16 aprile 2010 / 14:39 / 8 anni fa

PUNTO 1-Eurogruppo, accordo meccanismo permanente crisi- Juncker

(aggiunge dettagli, interventi Madrid e sviluppi Atene)

MADRID/ATENE, 16 aprile (Reuters) - I ministri delle Finanze dell‘Eurogruppo hanno raggiunto un accordo per la definizione di un meccanismo permanente per la risoluzione delle situazioni di crisi.

Lo ha detto il presidente dell‘Eurogruppo Jean Claude Juncker riferendo della riunione informale cominciata stamane a Madrid e tornando a ribadire che da parte greca non è stata avanzata alcuna richiesta di attivazione del meccanismo d‘emergenza Ue/Fmi che mette a disposizione della Grecia 30 miliardi di euro.

“Abbiamo raggiunto un accordo sulla necessità di mettere in atto - e ci lavoreremo - un meccanismo permanente di crisi, perché abbiamo individuato delle falle nel nostro sistema di sorveglianza e nel nostro arsenale di risposta”.

IN RIFORMA PATTO PIU’ ENFASI SU DEBITO, COMPETITIVITA’

Parlando invece della necessità di rendere il patto di stabilità più stringente, Juncker ha sottolineato la necessità di dare più enfasi al debito.

“Credo sia desiderabile che ci siano delle regole più stringenti per inquadrare il debito pubblico”, ha detto Juncker.

Per il commissario Ue agli Affari economici e monetari Olli Rehn il patto di stabilità va rafforzato e la Commissione potrebbe avanzare delle proposte legislative in merito, posizione peraltro identica a quella tedesca espressa stamane dal responsabile alle Finanze Wolfgang Schaeuble.

“C’è un crescente bisogno di coordinamento economico a livello europeo nell‘Unione ... Abbiamo un diritto d‘iniziativa in materia e lo utilizzeremo”, ha detto Rehn che in questi giorni presenta ai ministri le sue proposte per migliorare la governance economica della zona euro in vista di una presentazione ufficiali di modifiche legislative fissata per il 12 maggio.

“Il dibattito di oggi mi fa essere ottimista” ha detto Rehn. Le novità proposte dal commissario prevedono che le sanzioni previste dal patto di stabilità abbiano un carattere più automatico, che alcune di queste siano rafforzate e che la sorveglianza all‘interno della zona euro sia allargata agli squilibri macroeconomici. Il patto era già stato riformato nel 2003 sotto la pressione di Francia e Germania che volevano rendere più morbido nei periodi di congiuntura economica avversa.

In aggiunta, al termine della discussione di oggi sul rafforzamento della governance economica, i paesi della zona euro hanno deciso di istaurare a partire dall‘Eurogruppo di metà maggio un momento di analisi sulla competitività dei paesi della moneta unica, con uno sguardo focalizzato su due nazioni per volta.

“Ci consacreremo con maggiore energia all‘esame e alla riduzione delle differenze di competitività che osserveremo tra i paesi della zona euro”, ha spiegato Juncker. L‘analisi della competitività di due paesi ogni Eurogruppo si aprirà con l‘esposizione di un terzo paese sulla situazione dei primi due. Spagna, Finlandia, Portogallo e Lussemburgo saranno i primi ad aprire i giochi su questo nuovo capitolo del patto di stabilità.

LUNEDI’ ESPERTI DI FMI E UE AD ATENE

Atene ha fatto ieri il primo passo concreto verso quella che sembra profilarsi come un‘effettiva richiesta di sostegno finanziario chiedendo l‘avvio di consultazioni ufficiali con le autorità europee e del Fondo, i cui ispettori raggiungeranno lunedì prossimo la capitale greca insieme a funzionari europei.

“Si tratta di mettere a punto un programma comune di finanziamento a condizioni determinate da far partire in caso di richiesta” ribadisce Rehn.

Alla conferenza stampa di Junker e Rehn a Madrid ha partecipato anche il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet, annunciando che esponenti di Commissione e Bce si uniranno lunedì agli ispettori del Fondo.

In rappresentanza delle autorità italiane, l‘economista capo del Tesoro Lorenzo Codogno ritiene che la lettera di Atene rappresenti un primo passo verso la concreta richiesta di un prestito.

“Sì, è un primo passo” spiega il presidente del Comitato per la politica economica che ha redatto parte dell‘agenda degli incontri di Madrid.

“Al consiglio (dei ministri finanziari) verrà dato maggior potere nel campo della sorveglianza e della vigilanza... sta già accadendo” aggiunge.

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