fino a 40.000 euro (oggi il tetto è 35.000), ma Tremonti ritiene che le risorse da individuare non saranno alla fine superiori agli 860 milioni circa preventivati per il 2010.

“Quella stima era prudenziale. Mi sembra che sia rimasto qualcosa per coprire l‘ampliamento”, ha spiegato il ministro.

Tremonti non fornisce indicazioni sull‘ammontare complessivo delle risorse, che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, aveva indicato il 29 ottobre in mezzo punto di Pil, oltre sette miliardi di euro.

Anche il capitolo coperture resta vago. Il ministro conferma solo che il governo pensa di ricorrere anche all‘asta delle frequenze televisive rese libere dal passaggio al digitale terrestre per finanziare in parte il pacchetto.

E ai cronisti che insistevano per avere dettagli, Tremonti scherzando ha risposto: “Se avete qualche idea sulle coperture inviatecela via fax”.

Nella legge di Stabilità non confluiranno tutte le misure da rifinanziare nel 2011. Tremonti ha detto che il governo farà comunque il decreto Milleproroghe, anche se “sarà un provvedimento molto specifico”.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below