15 settembre 2010 / 15:24 / tra 7 anni

PUNTO 1 - Ue, nuove norme bilancio non sufficienti - Bini Smaghi

(aggiunge commenti, dettagli e contesto)

BRUXELLES, 15 settembre (Reuters) - Il consigliere esecutivo Bce Lorenzo Bini Smaghi spiega che, a parere dell‘istituto centrale di Francoforte, il programma delineato dalla Commissione europea per la riforma della sorveglianza sui bilanci degli stati membri non ha portata sufficiente.

“Le comunicazioni della Commissione del 12 maggio e 30 giugno scorso non hanno un raggio abbastanza ampio su due fronti a parere della Bce” dice al Parlamento europeo, sollecitando un rafforzamento delle procedure di infrazione e un dibattito rapido che tenga conto dei tempi dei mercati.

Si apre domani nella capitale belga il vertice dei capi di Stato e di governo dell‘Unione europea, chiamati a valutare la proposta della Commissione relativa alla revisione del patto di stabilità e crescita e della ‘governance’ economica.

La Bce chiede un nuovo sistema di incentivi e sanzioni, compresa una nuova autorità indipendente di vigilanza sulle politiche di bilancio, e la prospettiva che i paesi indisciplinati in materia di conti pubblici perdano diritto di voto.

UE SNELLISCA PROCEDURE PATTO STABILITA’

Per Bini Smaghi le proposte della Commissione non affrontano invece il problema sul fronte della raccolta delle statistiche macro - a cui si attribuisce almeno in parte l‘acuirsi della crisi finanziaria greca - e non fanno abbastanza per eliminare i problemi di fondo.

“Le idee della Commissione attualmente sul tavolo appaiono insufficienti anche sul fronte dello snellimento delle procedure che le renda più efficienti” dice il consigliere Bce.

“Si è visto molte volte in passato che le procedure sono troppo lunge e laboriose prima che si possano effettivamente adottare provvedimenti che incentivino o obblighino un paese membro a correggere la politica di bilancio” aggiunge.

Secondo Bini Smaghi i mercati finanziari non prezzano inoltre correttamente il livello di rischio.

“Lasciare ai mercati il compito di disciplinare le politiche fiscali e spingere i paesi membri a correggere la rotta di finanza pubblica è un‘illusione che possono avere soltanto gli economisti”.

“I mercati hanno sbagliato in passato a sottovalutare il rischio, stanno probabilmente sbagliando in questa fase a sopravvalutarli e sbaglieranno ancora in futuro” aggiunge.

NO ORA A TASSA SU TRANSIZIONI FINANZIARIE

Un ultimo riferimento alla possibilità, di cui Commissione ed Ecofin hanno in diverse occasioni discusso, di un‘imposta sulle transazioni finanziarie o sugli utili delle banche, la cui necessità è invece in primo luogo quella di ricapitalizzarsi.

“Non è il momento giusto per applicare questa tassa [sulle transazioni finanziarie] e sarebbe meglio semmai farlo in tempi buoni piuttosto che in tempi di crisi come quelli attuali” spiega Bini Smaghi. “Le banche hanno ora bisogno di ricapitalizzarsi” aggiunge, precisando che sarebbe invece meno peggio la proposta di un prelievo sulle banche per creare un fondo di risoluzione delle crisi.

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