13 aprile 2010 / 13:02 / 8 anni fa

PUNTO 1-Grecia, prestito da Italia con legge stile Tremonti bond

(aggiunge dettagli, contesto)

di Stefano Bernabei

ROMA, 13 aprile (Reuters) - L‘Italia potrà partecipare al piano di sostegno alla Grecia da 30 miliardi di euro dopo aver votato in Parlamento una legge che autorizzi il Tesoro a sottoscrivere la sua quota del prestito, pari al 18% cioè circa 5,5 miliardi.

Lo ha detto a Reuters una fonte vicina a questo dossier.

“Sì, serve una nuova legge”, ha detto la fonte a cui è stato chiesto se serve un passaggio parlamentare per autorizzare il Tesoro a partecipare al prestito per la Grecia.

Il meccanismo sarà “probabilmente” simile a quello utilizzato con i cosiddetti Tremonti bond, ovvero quelle obbligazioni emesse da alcune banche italiane e sottoscritte dal Tesoro che a sua volta aveva emesso Btp per reperire i capitali freschi per comprare i bond.

In quel caso il vantaggio per il Tesoro consisteva nella differenza tra il costo del finanziamento - il tasso pagato per i Btp - e la remumerazione offerta dai bond sottoscritti. Analogo vantaggio si profilerebbe nel caso del prestito alla Grecia che pagherebbe il 5% ai sottoscrittori del suo prestito.

DECRETO LEGGE?

Lo strumento legislativo potrebbe essere un decreto legge, come accadde già in occasione dell‘introduzione dei Tremonti bond, il cui meccanismo fu previsto nel decreto anti crisi del dicembre 2008.

Come in quel caso, l‘eventuale emissione di debito per finanziare l‘acquisto del prestito alla Grecia non avrebbe impatto sull‘indebitamento, ossia sul rapporto tra deficit e Pil, perché compensato dall‘attivo patrimoniale dato dai titoli acquistati.

Avrebbe invece effetti sul fabbisogno e sul debito lordo (dato finora utilizzato ai fini di Maastricht), man mano che verranno emessi i titoli di stato italiani per coprire il corrispondente acquisto di titoli greci.

Intanto da Bruxelles la Commissione europea chiarisce che non prevede di indicare alcun criterio per il reperimento dei capitali necessari agli stati dell‘eurozona che contribuiranno a finanziare il meccanismo di supporto alla Grecia. E questo diversamente da quello che era accaduto in occasione delle misure a sostegno dei patrimoni delle banche in Europa, quando le linee guida su modalità e tassi dei bond bancari erano venuti da Bruxelles.

“La Commissione non emetterà linee guida. Ciascuno stato può procedere come crede”, ha detto a Reuters Amadeu Altafaj Tardio, portavoce del commissario Ue agli Affari economici e monetari Olli Rehn, rispondendo ad una domanda sul metodo di raccolta dei fondi necessari a finanziare il meccanismo salva-Grecia.

Il portavoce ha indicato che è verosimile che gli stati reperiranno sul mercato i fondi necessari per finanziare il meccanismo.

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