11 giugno 2010 / 08:33 / 8 anni fa

Cina, strategia poco chiara dopo dati contrastanti

PECHINO, 11 giugno (Reuters) - In maggio l‘inflazione cinese ha accelerato a un massimo di 19 mesi, ma una modesta crescita della produzione industriale e degli investimenti ha ridotto le preoccupazioni di alcuni analisti su un surriscaldamento dell‘economia cinese.

Non mancano pareri diversi da parte di chi ritiene che la Cina deve evitare il rischio di surriscaldamento aumentando i tassi di interesse e lasciando rafforzare lo yuan - come ha sollecitato di nuovo ieri il segretario del Tesoro Usa Timothy Geithner [ID: nN10236564].

Invece i commenti tranquillizzanti dell‘Ufficio Nazionale di Statistica indicano che le autorità non hanno alcuna fretta di una stretta monetaria, tanto più che l‘Unione europea, principale mercato delle esportazioni cinesi, è impantanata in difficoltà finanziarie.

“Con la crisi debitoria della zona euro, le commodity a livello mondiale stanno calando e questo, in una certa misura, aiuterà la Cina ad allentare la pressione inflazionistica”, ha detto Sheng Laiyun portavoce di NBS in una conferenza stampa dopo la diffusione dei dati ID [: nTOE656030].

I prezzi al consumo sono saliti del 3,1% su anno in maggio, un po’ più delle attese, confermando una notizia Reuters di mercoledì e superando l‘obiettivo ufficiale di media annua del 3%. I prezzi erano saliti del 2,8% su anno in aprile.

Ma Sheng ha detto l‘1,8% di maggio è frutto di un effetto statistico nel confronto con l‘anno scorso. Inoltre, i costi di abiti, elettrodomestici e alimenti vegetali - un importante motore di inflazione cinese - sono tutti scesi, il che dovrebbe consentire a Pechino di raggiungere il suo target di inflazione sull‘intero anno. “La tendenza è per pressioni sui prezzi in calo in futuro”, ha detto Sheng.

La reazione dei mercati finanziari è stata minima perché tutti i dati erano già ampiamente trapelati.

INFLAZIONE IN RALLENTAMENTO?

L‘ufficio di statistica ha detto che la crescita annua della produzione industriale è rallentata al 16,5% in maggio da 17,8% di aprile, mentre gli investimenti nelle aree urbane in attività come case e fabbriche sono scesi al 25,9% dal 26,1%.

Zhang Lei, economista di Bohai Securities a Tianjin , ha detto che la Cina difficilmente stringerà ulteriormente la politica monetaria, dato che le pressioni inflazionistiche sottostanti stanno scendendo e la forte crescita economica probabilmente continuerà.

“In effetti, se l‘economia si raffredda più velocemente delle attese, il governo potrebbe rallentare le sue politiche”, ha detto.

Un aumento del 48,5% su anno delle esportazioni annunciato ieri aveva dissipato le preoccupazioni di un brusco rallentamento in Cina, una forza trainante della crescita globale negli ultimi anni visto che le economie occidentali annaspano.

Ma Isaac Meng di BNP Paribas a Pechino sostiene che le esportazioni sono un indicatore ritardato e avverte dei rischi al ribasso per la crescita come risultato del un giro di vite da parte di Pechino sulla speculazione immobiliare e l‘eccessivo indebitamento delle amministrazioni locali.

La crescita annua -- ha aggiunto -- del prodotto interno lordo probabilmente rallenterà in un range tra l‘8 e il 9% dall’ 11,9% nel primo trimestre.

OPPURE INFLAZIONE IN RIALZO?

“Anche se la crescita dei prezzi al consumo mostra segni di stabilizzazione a partire dal mese scorso, è stato superato il limite della banca centrale cinese. Se la salita continua a giugno, un aumento dei tassi di interesse è possibile”, ha detto Chen Xingyu, analista di Phillip Securities Research a Shanghai.

A differenza delle banche centrali di India, Australia e Malesia, tra gli altri, finora la Pboc ha mantenuto i tassi di riferimento invariati quest‘anno.

Ma Wang Hu di Guotai Junan Securities a Shanghai, ha detto di aspettarsi un aumento dei tassi a settembre o ottobre.

Liu Gang e Li-Zhou Hao di ANZ Bank a Hong Kong hanno riconosciuto che il ritmo di crescita è leggermente rallentato perché le imprese hanno finito di ricostituire le scorte, ma hanno detto che l‘economia è pronta a tornare su una traiettoria di crescita.

In una nota ai clienti hanno detto che la domanda interna è rimasta sostenuta, con un‘accelerazione della crescita annuale delle vendite al dettaglio al 18,7% in maggio da 18,5% di aprile. I prezzi all‘ingrosso sono aumentati del 7,1% su anno a maggio da +6,8% di aprile.

“Siamo convinti che la Cina sta vivendo una forte pressione della domanda, è il momento per la Pboc di convertire la sua politica monetaria dal controllo del credito all‘aumento dei tassi di interesse per contrastare il rischio di un‘inflazione galoppante,” scrivono gli analisti ANZ.

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