6 maggio 2010 / 13:25 / tra 8 anni

PUNTO 1- Swap Argentina, Tfa rinvia valutazione entro 12 maggio

(aggiunge dettagli, background)

ROMA, 6 maggio (Reuters) - La Tfa Argentina, che rappresenta circa 180 mila obbligazionisti italiani che hanno bond in default dell‘Argentina, ha rinviato la sua valutazione sull‘offerta di swap attesa oggi e ora si esprimerà entro il 12 maggio.

Lo si legge in una nota della Tfa.

“La nota informativa della Tfa con valutazioni ed approfondimenti in merito alla recente Offerta di Scambio della Repubblica Argentina, in attesa degli ultimi contributi tecnici di esperti ed analisti internazionali consulenti dell‘Associazione, sarà pubblicata entro mercoledi 12 maggio p.v.”, dice un comunicato della Task Force Argentina.

RIMBORSO ALLA PARI LIMITATO A 2 MILIARDI SU 19 COMPLESSIVI

L‘Argentina ha offerto una nuova e ultima occasione ai possessori dei suoi bond andati in default nel 2001 di cambiarli con nuovi titoli. L‘offerta riguarda 19 miliardi di titoli in circolazione e di questi la Tfa ne rappresenta in Italia 4,4 miliardi e circa un altro miliardo è in mano a obbligazionisti italiani non rappresentati dalla Tfa.

Per i piccoli bondholder l‘Argentina ha riservato, con un plafond di 2 miliardi di dollari, una opzione di scambio alla pari, il pagamento in contanti (ma solo con un plafond di 180 milioni di dollari) degli interessi pregressi e un titolo legato al Pil argentino. Finito il plafond a disposizione, anche i piccoli obbligazionisti avranno, con il meccanismo del riparto, obbligazioni scontate, cioè il 33,7% del valore facciale delle obbligazioni portate in adesione.

PER ADERIRE A SWAP REVOCA DELEGA A TFA, MA PROCEDURA AD HOC

L‘Argentina ha avviato la sua offerta lo scorso 3 maggio e i piccoli obbligazionisti hanno tempo, salvo proroghe, fino al 7 giugno con una scadenza intermedia per gli investitori istituzionali il 12 maggio.

La delega fatta alla Tfa, il cui modulo è sul sito dell‘associazione, prevede che la revoca sia per iscritto e con 15 giorni di preavviso.

Una fonte bancaria ha però spiegato a Reuters che si sta studiando comunque una procedura per non ostacolare l‘eventuale decisione di adesione allo swap da parte dell‘obbligazionista.

“Se lo scenario fosse di accettazione dell‘offerta, non si intravedono particolari problemi sui tempi di scelta per gli obbligazionisti. Dalla prossima settimana le banche invieranno ai clienti la lettera/invito per valutare in banca il prospetto”, ha detto la fonte.

“Allo stesso tempo saranno pronte le liste di nominativi per la revoca del mandato e la contestuale adesione allo swap”, ha aggiunto.

La Tfa è stata costituita nel 2002, dopo il default dell‘Argentina, con una delibera dell‘associazione bancaria italiana, da otto banche (Banca Antonveneta, Banca Sella, San Paolo IMI, Banca Intesa, Iccrea Banca, Banca Nazionale del Lavoro, Monte dei Paschi di Siena e Unicredito) e la presidenza di questa associazione è stata assunta da Nicola Stock.

Oggi le banche associate, secondo un elenco aggiornato al 2008, sono 436.

Lo scopo dell‘associazione è stato quello di negoziare con l‘Argentina la ristrutturazione del debito e di proporre valutazioni ai propri associati sulle proposte di Buenos Aires. In occasione delle prime indicazioni sul nuovo swap, Stock ha parlato di offerta apparentemente peggiorativa riservandosi una valutazione che doveva arrivare oggi ma che è per ora rinviata.

La Tfa ha avviato per conto degli obbligazionisti che rappresenta, un ricorso all‘arbitrato internazionale Icsid che deve ancora esprimersi sulla sua competenza giurisdizionale con una udienza a metà giugno.

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