13 ottobre 2008 / 16:44 / 9 anni fa

PUNTO 2-Crisi, Italia non indica importi piano sostegno banche

(aggiunge pubblicazione decreto di oggi su Gazzetta ufficiale)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 13 ottobre (Reuters) - Il governo italiano non ha predeterminato oggi gli importi dei due provvedimenti a favore della ricapitalizzazione e del rifinanziamento degli istituti di credito varati in linea con quanto deciso ieri dall‘Eurogruppo a Parigi per riportare la fiducia sui mercati ma ha illustrato una serie di iniziative a sostegno della liquidità delle banche.

L‘unico importo indicato è quello di 40 miliardi per le nuove operazioni di swap tra attività delle banche e i titoli di Stato in possesso della Banca d‘Italia annunciato oggi dal governatore Mario Draghi e che potranno iniziare dal 16 ottobre.

“Non abbiamo bisogno di ulteriori interventi”, ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Washington ricordando che l‘unico istituto italiano che doveva ricapitalizzarsi era Unicredit (CRDI.MI) e che il problema è stato superato con l‘aumento recentemente annunciato.

“Mettiamo a disposizione quanto sarà necessario ma non si tratta di un fondo, ma di strumenti da usare caso per caso”, ha detto il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Il Consiglio dei ministri di oggi ha varato un decreto che accompagna quello dell‘8 ottobre e prevede garanzie statali fino al dicembre 2009 sul debito di nuova emissione delle banche sino a cinque anni. Il decreto è stato pubblicato stesso oggi in Gazzetta ufficiale ed è già in vigore, in attesa che sia convertito in legge dalle Camere.

Tremonti ha spiegato che “la garanzia è concessa a condizioni di mercato e richiede la valutazione della Banca d‘Italia”.

È prevista anche la possibilità per il Tesoro di scambiare titoli di Stato con strumenti di debito delle banche italiane in via temporanea. Gli oneri per le banche sono stabiliti in base alle condizioni di mercato.

Il Tesoro “può anche rilasciare - sempre a condizioni di mercato - la garanzia dello Stato su operazioni di prestito titoli stipulate da banche italiane con soggetti privati anche non bancari”, ha aggiunto il ministro.

Il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli ha assicurato che i provvedimenti “non incidono sul deficit”. I due decreti potrebbero anche portare a guadagni per lo Stato, ha detto Tremonti confermando i saldi di finanza pubblica indicati in Finanziaria 2009.

POSSIBILI SWAP ATTIVITA’ BANCHE-TITOLI STATO BANKITALIA

“Con il primo decreto legge abbiamo garantito stabilità e fiducia. Con quello odierno garantiamo ovviamente stabilità e fiducia ma anche liquidità per le imprese, per l‘economia reale, per i consumatori e per il sistema di vita del Paese”, ha continuato Tremonti illustrando la filosofia degli interventi.

Il decreto di oggi prevede anche la possibilità per le banche di scambiare i propri titoli con titoli di più elevata qualità nel portafoglio della Banca d‘Italia da offire come garanzia (collaterale) nelle operazioni di finanziamento con la Bce.

Gli swap saranno effettuati dal 16 ottobre e per due volte la settimana, avranno durata un mese e verranno remunerati da una commissione dell‘1% su base annua.

Per queste operazioni “un importo c’è ed è di 40 miliardi di euro”, ha spiegato il governatore della Banca d‘Italia Mario Draghi.

A fine 2007 il portafoglio finanziario di Bankitalia valeva 89,3 miliardi di euro, di cui 80,5 miliardi in obbligazioni, in particolare in titoli di Stato italiani e di altri paesi della zona euro, e 7,7 in azioni e partecipazioni. Le azioni, escludono quelle bancarie, e si riferiscono in particolare a società quotate nell‘area dell‘euro.

DECRETI SARANNO ABBINATI IN PARLAMENTO

Rispetto a quello odierno, il decreto di mercoledì scorso consente al governo di entrare nel capitale delle banche in difficoltà con azioni privilegiate. Lo Stato quindi non ha diritto di voto ma la norma gli riconosce la possibilità di intervenire su qualunque variazione al piano triennale di ristrutturazione presentato dall‘istituto interessato.

“L‘intervento pubblico può spingersi fino al commissariamento della banca, in presenza di situazioni in grado di minare la stabilità complessiva del sistema finanziario”, ha detto Tremonti in proposito.

Previsto anche il rilascio di garanzie statali su finanziamenti erogati dalla Banca d‘Italia a banche italiane o succursali di banche estere operanti in Italia, le cosiddette Ela (Emergency liquidity assistance).

Per rendere più snello e celere l‘esame in Parlamento, la nota ufficiale del Cdm di oggi chiarisce che i due decreti verranno abbinati al momento della conversione in legge.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below