4 maggio 2010 / 14:06 / 8 anni fa

PUNTO 1 - Crisi aumenta urgenza riforme in Italia - Ocse

* Focus riforme economiche su trasporti, energia,

* Bene linea Tremonti sui conti pubblici

* Rafforzare poteri e risorse dell‘Antitrust

(Aggiunge dichiarazioni Gurria e Tremonti, dettagli)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 4 maggio (Reuters) - La crisi economica internazionale rappresenta una importante occasione per l‘Italia di portare a termine le riforme necessarie ad assicurare soddisfacenti tassi di crescita in futuro e mettere in sicurezza uno dei debiti pubblici più alti del mondo.

È quanto si legge nel rapporto Ocse “Italia: una migliore regolamentazione per rafforzare le dinamiche dei mercati”, presentato in una conferenza stampa a Roma dal segretario generale Ocse Angel Gurria e dal ministro dell‘Economia Giulio Tremonti.

“La crisi economica, con il carattere di urgenza che comporta, rappresenta una opportunità di riforma che potrebbe contribuire alla costruzione di un futuro più sereno per l‘Italia”, si legge nel rapporto.

“Se la crescita economica mostra una performance abbastanza deludente, l‘economia italiana si trova di fronte a diverse sfide ricorrenti, aggravate dagli eventi recenti. E’ evidente che è necessaria una crescita economica solida se l‘economia intende risolvere con successo tali sfide”.

L‘Ocse ricorda che negli ultimi 10 anni il tasso di crescita dell‘Italia è rimasto sotto la media europea e che, dopo il 2000, la produttività del lavoro ha cominciato a diminuire rispetto ad altre grandi economie. Da qui la necessità di spingere la crescita, aumentare i salari, migliorare la competitività concentrandosi soprattutto su energia e infrastrutture e liberare risorse per fronteggiare il rapido invecchiamento della popolazione.

Le principali sfide economiche sono il decentramento che se può favorire l‘efficienza presenta anche implicazioni “in termini di ineguaglianza e disparità economiche e sociali” e la struttura della popolazione italiana che sta invecchiando molto rapidamente e, “nonostante una serie di interventi volti al contenimento della spesa per la terza età, il ritmo degli aggiustamenti rimane ridotto”.

VIA LEGGI INUTILI, PIÙ POTERI ALL‘ANTITRUST

L‘Ocse comunque riconosce che l‘Italia ha fatto “progressi significativi per tagliare i costi della regolamentazione, liberalizzare i mercati e ammodernare la pubblica amministrazione”.

La riduzione degli oneri amministrativi, stima l‘Organizzazione, ha prodotto negli ultimi anni risparmi superiori ai 4 miliardi di euro per le imprese.

Gurria, presente anche il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, ha sollecitato il governo a proseguire “lo slancio del programma di semplificazione per tagliare i fardelli burocratici”.

“Se le regole sono fondamentali aiutano lo sviluppo, se vanno oltre e sono eccessive sono un ostacolo allo sviluppo”, gli ha fatto eco Tremonti.

Maggiore concorrenza andrebbe introdotta nel settore dei trasporti (valutando l‘istituzione di un‘Autorità nazionale) e dell‘energia, dove si deve adottare un quadro giuridico definito per “incoraggiare nuovi investimenti in capacità produttiva”.

La ricetta dell‘Ocse passa anche per il rafforzamento dell‘Antitrust, al quale vanno assicurate maggiori risorse, più tempo per valutare gli effetti delle fusioni e la possibilità di “imporre sanzioni alle associazioni in modo più efficace”.

“Secondo stime Ocse, le riforme della regolamentazione nei settori dell‘elettricità e gas, della distribuzione commerciale e dei servizi professionali potrebbero aumentare la produttività di circa il 14% in 10 anni”, ha spiegato Gurria.

CONTI PUBBLICI IN DETERIORAMENTO MA ITALIA TIENE

Nel rapporto l‘Ocse ricorda il processo di deterioramento dei conti pubblici a partire dal 2002, quando “l‘aumento della spesa ha gradualmente eroso i risparmi ottenuto grazie al pagamento di interessi più ridotti”.

Nel 2007, ricorda l‘Ocse, il debito era sì di quasi 20 punti inferiore al picco di metà anni Novanta, na appena inferiore al livello del 2002.

Se fino al 2008 l‘Italia prevedeva un rapporto debito/Pil a circa il 92% entro il 2013, oggi le ultime stime di governo (in corso di revisione) fissano il debito al 114,6% del Pil nel 2012 dal 116,9% del 2010.

Tuttavia, Gurria riconosce al governo di aver tenuto la barra dritta durante la crisi: “È evidente che l‘Italia è sulla via giusta. I Paesi che hanno spinto troppo sulla spesa pubblica oggi hanno molti problemi”.

E a chi chiede se dopo la Grecia tocchi all‘Italia, Gurria dice: “Non sono situazioni comparabili, le condizioni di ogni Paese sono diverse”.

Tremonti ha colto l‘occasione della conferenza stampa per rilanciare il processo più volte annunciato di riforma fiscale, che sarà portato avanti anche con la consulenza di Ocse, Fmi e Banca mondiale.

“L‘Italia è l‘unico Paese che si è posto con la crisi l‘obiettivo di riforma fiscale”, ha detto il ministro dell‘Economia.

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