5 novembre 2010 / 13:27 / tra 7 anni

SCHEDA - Zona euro,sistema permanente per risolvere crisi debito

BRUXELLES, 5 novembre (Reuters) - I leader dell‘Unione europea hanno raggiunto un accordo lo scorso 29 ottobre che punta alla creazione di un sistema permanente per risolvere le crisi del debito nella zona euro entro la metà del 2013.

Di seguito sono riportati gli elementi principali di questa idea, che sarà sviluppata nelle prossime settimane dalla Commissione europea.

PERCHE’ UN MECCANISMO PERMANENTE DI RISOLUZIONE DI CRISI?

La zona euro al momento ha due soluzioni ad hoc per salvaguardare la stabilità della moneta unica da una crisi del debito sovrano, entrambi istituite quest‘anno solo per tre anni:

- Un deal da 80 miliardi di euro per prestiti bilaterali da parte dei governi della zona euro verso la Grecia

- Un veicolo da 440 miliardi per uso speciale, la European Financial Stability Facility (EFSF), fondi che possono essere prestati a qualsiasi paese della zona euro al di fuori del mercato di finanziamento, in cambio di consistenti riforme.

Quando i due meccanismi andranno a scadenza, la zona euro ne vuole uno nuovo che prenda il suo posto per non essere vulnerabile in futuro. Una semplice estensione del EFSF è stata esclusa dalla Germania a causa del rischio che la Corte costituzionale tedesca ponga il veto e anche perché la EFSF è finanziata dal contribuente americano.

QUANDO POTREMO SAPERE COME SARA’ IL MECCANISMO?

L‘esecutivo Ue presenterà una bozza del meccanismo al vertice Ue del 16 dicembre. Una volta che la cornice è approvata, la Commissione, eventualmente insieme con i ministri delle finanze della zona euro, potrebbe lavorare sui dettagli più fini del piano. I prossimi vertici Ue che dovrebbero gestire le successive fasi di approvazione sono a marzo e giugno 2011.

Poichè i leader dell‘UE hanno convenuto che il meccanismo richiederà modifiche limitate al trattato UE, ci vorranno 12 a 18 mesi perchè gli stati membri ratifichino le modifiche.

QUALI CAMBIAMENTI SONO NECESSARI AL TRATTATO?

I leader dell‘UE hanno convenuto che la legge principale del blocco delle 27 nazioni deve mantenere una clausola che dice che i paesi dell‘UE non possono dare altri aiuti.

Tuttavia, i funzionari stanno pensando di aggiungere una frase in un altro articolo del trattato dicendo che un aiuto potrebbe essere dato ai paesi che soffrono di uno shock esterno importante che è fuori del loro controllo, come un crollo del mercato finanziario.

Poiché tale modifica non trasferirebbe competenze nazionali all‘Unione europea, molto probabilmente non richiederà un referendum negli stati membri, rendendo più facile la sua ratifica.

QUALI SONO LE ALTRE SOLUZIONI RISPETTO ALL‘ATTUALE?

I diplomatici della zona euro dicono che il programma di prestiti della Grecia e la EFSF sono stati istituiti perchè la zona euro non aveva scelta - o creava una rete di sicurezza finanziaria oppure la crisi greca si sarebbe propagata e avrebbe destabilizzato l‘intera zona euro.

La zona euro non vuole essere lasciata di nuovo senza alternative. Il nuovo meccanismo dovrebbe quindi tener conto che un governo della zona euro, in ultima istanza, potrebbe mandare in default i suoi bond.

Ciò potrebbe comportare varie opzioni - svalutazioni per esempio (haircut), rollover del debito o il pagamento differito degli interessi, a seconda del singolo caso, ha detto un diplomatico tedesco.

Se i mercati lo sanno, presteranno maggiore attenzione ai conti pubblici di un paese prima di acquistare le sue obbligazioni, esigendo premi di rischio più alti se le politiche dovessero apparire insostenibili.

Questo agirebbe sugli indebitamenti eccessivi, più efficace rispetto a una pressione politica sostenuta da norme Ue di bilancio all‘interno del Patto di stabilità e di crescita che non sono riuscite a evitare insostenibili politiche economiche in passato.

Questo è ciò a cui i leader europei si riferiscono a quando parlano del “ruolo del settore privato” nel nuovo meccanismo.

REGOLE SU BOND CAMBIATE?

Il vice Ministro delle Finanze tedesco Joerg Asmussen ha detto che per coinvolgere gli investitori privati nel meccanismo, le regole per l‘emissione di obbligazioni dovrebbero essere cambiate.

Non è entrato nei dettagli, ma la Finlandia ha proposto la scorsa settimana per tutte le nuove obbligazioni della zona euro clausole di azione collettiva, già presenti in bond in valuta estera della zona euro, il che consente che una certa maggioranza dei bondholders possa raggiungere un accordo su una ristrutturazione del debito che dovrà essere accettato da tutti.

CHE COSA C‘E’ DI SIMILE?

Ci potrebbe essere anche un ammontare di denaro che potrebbe essere usato per aiutare un paese della zona euro che è tagliato fuori dal mercato finanziario. Quanto, o da dove questo denaro debba venire, tuttavia, è ancora da decidere.

Un diplomatico tedesco ha suggerito che il denaro potrebbe provenire da multe ai paesi che non rispettano le regole di bilancio dell‘Unione europea, dalle istituzioni finanziarie internazionali quali il Fondo monetario internazionale, da prestiti bilaterali, come nel caso greco, oppure da alcune garanzie del governo, come il caso del EFSF.

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