7 maggio 2010 / 10:20 / 8 anni fa

PUNTO 3-Italia ben posizionata ma ancori attese mercati- Moody's

* Italia non in prima linea in crisi debito sovrano

* Correzione conti necessaria molto minore che altrove

* Spesa per interessi rappresenta tallone d‘Achille

di Valentina Za

MILANO, 7 maggio (Reuters) - L‘Italia ha necessità di ancorare le aspettative di mercato con un piano di consolidamento dei conti credibile, anche se, a differenza di altri paesi, non ha bisogno di correzioni “brutali”.

Lo ha detto l‘analista di Moody’s per l‘Italia, Alexander Kockerbeck, parlando a investitori e giornalisti a Milano.

Cruciale per il rating, ha ricordato Kockerbeck, è quella misura di equilibrio tra entrate e uscite statali rappresentata dal saldo primario. Sotto questo aspetto l‘Italia si distingue in positivo grazie a un saldo solo lievemente negativo.

Per Moody’s l‘eredità della crisi globale per l‘Europa è la sfida di far scendere il debito pubblico in un contesto di bassa crescita. Da questo punto di vista l‘Italia è “vaccinata”, essendo riuscita a tenere sotto controllo il rapporto debito/Pil pur con tassi di crescita tradizionalmente anemici.

“L‘Italia sembra essere ben posizionata per gestire questa situazione”, ha sottolineato l‘analista, definendo “incoraggiante” il track record dell‘Italia in termini di capacità di far scendere il debito dai picchi raggiunti.

Con una previsione di aumento del debito al 118,4% del Pil quest‘anno, dal 115,8% di fine 2009, il governo sembra trovarsi di fronte a livelli non molto diversi da quelli di inizio anni ‘90.

MAI STATO COSÌ IMPORTANTE CONVINCERE MERCATI

Per tenere però sotto controllo il costo del debito nel contesto attuale di reattività esasperata degli investitori ai rischi connessi al debito sovrano, l‘Italia deve preservare la “buona credibilità” di cui gode sui mercati.

“Per l‘Italia i rischi vengono dalla percezione del mercato, bisogna ancorare le aspettative tramite un programma di consolidamento che convince” ha sottolineato Kockerbeck. “Cercare di convincere non è mai stato così importante come adesso”.

La crisi, ha spiegato l‘analista, ha modificato l‘ambiente circostante. Dopo anni in cui gli investitori hanno discriminato poco tra i vari paesi dell‘euro ora il mercato è tornato a prezzare in maniera molto diversa il rischio-paese. Nel mondo post-crisi, inoltre, molti paesi europei - non è il caso dell‘Italia - non potranno più contare sulla crescita per ridurre il debito.

“Questo ha ripercussioni negative, ed esiste il pericolo di premi al rischio elevati”, ha ammonito.

La sfida è quella di tornare a generare ampi avanzi primari, cosa che l‘Italia ha dimostrato in passato di saper fare. Il paese ha ampi margini di manovra su spesa e fiscalità.

ITALIA NON DEVE REINVENTARE MODELLO ECONOMICO COME ALTRI

Oltre ad avere di fronte un aggiustamento di bilancio più contenuto, l‘Italia può contare anche su un modello di crescita relativamente “sano” che la crisi non ha messo in discussione.

La crescita dell‘Italia non si è basata, come altrove, sulla crescita nominale di alcuni settori la cui bolla si è poi sgonfiata facendo deragliare l‘economia, come accaduto invece per i boom del settore immobiliare di Spagna e Irlanda.

“L‘Italia non deve reinventare il proprio modello economico come invece devono fare altri paesi quali la Spagna, che ha tempo per farlo, o l‘Irlanda, che sta lavorando per farlo”, ha detto Kockerbeck.

Anche per questo motivo l‘Italia non ha bisogno di una cura da cavallo per uscire dalla crisi.

“Spagna, Irlanda, Portogallo, Grecia hanno bisogno di aggiustamenti molto significativi del bilancio e dell‘economia”, ha detto Kockerbeck. “L‘aggiustamento richiesto all‘Italia non è, diciamo, brutale”.

Moody’s valuta il paese ‘Aa2’ con outlook stabile e in questi giorni ha precisato più volte di non avere sotto esame il rating del paese.

“In Italia la situazione è gestibile, non vediamo tendenze al cambiamento di questo fatto e quindi abbiamo un outlook stabile”, ha ribadito l‘analista.

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