11 febbraio 2010 / 13:01 / 8 anni fa

PUNTO2- Burani, fallita Bdh,no condizioni salvataggio MBFG-Corte

(aggiunge nota Burani da 4° paragrafo)

MILANO, 11 febbraio (Reuters) - Il Tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della Burani Designer Holding. I giudici, che hanno quindi stabilito la competenza territoriale del procedimento nel capoluogo lombardo, nella sentenza sostengono che non esistono “le condizioni minime per una operazione di salvataggio” della controllata, per via indiretta, Mariella Burani Fashion Group MBFG.MI.

L‘istanza di fallimento nei confronti di Bdh era stata presentata a gennaio dalla Procura di Milano, a questa si era aggiunta un‘altra richiesta da parte di una società di Bioera (BIE.MI), NatFood, gruppo controllato sempre dalla famiglia Burani.

Il collegio - composto dai giudici Roberto Fontana, Filippo Laman e Caterina Macchi - ha quindi respinto l‘eccezione avanzata dai difensori dei Burani, che avevano chiesto di spostare il procedimento a Reggio Emilia, ipotizzando che la sede della Bdh, di diritto olandese, fosse a Cavriago (dove ha sede la società quotata).

In una nota, Walter Burani sottolinea che “la suddetta società non ha ancora ricevuto comunicazione alcuna, né risulta alla società che la sentenza di fallimento di Bdh sia stata pubblicata. In ogni caso si precisa che la suddetta eventuale sentenza non ha ad oggetto il fallimento della capogruppo Mariella Burani Fashion Group”.

EVIDENTE INSOLVENZA BDH PER GIUDICI

Nella sentenza di oggi si legge che “la situazione di insolvenza è di tutta evidenza” in quanto la holding, “a prescindere da ogni considerazione di deficit patrimoniale peraltro non contestato”, si è trovata “nella indiscutibile impossibilità di versare la somma di 12,5 milioni richiesta da Deutsche Bank e di pagare il debito di 700.000 verso il creditore NatFood (Bioera) scaduto fin dal 31 dicembre 2008”.

La sentenza ha inoltre nominato quale curatore fallimentare Diego Moscato.

La liquidità di Bdh, è ancora scritto nella sentenza, “è di gran lunga inferiore ai debiti scaduti”. Inoltre, sostengono i giudici, le condizioni dell‘intero gruppo “escludono che la situazione possa modificarsi nel breve termine” anche in considerazione del fatto che gli accordi di ristrutturazione di Antichi Pellettieri AP.MI e di altre controllate “non avrebbero effetti sulla holding”.

Secondo i pubblici ministeri Mauro Clerici e Luigi Orsi, i debiti della holding finora accertati sono almeno 18 milioni, ma i magistrati ritengono che possano sfiorare i 40 milioni. Bdh è rimasta quotata dal 2007 al giugno 2009 al mercato AIM di Londra.

MANCANO CONDIZIONI PER SALVATAGGIO MBFG

“Dopo mesi di inutili trattative e a seguito dell‘abbandono dell‘adviser incaricato non si è verificato alcun concreto segnale della sussistenza delle condizioni minime per una operazione di salvataggio di Mariella Burani FG”, prosegue la sentenza.

A fine 2009 era scaduto il mandato di advisory di Mediobanca intercorso con il gruppo di moda nelle trattative con gli istituti di credito.

Il cda di Antichi Pellettieri ha approvato due giorni fa le linee guida di un accordo tra la società di pelletteria, controllata da MBFG, e gli istituti di credito sul debito. Il processo di ristrutturazione del debito è più ampio e vede coinvolta anche la controllata Mosaicon, ex Ap-Bags (marchi Francesco Biasia, Mandarina Duck, Coccinelle, Braccialini).

LA SCADENZA DI DOMANI PER I 50 MLN

La famiglia Burani si è impegnata a versare 50 milioni entro domani nell‘ambito di un piano di ricapitalizzazione di MBFG. Sulla disponibilità di queste risorse si sono bloccate le trattative con gli istituti di credito.

In più di un‘occasione, MBFG ha fatto sapere che in mancanza di un accordo con le banche il Cda sarà tenuto a valutare l‘adozione di provvedimenti, tra cui la liquidazione della società e la richiesta di ammissione a procedure concorsuali.

GLI ALTRI PROCEDIMENTI GIUDIZIARI DELLA FAMIGLIA

La famiglia Burani è al momento coinvolta in altri procedimenti giudiziari. Giovanni Burani, ex AD di MBFG e figlio di Walter, è indagato a Milano con l‘accusa di aggiotaggio e falso in bilancio nell‘ambito della gestione degli ultimi esercizi della società quotata.

Inoltre, il 10 novembre prossimo comincerà davanti alla IX sezione penale del Tribunale di Milano il processo che vede imputato Walter Burani, insieme ad altre sette persone, accusati di aver fatto spiare tra l‘altro uno degli allora manager del gruppo, Andrea Siniscalco.

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