15 marzo 2010 / 17:54 / 8 anni fa

SINTESI - Eurogruppo al via, discussione aperta su misure Grecia

(riscrive accorpando pezzi, aggiungendo dichiarazioni ministro olandese)

BRUXELLES, 15 marzo (Reuters) - La Grecia e i meccanismi per sostenerla in caso di nuove turbolenze sui mercati finanziari sono al centro dell‘incontro iniziato nel tardo pomeriggio a Bruxelles. L‘esito della riunione è, però, ancora incerto. Non è chiaro, infatti, se i ministri decideranno in serata di annunciare passi concreti che diano sostanza alla dichiarazione politica di solidarietà enunciata dai capi di Stato e di governo l‘11 febbraio scorso.

Le dichiarazioni rilasciate da alcuni responsabili delle Finanze della zona euro poco prima del meeting forniscono alcuni indizi sull‘intenso lavoro diplomatico e tecnico delle ultime settimane sulla possibilità di sostenere in qualche modo gli sforzi di risanamento di Atene.

Dalle parole utilizzate da alcuni ministri emerge, però, anche l‘attenzione a evitare tutto ciò che possa sembrare a opinioni pubbliche e mercati finanziari una mano tesa ad Atene senza condizioni, per salvare un paese che viene ritenuto reo di aver vissuto al di sopra dei propri mezzi e di aver presentato ai partner europei una situazione di bilancio non veritiera a più riprese.

Il ministro delle Finanze olandese Jan Kees de Jager, uno degli ultimi a entrare al meeting di oggi ha usato toni molti duri contro la Grecia.

“Non ci sarà un salvataggio perchè la Grecia deve risolvere i suoi problemi riguardo al debito. Dopo questo potrebbe aprirsi la possibilità di misure coordinate nell‘ambito europeo e in quello della zona euro che non saranno, però, un salvataggio”, ha detto il ministro olandese. Parlando nella propria lingua, poi, ha ribadito: “Non può esserci alcun salvataggio, nessun prestito a condizioni vantaggiose. I greci dovranno pagare caro e dovranno rispettare dure condizioni se vogliono contare su qualche tipo di prestito. Non possiamo mandare alla Grecia alcun denaro dei contribuenti”.

Il ministro delle Finanze austriaco Josef Proell ha detto che quella di stasera è una delle riunioni Eurogruppo “dall‘esito più aperto di quelle a cui ho partecipato”.

JUNCKER DIPLOMATICO SU DIVERSE OPZIONI PER GRECIA

Atene si presenta stasera forte dell‘ok della Commissione Ue alle misure di bilancio aggiuntive decise dalla Grecia il 3 marzo scorso per un importo totale di 4,8 miliardi di euro. Secondo l‘esecutivo Ue, questi nuovi interventi sono adeguati per ridurre quest‘anno il deficit di bilancio ellenico a 8,7% del Pil dal 12,7%.

Dopo il varo di queste misure e le forti proteste sociali il premier greco ha chiesto nei giorni scorsi nuovamente segnali concreti di sostegno da parte dei paesi dell‘euro, ponendo come alternativa la possibilità di ricorrere al sostegno del Fondo monetario internazionale, ipotesi poco gradita sia alle istituzioni europee, sia alla Banca centrale europea.

La soluzione potrebbe essere, allora, stasera, un nuovo messaggio dei partner europei di apprezzamento per le misure greche e il tratteggio di una sorta di rete di sostegno per Atene per mostrare i muscoli agli speculatori.

“Stasera discuteremo le diverse opzioni per trovare una soluzione, ammesso che questa sia necessaria”, ha detto in modo più diplomatico Jean-Claude Juncker prima del ministro olandese. “Io non credo che lo sia, ma la decisione finale spetta al Consiglio europeo”, ha aggiunto il presidente dell‘Eurogruppo.

Gli ha fatto eco Olli Rehn, commissario Ue per gli Affari economico-finanziari. “Mi aspetterei che l‘Unione adotti la posizione della Commissione circa il coraggioso insieme di provvedimenti deciso dalla Grecia”, ha osservato Rehn, “ovvero che il paese sia avviato a centrare l‘obiettivo della riduzione del 4% del deficit quest‘anno”. In agenda, ha aggiunto il commissario, c’è anche il tema più ampio della stabilità finanziaria della zona euro nell‘insieme. “La Commissione è pronta a mettere sul tavolo una proposta per un sistema europeo di assistenza coordinata e condizionale”, ha detto Rehn.

Se sul tavolo non c’è formalmente l‘ipotesi del Fondo monetario europeo, i ministri hanno comunque da vagliare diverse ipotesi tecniche come prestiti bilaterali e garanzie implicite. Al tavolo dei sedici c’è anche il tedesco Wolfgang Schaeuble, appena uscito dall‘ospedale per un intervento.

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