29 aprile 2010 / 15:17 / tra 8 anni

PUNTO 3 - Intesa, Siniscalco non disponibile, critica C.Sanpaolo

(aggiunge dichiarazioni Chiamparino, background)

ROMA/MILANO, 29 aprile (Reuters) - Domenico Siniscalco dice a Reuters di avere ritirato la disponibilità a presiedere il consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo (ISP.MI), specificando che la decisione è assunta “in polemica con la Compagnia di Sanpaolo”.

In una successiva nota, il presidente di Assogestioni ed ex ministro del Tesoro aggiunge che “la decisione è in polemica con la Compagnia di San Paolo, che, in due settimane, non è neppure riuscita a formulare una candidatura univoca per il ruolo che pure gli era stato proposto”.

La nota si conclude con i ringraziamenti al sindaco di Torino e a tutti gli azionisti che hanno manifestato apprezzamento.

Lo scorso 14 aprile, la Compagnia Sanpaolo, primo azionista di Intesa, alla fine di una contrastata riunione aveva indicato Andrea Beltratti e Siniscalco come nomi che il presidente Angelo Benessia doveva proporre per il consiglio di gestione, mettendo da parte il presidente uscente Enrico Salza.

Alcuni quotidiani oggi hanno pubblicato i verbali della riunione del 14 aprile, da cui emerge che Beltratti aveva ottenuto più voti di Siniscalco.

Beltratti, interpellato telefonicamente da Reuters a ridosso della nota di Siniscalco, conferma la disponibilità a un incarico nel consiglio di gestione.

“Da parte mia rimane la disponibilità a un incarico nel consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo. Ero stato onorato della richiesta che mi è stata fatta e da allora la mia posizione non è cambiata”, spiega Beltratti.

Nei giorni successivi l‘indicazione della Compagnia e dopo una vivace intervista del sindaco di Torino, Sergio Chiamarino, erano sorte polemiche attorno al nome di Siniscalco per la presidenza del consiglio di gestione. Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, interpellato su un gradimento del Carroccio circa l‘indicazione di Siniscalco, aveva risposto: “Chieda a [il ministro dell‘Economia, Giulio] Tremonti”.

Oggi, il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, ha dichiarato che, alla fine, “sembra prevalere una logica dettata dai poteri forti e autoreferenziali”.

Chiamparino ha aggiunto di comprendere la decisione di Siniscalco, “anche alla luce dell‘incapacità dimostrata dalla Compagnia di giungere ad un‘indicazione univoca sul candidato da sottoporre alle valutazioni del consiglio di sorveglianza della banca”.

Il sindaco di Torino ha concluso attaccando i poteri forti, che, a suo giudizio, hanno avuto la meglio nella vicenda, poteri “per i quali la politica è buona solo quando (ne) rafforza” l‘autorefenzialità.

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