8 luglio 2010 / 16:18 / tra 7 anni

PUNTO 1 - Manovra, governo blocca processo Fininvest-Cir - Pd

(Riscrive con comunicato Fininvest)

ROMA, 8 luglio (Reuters) - L‘emendamento presentato in manovra che punta ad accelerare i procedimenti civili può bloccare per nove mesi il processo di appello Fininvest-Cir.

Lo sostiene la capogruppo del Pd in commissione Giustizia alla Camera Donatella Ferranti.

A stretto giro la reazione di Fininvest, che definisce “risibile” un suo interesse a rallentare il processo.

“È un dato oggettivo, con un provvedimento per eliminare gli arretrati si creano i presupposti per la sospensione di procedimenti di appello come il famoso lodo Mondadori (MOED.MI). La norma è certamente utilizzabile da Fininvest”, ha detto la deputata del Pd interpellata telefonicamente da Reuters.

L‘emendamento, l‘unico finora presentato dal governo, al comma 18 recita testualmente: “Nei procedimenti civili contenziosi aventi ad oggetto diritti disponibili che, alla data di entrata in vigore della presente legge, pendono dinanzi alla Corte d‘Appello, il giudice, su istanza di parte, anche con decreto pronunziato fuori udienza, rinvia il processo per un periodo di sei mesi per l‘espletamento del procedimento di mediazione”.

“Le istanze previste dal presente comma devono essere proposte, a pena di decadenza, entro tre mesi dall‘entrata in vigore della presente legge”, continua l‘emendamento.

La Ferranti, nel criticare la norma, sottolinea l‘apparente incongruenza tra l‘esigenza di ridurre i processi pendenti e il rallentamento dei procedimenti in appello.

“Tutto è apparentemente improntato alla logica ‘riduzione contenzioso’ e invece al comma 18 il giudice, su istanza di una sola parte, può sospendere i processi per 6 mesi più i 3 per la presentazione dell‘istanza. La finalità non è istituzionale ma forse è quella di fornire opportunità ulteriori per rallentare alcune specifiche cause civili pendenti”, dice la deputata.

La Fininvest risponde in un comunicato esprimendo “tutto il suo stupore e il suo sdegno di fronte all‘insinuazione secondo cui sarebbe interessata ad un rallentamento del processo d‘appello per la vicenda lodo Mondadori”.

“La Fininvest infatti è pienamente convinta che le proprie buone ragioni verranno riconosciute, e ha rilasciato a favore di Cir una fideiussione pari a 806 milioni di euro: pertanto ha interesse, onde evitare anche ulteriori costi ed appesantimenti finanziari, che la trattazione nel merito rispetti un iter il più spedito possibile. Per tali motivi la Fininvest seguirà con assoluta coerenza questa impostazione”, continua la nota.

Il 3 ottobre scorso il Tribunale di Milano ha condannato in primo grado la Fininvest della famiglia Berlusconi a pagare quasi 750 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti come risarcimento danni per la corruzione giudiziaria nel cosiddetto lodo Mondadori.

La decisione faceva seguito a una sentenza definitiva che aveva riconosciuto la corruzione di Vittorio Metta, uno dei tre giudici della Corte d‘Appello di Roma che nel 1991 avevano assegnato la Mondadori a Fininvest ribaltando un lodo arbitrale dell‘anno precedente.

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